
Dopo l’anticipazione di stamane, è arrivata l’ufficialità: General Motors ha inoltrato a 1100 dei suoi 6000 concessionari americani la comunicazione con cui si chiude il rapporto di collaborazione tra le case del gruppo e molti dei propri showroom.
Il provvedimento segue di un solo giorno una misura analoga comunicata ieri da Chrysler, con cui Auburn Hills annunciava la chiusura di quasi 800 concessionari americani, un quarto della propria rete di vendita.
Secondo la dichiarazione rilasciata alla CNN da Susan Garontakos, portavoce GM, i contratti attualmente in essere rimangono comunque validi fino all’ottobre del 2010. Si tratta comunque solo del primo passo di un cammino che si concluderà solo a fine 2010: l’obiettivo è tagliare ancora 1300 punti vendita, per un totale di 2400, pari al 40% della rete nazionale.
Tra i punti vendita che saranno tagliati rientrano ovviamente quelli dei marchi Hummer, Saab e Saturn, che Detroit sta cedendo e quelli di Pontiac, casa che invece chiuderà del tutto i battenti. Gli showroom di queste quattro case automobilistiche sono poco meno di 650.
Alfista allo stato puro
15 mag 2009 - 17:12 - #1La strada di Fiat per la vittoria in USA è spianata…Chrysler diventerà generico come Fiat…Dodge come Alfa e Jeep continuerà a fare SUV
exassessoreviabilità
15 mag 2009 - 17:20 - #2Praticamente diventeranno tutti conce generici…..
AndreaPe
15 mag 2009 - 17:45 - #3Un massacro.
Alex Rossi.
15 mag 2009 - 17:45 - #4@1
Sei accecato dalla passione che nn mi stupire se tu vedessi anche ET.
Fiat ha tanti di quei casini ke tiene nascosti ke tu manco te lo immagini.
Piuttosto, voglio vedere come si riciclerà chi lavora nel settore.
Forse si metteranno a fare i meccanici, visto ke se Fiat sbarca in US, qualcuno dovrà per forza mettere mano.
Sportwear.72
15 mag 2009 - 18:35 - #5Non c’è problema… li compera tutti FIAT… ahahah
Tanto, miliardo di debito in più o in meno… che fa…
Aspetto con estremo piacere il momento in cui… ahahah
a1
15 mag 2009 - 18:47 - #64:
E compratelo sto gelato alla banana!!!!!!!!!!!!!!!
Alex Rossi.
15 mag 2009 - 18:49 - #7Sentivo ke gli Agnelli tengono nascosto 1 miliardo e mezzo di euro e nn hanno assolutamente intenzione di spenderlo nel settore auto.
Probabilmente gli servirà per fare le vacanze, tanto i soldi ce li mettono i vari governi.
Audiporcherie
15 mag 2009 - 18:51 - #8Alex Rossi,
quindi quanto grande è il loro materasso ?
grandis
15 mag 2009 - 18:52 - #9@5
ridi ridi…e spera che chiuda la Fiat…complimenti…
poi però se vanno a casa diverse centinaia di migliaia di persone (fra FIAT e INDOTTO) che non avranno più un lavoro non ti lamentare… qualunque lavoro tu faccia…si proprio così…QUALUNQUE lavoro tu faccia perchè ne risentirai anche tu…e parecchio.
Che tu sia medico o venditore ambulante!
Quando ci saranno meno soldi nelle tasche di un numero così ampio di persone purtroppo saremo messi davvero male…TUTTI…
ciaooo
Audiporcherie
15 mag 2009 - 18:56 - #10Grandis,
chiunque spera che Fiat chiuda,e ce ne sono tanti qui sul blog,è quantomeno decerebrato,perchè se avesse qualche nozione di macroeconomia,saprebbe che la cosa toccherebbe TUTTI,che piacciano le Fiat o meno…
Se non vogliono comprare Fiat,nessuno li critica,ognuno sceglie ciò che + gli aggrada,ma sperare che falllisca…
Ma tant’è,è inutile sprecare fiato,si trovassero tutti in cassaintegrazione,per non dire altro.
Sportwear.72
15 mag 2009 - 20:12 - #11@ 9
Dici? Vediamo, io non sono un dottore, ho un titolo misero, sono un perito tessile, ho una ditta sana però che non ha maturato grandi utili negl’ultimi anni per ovvi motivi, ma che regge e che sta per seguire un nuovo piano d’investimento, cambiano i tempi, cambiamo metodo.
Io opero nel settore del tessile, abbigliamento al dettaglio nello specifico, ho più filiali e posso garantirti che Torino la conosco bene, ci sono nato, cresciuto e ci sto tutt’ora. Il tessile è stato massacrato, in ogni suo comparto, dalla produzione, alla distribuzione, alla vendita… non è stato risparmiato nulla, l’indotto è stato annientato, bottoni, cerniere, filati, aghi, concerie, tintorie, produzione e nessuno, nessuno si è preoccupato di nulla. Sapete quanti sono i punti vendita che sono saltati negl’ultimi anni, bene, fatevi una ricerca e sedetevi prima di snocciolare i dati… è così per tutto l’indotto nei vari comparti, fate una ricerca sul numero complessivo di perdite di lavoratori.
Nessuno si è mai degnato di spendere una parola, nessuno si è mai neanche immagino di andare in piazza a lamentare il disagio… Bene, forse è arrivato il momento in cui chi è figlio del suo male pianga se stesso e questo deve valere per tutti FIAT compresa.
Nessuno vuol comprare nulla, tanto meno FIAT può comprare niente, non si tratta di comprare, ma di creare sinergie, ma se il sapere comune è quello dell’acquisto, le azioni FIAT volano…
Osservate i mercati signori prima di santificare…
Basta con tutte queste stupidate sul dover produrre 7milioni di auto all’anno, FIAT ha 7milianrdi di debito ora, non a fine anno, e 7 milioni di auto, il sistema attuale, non le digerisce più.
Signori, è in crisi il sistema di mercato, quello del consumismo, non la FIAT, o questo viene compreso, o saranno sempre e comunque parole al vento, in crisi c’è l’identità di questa cultura di consumo, è ora di guardare altrove, e non solo le nostre esigenze a breve termine.
Buona sera e auguri a tutti…
Sportwear.72
15 mag 2009 - 20:15 - #12@10
Decerebrato e incapace di nozioni di macroeconomia.
Ok… sposo il tuo pensiero, inutile sprecar fiato…
AndreaPe
15 mag 2009 - 21:10 - #13Che briscola! Fiat deve approfittare ora per farsi avanti in america.
grandis
15 mag 2009 - 21:12 - #14che il tessile possa essere stato bistrattato ci credo e credo che sia stato anche un errore…
solo che probabilmente a differenza del mondo dell’auto non è prevista tutta questa “tecnologia” e innovazione nel fare bottoni, cerniere e altro che vengono fatti benissimo anche all’estero in paesi emergenti che si possono permettere prezzi notevolmente più bassi in produzione.
Credo che anche tu preferisci acquistare i tuoi bottoni o altro a prezzi più bassi…forse proprio dalla cina… o sbaglio??
E’ come se domani acquistassimo tutti le auto della DR (auto praticamente cinesi)…costano poco…ma forse pagheremmo le conseguenze fra 10 anni nel non avere più una FIAT in casa…
In ogni caso la perdita di posti di lavoro non è mai una bella cosa e bisognerebbe guardare anche come sono messi anche gli altri costruttori mondiali prima di dire che la FIAT è messa male…
AndreaPe
15 mag 2009 - 21:14 - #15In ogni caso per sperare che fiat fallisca bisogna davvero essere decerebrati come dice audiporcherie al 10. Basta avere un po di cervello per capire che la delicata situazione italiana non può permettersi il fallimento di fiat a meno che non si voglia avere un economia simile a quella della romania o dell’albania.
Roverista
16 mag 2009 - 10:40 - #16Qui si sta parlando di un’azienda italiana che permette a migliaia di famiglie di vivere,augurare di fare fallire tutto questo è da idioti visto che l’economia nazionale ne avrebbe un pesante ritorno.Le critiche devono essere fatte sulle decisioni,secondo me,azzardate di Marchionne,il quale fa lo splendido……onestamente non riesco a capire dove abbia tutti questi soldi per queste mega operazioni finanziarie. Chi è stato negli Stati Uniti si sarà reso conto che è la società consumistica per eccellenza,le auto te le tirano letteralmente dietro,il problema è il popolo americano,è cresciuto nella maniera sbagliata e adesso ne stà pagando le conseguenze; non so che affare possa fare Fiat negli USA, la Fiat 500 non la potrà certo vendere a 20.000 dollari (15.000 euro),adesso con quella cifra ci compri un’auto di gran lunga superiore;pensate che con 35.000 dollari (25.000) acquisti una Mustang.
Sportwear.72
16 mag 2009 - 15:21 - #17@ 14
Domanda, cosa rende, al fine di contenere i costi, differente la produzione di un bottone da quello di una auto? E ancora, come possiamo pensare che la tecnologia sia subordinata alla produzione?
Qui c’è un errore di base. Mi spiego, io posso studiare la tecnologia migliore per un auto e, allo stesso modo, applicare questa dove più conviene al fine di contenere i costi di produzione. Tutto qui. Ora facciamo un primo punto, impiega più risorse umane lo studio in tecnologia o l’applicazione della stessa in produzioni in serie? E altresì, chi crea un indotto più imponente tra le due materie, lo studio o la produzione?
Il fatto è che si tratta di due cose ben differenti, l’una, la tecnologia, non è legata, strutturalmente alla produzione/applicazione della stessa. Quindi possiamo dire che, possiamo di certo mettere allo studio nuove tecnologie sul territorio nazionale, ma che poi, in seconda battuta, possiamo applicare queste sulla produzione in ogni dove. Cosa ti fa pensare che aver la capacità di creare nuove tecnologie, possa preservare il sistema della produzione? Sono due cose ben distinte le quali non pregiudicano la buona riuscita di entrambe, anche se lontane migliaia di chilometri l’una dall’altra.
Spiacente, ma ribadisco quanto detto all’inizio, al fine di contenere i costi, non vi è differenza tra produrre un auto e/o un bottone, sia questo tecnologico o meno, se il fine è il costo di produzione, a nulla serve sapere se il prodotto stesso sia o meno tecnologico. Vi è un sistema di produzione in serie condotto a seguito da un personale formato e non dagli scienziati, come si formano gl’italiani, vengono formati i cinesi, peruviani, vietnamiti ecc… ecc… oppure pensiamo mica che bisogna essere italiani per poter produrre qualità.
Ultimo punto, se mi è permesso. Ti pongo una questione sul potenziale acquisto di massa da te esposto in merito alla DR.
Vero, questa è prodotta con lamiera in stampa cinese, esattamente come tanti altri sui componenti, ma non solo, vi sono molti altri componenti che forniti dal territorio nazionale, senza contare che, l’assemblaggio in toto è italiano. Tenendo conto che la manodopera incide molto in occupazione, la questione che io ti vorrei porre è questa.
Secondo te, in termini di manodopera sul territorio nazionale, attualmente, da più lavoro FIAT producendo la 500, o la Panda o la 16, o l’Ulisse, o la Phedra confronto alla DR5? E in chiave futura, producendo la Topolino darà più lavoro sul territorio nazionale confronto la produzione di una DR5. E se vogliamo entriamo nel merito delle sinergie estere, secondo te, porteranno, tali sinergie, manodopera sul territorio nazionale? L’accordo con Opel o Chrysler o ancora, GM creeranno occupazione sulle linee di produzione?
Anche qui, guardiamo con occhi diversi le cose, danno più lavoro le poche DR5 prodotte che tutte le migliaia di 500 vendute, fermo restando che stiamo parlando di occupazione sulle linee di produzione, sia chiaro.
Ecco che, se tutti, in massa acquistassimo una DR5, ironia della sorte, daremmo di fatto più occupazione, anche se la maggior parte della componentistica è prodotta in Cina, ma del resto, vogliamo mica credere alle favole no, non vogliamo mica credere che tutta la componentistica utilizzata dalle case automobilistiche europee sia prodotta in loco no?
Quindi, io credo che bisognerebbe ragionare in modo diverso, ben venga la Cine con il suo abbattimento dei costi, ma sfruttiamo questo e creiamo il giusto equilibrio nelle cose, DR5, per me, è l’esempio emblematico per dare lavoro in più stati senza che uno prevarichi sull’altro. DR5 è un auto medio fine, ed invito chiunque a confrontare questa con una qualsiasi auto europea di fascia non alta.
Vedi, se acquisto una 16 prodotta in Polonia, so di non aver fatto nulla per la mia nazione, se acquisto un’auto in linea alla 16 come una DR5, so di aver fatto, in parte, del bene alla mia nazione.
Strano? Basta ragionarci su un po’, e vedrai che il cerchio si chiude da sé…
Questa è una crisi che ci deve insegnare qualcosa, e non ad alzare barriere e protezionismi inutili, il tessile, comunque sia, si è rigenerato sotto tutte le sue forme… i processi di cambiamento bisogna seguirli, diversamente, se ne subiranno le conseguenze. Questo è il mio banale punto di vista, ma a differenza di tanti, avrò meno realizzato meno utili, ma ci sono ancora e le prospettive sono rosee…
Fiat è messa male come tante altre aziende, nulla di più o di meno, ma alcune falliscono, chiudono, vengono assorbite dagli stati dia appartenenza, ma, nessuno come FIAT crea castelli in aria per il solo fine di mercato, ripeto, segui le azioni FIAT, poi mi dirai, e se pensi che in realtà l’unica possibilità di tutto questo dire è che alla fine si rischiano solo dei posti di lavoro sul territorio nazionale… beh! Permettimi di dire che io non posso di certo appoggiare questa azienda.
Ciao e buona continuazione.
Caligola
17 mag 2009 - 21:48 - #18Ma come si fa a confrontare il tessile con la situazione FIAT di adesso? Una delle poche fabbriche che al momento sermbrano floride, e non mi pare proprio abbia nessun grande debito (ricordo che Crhysler non è costata che tecnologia).
Come si fa a sperare che fallisca? Una dell poche fabbriche che abbia un notevole indotto in Italia (almeno il 5% del PIL).
Sono il primo a sostenere che in italia andrebbero supportate PRIMA DI TUTTO le piccole aziende, che da sole rappresentano la maggioranza del PIL nazionale (al contrario di ciò che succede in USA o in Francia, per dire, dove la maggioranza sono aziende enormi), però da qui a sperare che FIAT chiuda i battenti ce ne passa…certo, gli aiuti statali colpiscono solo un settore, sono aiuti BECERI e che lasciano nella me*da il 90% degli italiani, però da qui a sperare che pure quel 10% che ha ricevuto gli aiuti vada in fallimento…insomma…
e poi non lamentiamoci troppo, visto che se le cose vanno così, è per il volere di chi abbiamo votato NOI
Sportwear.72
18 mag 2009 - 12:35 - #19Evidentemente non sai di cosa stai parlando, o meglio, non sai cos’è, e che valore aveva sino a 10anni fa, il tessile in Italia. Non ho detto che il tessile sia più importante del settore auto in senso generale. Per darti un aiuto a comprendere ti metto davanti ad un raffronto il quale ti dovrebbe far capire la differenza tra quello che intendevo io e quello che pensi tu.
Germani: rapporto tra i due settori. Tessile valore 3. Auto valore 7
Italia: rapporto tra i due settori. Tessile valore 6. Auto valore 4
Questo è un banale raffronto i quali dati servono solo come ago della bilancia.
Sai cos’è stato il tessile per il paese Italia? Sa che indotto questo ha creato, quanta occupazione, sviluppo e quanta ricchezza, fama, prestigio, autorevolezza e riconoscimento ha dato al paese Italia.
Dimmi quanti Armani ci sono nel settore auto nel paese Italia. Ferrati poi? Ti passo Macerati, Lamborghi e qualche altra officina che io non ricordo… ma in termini di occupazione e prestigio…
Hai ragione, non vi è paragone…
Potrei star qui ad elencare nomi a non finire, da Versace a Replay passando da Valentino e Patrizie Pepe…
Hai ragione, sono lontani anni luce…
Comunque, nulla di personale, ma fatti qualche ricerca e poi, letti i numeri che il settore tessile rappresentava in Italia, prova solo pensare quello che in 10anni è diventato…
Ultima cosa, non ho mai scritto che spero che FIAT fallisca, ho scritta che starò alla finestra a guardare, per vedere quanti rimarranno disillusi… spero di essere stato chiaro.
E ribadisco, per ultimo, che, comunque la pensiate, a pari numeri, da più lavora in Italia la produzione di un DR5 che una FIAT 16.
Sulla politica non metto becco, ognuno è libero, ma se il risultato è questo, non credo che vi sia stato qualcuno che ha agito meglio o peggio di altri, la storia la conosciamo, io sono di Torino e la conosco molto bene.
Buona continuazione.
PS: Grandis, sarei curioso di leggere una tua risposta al mio post n. 17
Grazie, mi sembra di meritarmelo, ti ho dato ascolto, anche solo per un fatto di cortesia e gentilezza.