Auto Blu: in Italia salgono a quota 625.000. Decresce il numero negli altri paesi.

Salgono a 624.330 le auto blu italiane; un incremento del 2.7% negli ultimi 6 mesi. Una crescita che non conosce soste di nessun genere. Basti pensare che nel dicembre del 2008, le auto blu erano 607.918, contro le 574.215 dell'anno precedente. Il dato tiene conto delle auto di proprietà delle amministrazioni che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica.

Quasi superfluo ricordare che, con questi numeri, l’italia (in questa occasione volutamente scritto in minuscolo) si conferma leader mondiale incontrastata per numero di “auto di servizio”. Roba da repubblica delle banane insomma. Cifre che fanno riflettere soprattutto se paragonate a quelle degli altri paesi. Basti pensare che negli USA, secondo paese del mondo per numero di auto blu, queste ultime sono “appena” 72.000 (contro le 75mila del dicembre 2008). I nostri cugini francesi si fermano a 63.000 (rispetto alle 64.000 di fine 2008). Al quarto posto il Regno Unito con 56.000, la Germania con 55.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 42.000 (nessuna variazione rispetto al 2008), il Giappone, con 30.000 (1000 in meno rispetto al 2008), la Grecia con 30.000. Ultimo in classifica il Portogallo, con 22.000 auto blu (- 1000 rispetto all’anno precedente).

Questi dati arrivano dall'Associazione dei contribuenti italiani il cui presidente, Vittorio Carlomagno, sintetizza quello che crediamo essere un pensiero comune : "in Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite". Carlomagno propone inoltre di rendere pubblico sulla rete "il nome degli utilizzatori e tassarli come fringe-benefit per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione" e di stipulare "una norma che stabilisce il limite di cilindrata", che da sola sarebbe sufficiente a ridurre drasticamente l’attuale parco auto blu. Quest’ultimo è inoltre fuorilegge in quanto contrasta con "la legge del 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali: da allora si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati".

Anche il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti per "chiedere di verificare se siano state rispettate le norme vigenti che prevedono l'utilizzo delle auto blu da parte dei dirigenti apicali". Per il presidente Carlo Rienzi, "siamo di fronte ad una vergogna nazionale. Bisognerebbe cambiare, nel nostro Paese, il modo di pensare dei politici, e di quanti lavorano nella Pubblica amministrazione. Se prendere i mezzi sarebbe impossibile per loro, che almeno salgano sui taxi: meno costosi di una macchina con autista, che passa ore ed ore ferma ad aspettare".

L’Adoc denuncia "il trend di crescita costante nell'utilizzo delle auto blu" e sollecita "il governo a ridurre costi che vengono sostenuti inutilmente dai cittadini, in un periodo di crisi finanziaria. Le famiglie devono faticare per arrivare alla fine del mese, mentre gli autisti di queste auto scorrazzano per le città con il dirigente di turno". Il presidente, Carlo Pileri, si interroga sul perché in Italia "non siano presenti statistiche ufficiali, sui siti delle pubbliche amministrazioni, relative a queste macchine. Quello che il ministro Renato Brunetta ha fatto con gli stipendi dei suoi collaboratori, pubblicati sul sito del ministero, andrebbe fatto anche con le auto blu. Invece notiamo che su questo tema c'è pochissima trasparenza. Cosa ci vogliono nascondere?".

Via | Repubblica (grazie al nostro lettore "Ytseman ST" per la segnalazione)

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