Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, invita Fiat, che ha appena presentato il piano Chrysler, a lanciare una strategia di rilancio industriale anche in Italia, con la massima tutela per i posti di lavoro.
Quello di Fiat-Chrysler, ha spiegato Epifani, “è un piano ambizioso e non facile, perchè il mercato Usa è un mercato difficile. Il piano ha anche costi sociali. Ma ora bisogna tornare in Italia e credo che anche in Italia bisognerà fare un piano industriale ripartendo dalle risposte che aspettiamo, cioè modelli, volumi, produzione e salvaguardia di tutti gli stabilimenti che per noi è fondamentale”.
Il segretario generale della Cgil ha inoltre invitato il Governo a chiarire la sua posizione circa la rottamazione: “Dovrà dire se prorogarla come in Spagna al 2010; ci aspettiamo in ogni caso che il governo dica a Fiat che va rispettata l’occupazione e i posti di lavoro in Italia”.
Epifani è poi tornato a parlare degli stabilimenti automobilistici italiani in difficoltà: “C’è Termini Imerese su cui Fiat aveva aperto qualche problema, ci sono tutti gli stabilimenti del Sud ma più in generale ci aspettiamo anche qui in Italia un piano di rilancio. L’Italia continua a produrre poche auto rispetto al mercato interno e non possiamo ridurre ancora l’occupazione in questo settore. Serve infine più attenzione all’indotto perchè in molte aree vuol dire tanta occupazione”.
Via | Repubblica
irridvx
07 nov 2009 - 16:30 - #1MELCHIORRE VATTENE!
terù
07 nov 2009 - 16:31 - #2 (nascondi)ci voleva lui a dirlo, noi non lo sapevamo!!! ma taci!!
è ovvio che si producono poche auto rispetto al mercato interno, se i 3/4 fanno schifo e la gente non le compra, mica ne puoi produrre miliardi!!! e la metà di quei 4-5 modelli (di tutto il gruppo) fatti bene li costruiscono all’estero!!!
Nome (richiesto da mia nonna):
07 nov 2009 - 16:45 - #3Cominci a spiegare agli operai che l’azienda vive se loro la fanno vivere. Se non mettono cura in quello che fanno, il loro lavoro diventa sempre più a rischio. Gli operai Fiat, soprattutto negli stabilimenti al Sud, sono sempre stati convinti che la fabbrica servisse solo a dargli da mangiare, il fatto che dovessero produrre automobili era secondario (ricordo l’imbarazzante episodio dei tre signori che si divertivano a rigare le Alfa appena uscite dalla linea, solo perchè si annoiavano).
quartier-generale
07 nov 2009 - 16:49 - #4Pensiamo anche all’alfa di Milano sosteniamo il rilancio anche ad Arese.
Se ci fossero stati dirigenti capaci, ora a Milano ci sarebbe una realtà lavorativa di almeno 25.000 lavoratori + l’indotto.
In fondo questa lotta interessa un pò tutti, difatti chiude un’Azienda di una potenzialità di numero di posti di lavoro enormi….e i giovani di oggi dovranno accontentarsi di cercare lavoro sotto il macellaio di quartiere………. o sperare nell’expò del 2015…….Comunque anche se non lavoro in Alfa io ci sarò…….magari chissà mio figlio potrà un giorno lavorare in alfa…… ci vediamo martedì
realista
07 nov 2009 - 16:59 - #5Se una cosa la dice il sindacato allora è sicuramente una stupiddagine… Mai più faro una tessera…
giaserg
07 nov 2009 - 17:04 - #63 no gli operai del sud, quelli di pomigliano e termini che bloccano impunemente le autostrade, che solo quello per me basterebbe a farli chiudere.
Mi spiego meglio, non esiste un problema “operai meridionali”, ma esiste un problema pomigliano, che comprende gli operai, i loro rappresentanti sindacali, i loro dirigenti, i politici locali che li appoggiano ed i camorristi che controllano la zona.
Ma dove sono i sindacati quando chiudono le fabbriche da 15-150 persone, perchè gli stabilimenti farsa di pomigliano e termini sono cosi tutelati?
Massi430Scuderia
07 nov 2009 - 17:28 - #7..fatele fatele le tessere!
vi fomenterete sentendo quelle quattro menate che dicono con falsa rabbia ed indignazione mentre loro sguazzano nei soldi che voi gli regalate.
Questa è l’italietta antiprogressista dei sindacati e della falsa difesa del lavoratore.. tante chiacchiere, nessuna proposta.
VOGLIO IL PROGRESSO NON QUESTE FREGNACCE!!!!!
ziobello
07 nov 2009 - 17:30 - #8che il sud italia non sia adatto a sostenere dei grandi stabilimenti è sotto gli occhi di tutti, dagli anni 60 in poi.
più che un problema della gente del sud è un problema della classe politica di tutto il paese che ha fallito ogni suo compito riguardo il meridione
alfista-nato
07 nov 2009 - 17:36 - #9fidati ziobello,centra anche e sopratutto la gente del sud, eccome,non solo la classe politica,che rispecchia semplicemente l italia
alfa_159
07 nov 2009 - 17:39 - #10*9
Non generalizzare. Al Sud ci sono degli ottimi stabilimenti di grandi multinazionali (aeronautica, farmaceutica, chimica ecc…) che reggono benissimo il confronto con impianti presenti in altre realtà mondiali. Il vero problema di Pomigliano é quello esposto da Gianserg. Sono questi personaggi (operai, sindacalisti, politici, camorristi e a seguire) che rendono quest’impianto una m…a. Non va dimenticato che lo stabilimento di pomigliano nel 2007 é stato sottoposto ad una chiusura per aggiornamento delle linee produttive e formazione del personale, non solo operai per migliorare sensibilmente la qualità delle Alfa uscite dalla catena di produzione. I passi in avanti ci sono stati, però non bisogna dimenticare il gran lavoro che fanno gli operai degli stabilimenti di Tichy (Polonia) e Bursa (Turchia) che vengono pagati meno dei colleghi italiani ma producono qualità sui modelli che assemblano.
doppia-frizione
07 nov 2009 - 17:58 - #11Epifani stia zitto e non parli come se l’azienda fosse sua.
E’ proprio per l’ossessione di “tornare in Italia” che la Fiat non ha mai spiccato il volo ed é sempre stata funestata da problemi e disastri a raffica, proprio a causa di un certo sindacalismo che identificava il posto in Fiat come il posto a vita, a prescindere dalla qualità del lavoro stessa.
L’azienda la governa la proprietà, i sindacati devono solo garantire i diritti dei lavoratori, non certo sollevare pretese di governance, come sempre successo in Italia e come successo recentemente in Germania per il caso Opel.
alfonso
07 nov 2009 - 18:07 - #12termini imerese?????????????????ma pensa ad arese porca miseria!!!
cmq concordo, marchionne ha rilanciato il gurppo fiat-crysler in america, ora lo faccia anche con i modelli in italia!!!!
mercedes clk220cdi blu, rigatissima,170000km
07 nov 2009 - 18:20 - #13ma vai a lavorare…
quoto un operaio al sud non entra in fabbrica perchè è bravo ma perchè lo fanno entrare.
di contro non diventa caporeparto se è bravo ma se lo fanno diventare…
quindi tutti se ne sbatteranno di fare auto/lavatrici/piastrelle ma aspettano le 18,00 per tornare a casa.
Al sud vanno bene le aziendine con il proprietario lavoratore incaxxato che ci mette i SUOI soldi e che prende a calcioni chi nn lavora.
Poi però arriva il sindcato e lo fa chiudere :-(
SINDACALISTI ANDATE A LAVORAREEEEEEEEEE
black-cbr
07 nov 2009 - 18:59 - #14oggi in quel di Treviso c’era una manifestazione cgl,nella piazza principale della città saranno stati in 400,senza palco, con 4 negri del c@zz@ in prima fila e il resto età media 60 anni.patetici come patetiche sono le idee(idee??????)di Epifani
p.s. non ho capito i lavoratori attivi dove fossero,probabilmente erano troppo impegnati a mandare af……c..lo il citato paladino dei diritti……suoi
black-cbr
07 nov 2009 - 19:00 - #15errata corrige cigl
black-cbr
07 nov 2009 - 19:31 - #16momentanea defaillance, cgil e stavolta è giusto
federico.
07 nov 2009 - 20:15 - #17in Italia vengono prodotte circa 1 Milione di automobili, ma gli italiani ne comprano quasi 2.5 Milioni!!!!
La Spagna che non ha case automobilistiche produce più automobili di quante gli spagnoli ne comprano… senza aver alcuna società autobilistica, il sistema spagnolo è in attivo nel settore auto, l’Italia no: nella bilancia dei pagamenti, nella voce autoveicoli, l’Italia è in negativo e di tanto… ma ovviamente è creduto chi dice che siamo diventati il 6° paese al mondo, quando in realtà stiamo cascando all’11° posto: http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_di_nazioni_per_PIL_(PPA)
denivroom
07 nov 2009 - 20:38 - #18Dai ragazzi non dite cosi’, in Italia bisogna incentivare il lavoro detassando tutti e aprire nuove fabbriche anche di auto per dare lavoro e generare “ricchezza”, in quanto agli operai bisognerebbe andare avanti per meritocrazia. Questo è il mio punto di vista, ma non vi arrabbiate (anche se mi avete fatto morire dalle risate!)
lost_in_car
08 nov 2009 - 01:42 - #19http://www.polytechnique.fr/partenaires/ent_fond.php
prises fondatrices :
Air France, Alcatel, Alstom, Aventis, BNP-Paribas, Bull SA, CEA, Ciments Français, Compagnie de Saint-Gobain, Crédit Foncier de France, DaimlerChrysler, Dassault Aviation, EADS, Electricité de France, Eridania-Beghin Say, Fiat France SA, Framatome, France Télécom, Freyssinet International, Gaz de France, General Electric Medical Systems Europe, GIAT industries, Groupe Malakoff, IBM, Intertechnique, Lafarge, Lagardere SCA, Lucent Technologies, Michelin, Péchiney, PSA Peugeot Citroën, Publicis, Renault SA, Schneider SA, Sema Group, Siemens France SA, SNCF, Snecma, Suez Lyonnaise des Eaux, Thomson-csf, Total Fina Elf, Usinor, Vallourec.
Groupes de soutien :
AGF, Ato Fina, BMW France, Caisse des Dépôts et Consignation, Crédit Lyonnais, Cogema, Deloitte Touche Tohmatsu, Electrolux, F.N.T.P., Faurecia, Generali Vie, Ingerop, Labinal, La Mondiale, Mc Kinsey & Company, Rhodia, Sagem, Schlumberger, Solvay SA, Steria, Syntegra SA, Valeo.
Entreprises adhérentes :
Alexander Hughes France, Altadis, Arianespace, Aubert & Duval, Boston Consulting Group, Centre National d’Etudes Spatiales, Entreprise Minière et Chimique, Féau & Dauchez, KPMG Fiduciaire de France, L’Air Liquide, Les Nouveaux Constructeurs, Navfco, Salamandre, Schenck SA, Shell, SNPE, Solétanche Bachy France, Sorema, Sycomex.
Entreprises partenaires :
Chambre Franco-Allemande de Commerce et d’Industrie, Conseil Régional d’Ile-de-France, Booz Allen & Hamilton Inc, Cegetel, Compagnie Générale de Géophysique, Gemini Consulting, Hugues Nicollet SA, Unilog.
mago16
08 nov 2009 - 16:49 - #20Non criticate i sindacati solo per ideologie!!
Epifani ha detto parole giuste!!
Riguardo poi alla qualità della produzione, sarebbero le aziende a dover selezionare il personale e SOPRATUTTO a formarlo in base alle esigenze tecnico-scientifiche necessarie.
grigius
09 nov 2009 - 08:24 - #21Come sempre i sindacati reggono il sacco a Fiat nel tentativo sempre andato a buon fine di spillar soldi allo stato.
Che schifo!