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BMW ha annunciato oggi l’avvio di una joint venture con SGL Group per la produzione di parti in fibra di carbonio e semilavorati tessili per alcuni futuri modelli.
Commentando la notizia, Norbert Reithofer, il numero uno della casa bavarese, ha affermato che “si tratta di un’intesa con benefici per ambedue i contraenti”. Per quanto riguarda BMW in particolare, la casa bavarese “acquisirà materie prime e semilavorati a condizioni molto competitive per la sua Megacity“.
“Con i prototipi che rientrano nell’ambito del nostro Project i, stiamo esplorando terreni ancora sconosciuti sul piano dell’architettura dei veicoli, del risparmio di peso e della ricerca sui materiali”, ha proseguito con orgoglio Reithofer.
La joint-venture BMW-SGL avrà due sedi, una negli USA, l’altra in Germania, e il pacchetto azionario sarà per il 51% nelle mani di SGL e per il rimanente 49 in quelle dei tedeschi. Complessivamente, la joint-venture creerà 180 nuovi posti di lavoro.
Contestualmente all’annuncio, BMW ha confermato ufficialmente che la misteriosa Megacity sarà proposta con un nuovo marchio e raggiungerà i mercati “entro il 2015″. Dopo il suo debutto, la fibra di carbonio inizierà ad essere adottata in misura significativa anche sugli altri veicoli della casa.
Jag green
30 ott 2009 - 09:50 - #1SGL Carbon… chissà se riusciranno a tenere in vita lo stabilimento di Narni (TR).
belzebù
30 ott 2009 - 11:54 - #2Mi chiedo perchè il settore auto rispetto al settore moto (di cui BMW tra l’altro fa parte) è così indietro nell’utilizzo di materiali compositi, leggeri resistenti e inattaccabili dall’ossidazione.
Il risparmio sul peso e la conseguente riduzione dei consumi (e dell’inquinamento), compenserebbe il maggior costo dei materiali utilizzati.
Jag green
30 ott 2009 - 12:43 - #3*2
L’evoluzione dei due segmenti non è confrontabile, le moto sono da sempre alla ricerca della migliore guidabilità e agilità. Il peso è il principale nemico.
Per le auto il peso non è stata la principale priorità: prima la crescita dimensionale dei modelli, poi la sicurezza degli occupanti hanno causato la crescita in peso di tutte le auto rispetto alle generazioni precedenti. Per le doti dinamiche, massicce dosi di elettronica hanno corretto la situazione.
Magilla
30 ott 2009 - 15:13 - #4Aggiungi che la fibra di carbonio non si ripara…..
Vespucci
30 ott 2009 - 16:30 - #5La ragione dello scarso utilizzo del carbonio nell’auto è legata ai numeri prodotti. Con le tecnologie mutuate dal settore moto/barche per produrre un pezzo occorrono molte ore ( prepreg+ autoclave), se si vuole portare la produzione a tempistiche automobilistiche( 2 minuti circa) è necessario utilizzare preformatori per fibra secca, presse RTM e teste di miscelazione per resine . Le tecnologie per i corpi cavi sono lente e costose. La ragione è quindi strettamente legata agli investimenti. Un semistampo per prepreg costa poche migliaia di euro, uno stampo per preformatura + RTM sono centinaia di milioni, senza contare gli impianti. BMW gioca col carbonio dal 2001, gli altri cominciano ora.
Pierz94
30 ott 2009 - 17:37 - #6Mica vogliono fare la supposta per gli elefanti di serie?
ZanfoZanfagni
31 ott 2009 - 00:33 - #7belzebù
30 ott 2009 - 10:54 - #2
La risposta è semplice, le moto sono poche, e hanno bisogno di poco materiale per realizzarle. per cui è più facile usare materiali simili sulle moto. Mentre per le auto ci vorrebbe tantissimo materiale, per un solo esemplare, quindi costruendone in massa il prezzo salirebbe alle stelle e il materiale sarebbe presto esaurito.