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Il ‘Piano Fenice’, vale a dire la strategia che Sergio Marchionne ha presentato nei giorni scorsi alle autorità tedesche per rilevare GM Europe, eviterà il più possibile traumi sociali. Contrariamente alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il piano Fiat per Opel non prevede chiusure di stabilimenti nel breve termine, ma punta su una “riduzione graduale della capacità produttiva”, valutata attorno al 22%. Quindi, più che ad una chiusura di impianti, si assisterà ad una razionalizzazione della produzione, con la chiusura graduale di linee produttive in ogni stabilimento.
Nel dettaglio, Marchionne è intenzionato ad utilizzare questa strategia: la capacità produttiva dovrebbe essere ridotta in modo soft attraverso il blocco del turn over e gli ammortizzatori sociali. Parallelamente partirà la riorganizzazione produttiva per ridurre i costi realizzando sulle stesse linee auto di marchi diversi. Lo stabilimento di Termini Imerese - dove oggi viene assemblata la Lancia Ypsilon - non chiuderà i battenti ma avrà “una nuova missione”, alla luce anche della concessione di un finanziamento di 46 milioni di euro da parte della UE. Analogamente, il piano prevede una nuova missione anche per la fabbrica inglese di Luton, dove oggi GM produce i veicoli commerciali Opel in joint-venture con Renault.
Il motto di Marchionne è “snellire le fabbriche piuttosto che chiuderle”. Un’operazione che costerà circa 250 milioni all’anno, anche se la fusione con Opel frutterebbe risparmi per un miliardo di euro all’anno, secondo quanto rivelato dallo stesso Marchionne al settimanale Economist. Comunque, l’ad Fiat ha fatto capire al governo di Berlino che la prima fase della razionalizzazione riguarderà una sola fabbrica sulle quattro tedesche di Opel, cioè la fabbrica di motori di Kaiserslautern. Altri tagli dovrebbero esserci per lo stabilimento belga di Anversa.
“Ma bisogna muoversi in fretta - prosegue Marchionne nell’intervista - perché così si riducono le spese generali e si parte prima con i nuovi modelli. Fiat e Chrysler sono in grado di raggiungere la convergenza sulle principali piattaforme produttive entro il 2012. Ma con Opel si potrebbe fare anche prima”. Marchionne ha chiesto un prestito-ponte tra i 5 e i 7 miliardi di euro ai governi dove hanno sede i siti GM: “In cambio offro al governo tedesco un’azienda automobilistica che sarà effettivamente senza debiti e mi farò carico delle passività, comprese le pensioni. A loro dico: se avete un’offerta migliore, prendetela”, ha concluso l’ad del Lingotto.
Per quanto riguarda l’ambito finanziario, secondo un’indiscrezione, tutte le operazioni di fusione verrebbero realizzate scambiando azioni con stabilimenti e tecnologie, senza quindi esborsi di denaro. Oggi Marchionne è atteso a Wiesbaden per incontrare Roland Koch, governatore dell’Assia, la regione tedesca dove si trova Russelsheim, il quartier generale della Opel. Un incontro importante, visto che Koch è tra i più scettici sul piano Fiat.
Via | Repubblica
popmaret
08 mag 2009 - 10:55 - #1in realtà si cerca semplicemente di salvare il management…
ToniX dj
08 mag 2009 - 11:01 - #2Sembrano obbiettivi troppo grandi,immensamente grandi,per FIAT,ma se riusciranno ad organizzare bene le cose,non ci sarà nessun collasso.
Vai Fiat,fà vedere di cosa siamo capaci noi Italiani.
a1
08 mag 2009 - 11:04 - #3Sono contrario alla fusione Fiat Opel, non serve, Sergio ti devi concentrare su Fiat-Chrysler, si può crescere poco alla volta come hanno fatto Renaul-Nissan e vw, tutto insieme si rischia troppo, fermati all’acquisto di Chysler.
a1
08 mag 2009 - 11:08 - #4Con Opel si può prendere una quota di minoranza del 20-25% in modo di rimanere fornitori di motori diesel magari pure di quelli a benzina, chiedere di poter usare il pianale Insigna (visto che hai una quota di partecipazione) e magari in futuro sviluppare qualche pianale insieme.
Co.Bra.
08 mag 2009 - 11:09 - #5Beh è ovvio: aumentare economie di scala e componenti condivisi significa ridirre le risorse richieste; tra cui anche la forza lavoro e le infrastrutture
Quindi o si chiudono degli stabilimenti, oppure si riduce il personale e si riconvertono gli impianti secondo logiche più razionali
Visto che si parla di “blocco del turn over e utilizzo degli ammortizzatori sociali”, direi che faranno ricorso soprattutto a prepensionamenti incentivati e simili
Poi probabilmente, sul medio-lungo termine, accorperanno la produzione per modelli: non mi stupirei se Gpunto, MiTo e Corsa, tutte realizzate sulla stessa base, venissero un giorno assemblate nello stesso (O negli stessi) plant, come ora già accade per le due italiane a Mirafiori
I was Juanito82
08 mag 2009 - 11:09 - #6in sintesi. non chiudiamo niente, è solamente che licenzieremo in blocco.
AlfaCorse
08 mag 2009 - 11:15 - #7Il piano di Fiat è sempre lo stesso come ha fatto in passato con altre case che ha assorbito smantellarle gradatamente e trasferire la produzione nei paesi sottosviluppati dove la manodopera costa meno, per quanto poi riguarda il prodotto rimarchiare le proprie vetturette con il marchio acquisito!!!!!!!!!!!!!!!
Questa e la pseudo politica industriale Fiat è sempre stata è sarà sempre questa!!!
E siccome ho i capelli bianchi ricordo i trascorsi vedi Lancia ed Alfa romeo la storia si ripete sempre finche Fiat sarà degli Agnelli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Beppe
08 mag 2009 - 11:24 - #8Concordo con a1, Opel sarà un boccone duro da digerire.
E’ anche vero però che non capiterà un’altra occasione come questa per crescere acquisendo case estere a poco prezzo.
Vedremo.
@Alfacorse
E’ lo stesso piano delle altre case, VW, GM ecc… La FIAT non è l’unico demone, tutte le case fanno nello stesso modo. VW con skoda e Seat ecc…
bingaus
08 mag 2009 - 11:28 - #9Qui qualcuno non la racconta giusta!
I tedeschi dicono che per abbattere i costi bisogna produrre di + e meglio senza toccare i salari dei dipendenti.
Fiat dice che bisogna snellire (di cosa?) gli impianti e ridurre la produzione!
Mi sa che qualcuno la prende in quel posto. Scommettiamo che sono gli operai italiani?
massimorsi
08 mag 2009 - 11:30 - #10secondo il mio modesto parere, oggi, non prendere opel sarebbe un errore gravissimo, sia per le interconnessioni attuali ma soprattutto per lo sviluppo futuro in quei mercati dove opel va forte.
Vai Marchionne siamo sulla strada giusta, e quando la fiat diventerà un gruppo da 6/7 milioni di auto allora ci divertiremo………..
a1
08 mag 2009 - 11:31 - #119:
“I tedeschi dicono che per abbattere i costi bisogna produrre di + e meglio senza toccare i salari dei dipendenti.”
prova a farlo in recessione e vedo come vai a gambe all’aria prima di subito.
∂lfa
08 mag 2009 - 11:33 - #12Segnalo a quelli che preferirebbero la soluzione Magna per Opel o che « sì ma Fiat ha troppi debiti» che il Gaz ha appena mandato in bancarotta il costruttore di veicoli commerciali inglese LDV, che aveva acquistato nel 2007.
Chissà se i sindacati tedeschi lo sanno.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8024249.stm
massimorsi
08 mag 2009 - 11:33 - #139:
i tedeschi mica hanno sempre ragione!!!!!
elanslh2
08 mag 2009 - 11:34 - #14Normale. Come dice Co.Bra accordi del genere si fanno per realizzare economie di scala ed essere concorrenziali per sopravvivere. Visto che il mercato mondiale è in crisi non si può sperare che le sinergie servano a produrre maggiori volumi, bensì a ridurre i costi, essenzialmente risparmiare su acquisti e ridurre il personale (soprattutto indiretto). Se questo si ottiene con blocco del turn-over e ammortizzatori vari le conseguenze non sarebbero troppo dolorose. Sia in Italia che in Germania si deve ragionare sul male minore, non su pie illusioni. Se Opel rifiuta FIAT, crederanno mica di salvare più stabilimenti persone dopo essere passati in mano di Magna/GAZ?? In capo a pochi mesi sicuramente qualche modello sarebbe costruito a Nizhnij Novgorod o da qualche parte sul Volga o negli Urali! D’altronde OPEL già da qualche anno sta chiudendo stabilimenti (come Luton e Azambuja) e pianifica di chiuderne altri poco efficienti, a partire da Anversa
massimorsi
08 mag 2009 - 11:34 - #15tutto il mondo è paese, perchè una volta tanto non dovremmo godere noi italiani?
Balùba
08 mag 2009 - 11:34 - #16Il fatto che Fiat e Opel operino nello stesso segmnento di mercato (e, quindi, producano modelli tra i quali esiste una piena intercambiabilità di pianali e organi meccanici) permette di sfruttare le economie di scale, ma pone anche un problema: di fatto i due marchi si rivolgono ai medesimi utenti e alla stessa fascia di mercato e sono, quindi, in concorrenza tra loro (oltre che con gli altri “generalisti”: Ford, Renault-Nissan, Peugeot, Volkswagen, Toyota, Citroen etc). Occorrerebbe differenziare al meglio le rispettive linee di prodotto per evitare sopvrapposizioni che, riducendo le vendite, vanificherebbero le economie di scala.
Speriamo, poi, che il nuovo management Fiat sappia valorizzare i vari marchi: il vecchio management ha saputo solo svilire brands più prestigiosi (Alfa e Lancia)
elanslh2
08 mag 2009 - 11:37 - #17ops… “…stabilimenti E persone…”
massimorsi
08 mag 2009 - 11:37 - #1816
non è vero che fiat ed opel sono in concorrenza tra di loro………
devi vedere il fatto che l’utente indeciso tra opel e fiat è comunque un utente che hai “fregato” alla concorrenza, quindi hai colpito nel segno!!!!!!!!!!!
popmaret
08 mag 2009 - 11:41 - #19che poi forse è più un casino con Chrysler… Opel è un discorso interroto a metà cinque anni fa e ora ripreso… si sono guardati in faccia e si sono detti: “abbiamo già fatto tanta strada insieme; cosa manca alla lista? che dobbiamo completare per fonderci??”
a1
08 mag 2009 - 11:41 - #20Alfa:
La soluzione più corretta sarebbe quella che ho scritto nel post 4 e che ripeto:
“Con Opel si può prendere una quota di minoranza del 20-25% in modo di rimanere fornitori di motori diesel magari pure di quelli a benzina, chiedere di poter usare il pianale Insigna (visto che hai una quota di partecipazione) e magari in futuro sviluppare qualche pianale insieme.”
Meglio in mani diverse, ora è meglio guardare a Fia-Chrysler dove c’è molta carne al fuoco da mettere.
massimorsi
08 mag 2009 - 11:44 - #2120
questo è il momento di rischiare……. non di attendere, le cose vanno fatte adesso che sicuramente costano di meno e non farle tra due o tre anni quando, forse, la crisi sarà finita ed allora non te lo potrai permettere
SergioMarchionne
08 mag 2009 - 11:45 - #22Il problema della sovrapposizione non esiste. Il vero problema è invece come gestire al meglio un gruppo cosi grande! Fiat si ritrova all’ improvviso con un gruppo piu che raddoppiato e sparso per il mondo, lo saprà gestire? con quali ripercussioni per Lancia, Saab e altri marchi minori?
Il gruppo vw ha una gamma molto differenziata. Tutti sanno ad esempio che seat sono delle vw ma con caratteristiche piu giovani.. ecc ecc… che differenziazione c’e invece per il gruppo fiat?
orione28
08 mag 2009 - 11:47 - #23Marchionne sà ciò che fà, l’intesa farebbe risparmiare circa un miardo di euro, quindi, opel per fiat è molto conveniente…secondo me nn verranno chiusi gli impianti, ieri lo ha affermato anke il ministro scajola, e su quando riguarda Lancia nemmeno una parola questo la dice lunga su quando siano false quelle notizie apparse ieri oper creare allarmismo, andrebbero denunciati per procurato allarmismo pubblico sti tedeschi!!!
massimorsi
08 mag 2009 - 11:47 - #2422
fiat saprà gestire, senza dubbio.
poi non mi venire a dire che la exeo è una macchina…….. “differenziata” ma se è una vecchia A4…….
questo non è differenziare, ma clonare……. come la pecora dolly, ma via……….
a1
08 mag 2009 - 11:48 - #2521:
Sono d’accordo infatti hanno preso Chrysler rischiando molto, ma passare dal produrre 2,5 milioni di veicoli a oltre 7 milioni di veicoli l’anno noterai che ci saranno molte difficoltà rispetto a prima, fare un passo alla volta come ha fatto vw e renault, mi sembra la cosa più saggia da fare.
massimorsi
08 mag 2009 - 11:50 - #2625
si ma VW e renault, lo hanno fatto in tempi di crescità mondiale, con costi diversi, adesso si possono fare le stesse cose con incentivi statali ed a bassi costi……… quandagnandoci sopra, la cosa è ben diversa
SergioMarchionne
08 mag 2009 - 11:50 - #27Se la fiat prenderà opel, ad esempio, dovrà cercare di differenziare il piu possibile le linee delle due auto. Potrebbe anche utilizzare il pianale della nuova Zafira per fare la nuova Multipla! E poi in gamma (senza contare i motori Chysler) ci saranno motori da
900,
1000,
1200(2 tipi),
1400(2tipi),
1400turbo,
1600turbo,
1.8turbo,
2.0turbo,
2800,
2800turbo
3200
mi pare un’ anorme varietà!!!
Qualcosa è ovvio che vada in pensione!
massimorsi
08 mag 2009 - 11:51 - #2827
siamo sulla strada giusta……………
GNARO
08 mag 2009 - 11:57 - #29MA NESSUNO SI ANCORA ACCORTO CHE MARCHIONNE STA SOLO PROPONENDO L’UNICA SOLUZIONE POSSIBILE PER TUTTI NEL BREVE TERMINE, S’INTENDE !?!?
CHRYSLER SENZA FIAT SICURAMENTE IN ROVINA….
GM SENZA FIAT….LA VEDO DURA…
FIAT SENZA CHRYSLER, AVENDO QUASI TUTTI MODELLI DI BASSA GAMMA, COI NUMERI CHE SI PROSPETTANO DIFFICELE STAR A GALLA, MA GIA SI SA…
FIAT + GM, POSSIBILITA NN SOLO DI USCIRE DALLA CRISI, MA ANCHE ESSERNE IN QUALCHE MODO I VINCITORI, E PRODUCENDO UN EFFETTO TRAINANTE AD EFFETTO MONDIALE.
ALLORA O COSI, E PURTROPPO BATTAGLIE SENZA VITTIME NN CE NE SON MAI STATE, OD UNA CATASTROFE CON + DI MEZZO MILIONE DI FAMIGLIE CHE NN MANGERANNO IL PANETTONE???
SE POSSO USO LE SUE PAROLE: se avete un’offerta migliore, prendetela!!!
L’UNICO FATTORE CHE GIOCA CONTRO IN QUESTO MOMENTO, MA SECONDO ME TROVA IL TEMPO CHE TROVA, E’ IL NAZIONALISMO TEDESCO E LA CODARDAGGINE DI MOLTI ITALIANI CHE DA GENERAZIONI ROVINANO LA REPUTAZIONE DI CHI ITALIANO SI SENTE VERAMENTE.
a1
08 mag 2009 - 11:59 - #3026:
ma credi che sia facile gestire un gruppo da 7 milioni di pezzi, quando fino a marzo ne producevi 2,5 o ragazzi, ma cosa state dicendo, il colpo l’ha fatto con Chrysler, ma andare oltre è davvero rischioso per un gruppo che non è stato mai così grande, si passa da un giorno all’altro da produrre 2,5 a 7 milioni di pezzi.
27:
Se la Fiat prenderà Opel i motori GM di Opel non li potrà usare più tranne che sull’attuale gamma Opel, quindi togli dall’elenco tutti i motori GM.
Beppe
08 mag 2009 - 11:59 - #31PAUROSO OFF TOPIC:
Parto stasera per Latina, sarò al raduno degli Alpini, qualcuno mi sa dire che c’è di bello li? Locali, ecc…
Grazie!
SergioMarchionne
08 mag 2009 - 11:59 - #32e i diesel?
1.3
1.6
1.7
1.9
2.0
2.2(esiste ancora?)
2.4(Esisterà ancora?)
3.0
SergioMarchionne
08 mag 2009 - 12:00 - #33#30: allora gli elenchi sono da ridimensionare, ma restano i migliori!
Federico.
08 mag 2009 - 12:06 - #34non fermiamoci sull’europa, la gallina dalle uova d’oro è il mercato del sud america!
fiat se nn fosse per le attività in brasile sarebbe nuovamente fallita. Anche fiat è in perdita in europa, meno rispetto agli altri..
Una fusione cosi permette di sfornare dall’oggi al domani auto come l’Alfa Mito. A me personalmente non piace molto, ma sta vendento tantissimo e va bene cosi! Opel permette davvero a fiat di fare grandi numeri. L’america latina è anche strategica, perchè quelle auto li si possono vendere anche in Asia… mentre quelle fatte in Europa e Nord America no, perchè sono auto che costano troppo. Il futuro non è l’Europa ne il Nord America, il futuro è il “BRIC” Brasile-Russia-India-Cina. E l’italia nel suo piccolo domina il mercato brasiliano.
Non capisco invece Saab a che serve, vende meno delle lancia… forse serve a fare ancora più confusione!
Balùba
08 mag 2009 - 12:07 - #35si, ma ammesso che si riesca a fregare un cliente alla concorrenza, che come lo oriento? Volkswagen docet: di Seat e Skoda se ne vendono poche (rispetto alle previsioni) e non solo per problemi d’immagine…tutti sanno ormai sanno che sono VW travestite…
Poi Fiat e Opel, al momento attuale, hanno gamme prtaicamente speculari, con gli stessi punti forti e deboli (Insigna a parte…).
Poi il caso Musa/Idea/Meriva è d’esempio. Il bacino d’utenza di un certo tipo di modelli non è infinito e se si vendono molte Musa, un buon numero di Meriva per forza di Idea non se ne vendono…
Non è ragionevole pensare di sottrarre tutti i clienti alla concorrenza….
massimorsi
08 mag 2009 - 12:09 - #3630
mica c’è solo marchionne e gli altri manager stipendiati, che fanno se grattano……… parliamo di multinazionali, mica del negozio dietro l’angolo!!!!!
Alex Rossì.
08 mag 2009 - 12:11 - #37Stanno facendo accordi ma Fiat ha le casse vuote.
Saranno contenti i pochi operai italiani ke verranno lasciati definitivamente a casa
Rafilus
08 mag 2009 - 12:12 - #38un piano che può veramente cambiare il futuro di FIAT e GM…. Vai marchionne sei un AD molto capace e con tutto il Managment FIAT potrete veramente riuscire a far diventare questo marchio ancora più forte di quanto lo è già…. Io credo in voi…
massimorsi
08 mag 2009 - 12:13 - #3935
ma alla fine a parte tutto, il fatto che l’idea non vende è marginale, devi vedere comunque il numero totale delle vendite, è quello che conta.
le perdite su IDEA si ammortizzano con le altre e viceversa.
a1
08 mag 2009 - 12:13 - #4037:
torna a giocare con la Play, visto che hai marinato la scuola, su da bravo bambino.
massimorsi
08 mag 2009 - 12:14 - #4137
sciegliere il male minore, fallire o qualcuno a casa, tu che scieglieresti?
Ektor Baboden
08 mag 2009 - 12:14 - #42Confermato quanto si temeva:
- Fiat & Chrysler & GM Europe formano un gruppo enorme ma a liquidità zero, tant’é che Marchionne si fa dare i soldi da Obama e Merkel per comprare. Più che scambio di azioni, scambio di debiti, dove in casa fiat se ne contano 23,3 miliardi al q1 2009.
- Le tecnologie veramente all’avanguardia si limitano ai pianali di panda e punto più 6-7 motori tra benzina e diesel sviluppati da fiat (1.2, 1.4 e 1.8, 1.3 1.6 1.9 e 2.0), molti dei quali già condivisi con opel/saab, essendo improponibile in europa l’ ‘avanzata’ tecnologia americana dei motori ad aste e bilancieri e delle piattaforme mercedes di quando c’era il muro a berlino.
- L’operazione, meramente finanziaria, provocherà licenziamenti estesi a 15-18.000 persone in europea e la chiusura di pomigliano che segnerà la fine della storia di alfa romeo e la miseria per circa 7.000 famiglie napoletane, per non parlare dei mancati investimenti sul territorio nazionale e del ridimensionamento di mirafiori.
-Gli Agnelli potranno finalmente defilarsi dal settore auto dopo essersene riappropriati con l’equity swap di qualche anno fa in barba alle norme sulla trasparenza dei mercati azionari (Gabetti docet) e dedicarsi al loro ‘core business’ di IFIL-EXOR previa risalita del valore in borsa di Fiat auto: meglio fare gli squali della finanza che vedere annegata la propria partecipazione in un megagruppo à-la-general-motors.
- Lo scorporo del settore auto, già paventato da tempo, è ora molto appetibile, considerato che difficilmente si potranno raccogliere capitali per il nuovo gruppo se non in borsa. A quel punto, la cessione dell’azienda a mo’ di spezzatino sarà, soprattutto per il management dei lauti stipendi, la soluzione più vantaggiosa: gonfie retribuzioni di buona-uscita e la patata bollente a qualcun altro.
- La chiusura di Lancia era vincolata al successo della Delta: ora, ognun sa che gli inglesi si segnano 3 volte quando sentono parlare della nuova delta, la quale già fatica sul mercato italiano, figuriamoci in europa.Per Saab, il discorso è analogo: troppo costoso investire su un marchio agonizzante.Quest’ultima però potrebbe essere appaiata ad Alfa: le prossime auto del biscione nasceranno in America&Mexico come Fiat rimarchiate, facile poi rimarchiarle ancora in Svezia come ai tempi della lancia thema.
Evviva i grandi menaggger itagliani, che hanno a cuore il meid in itali!
a1
08 mag 2009 - 12:18 - #4342:
è la prima volta che non parli della Brera, :-))))))
massimorsi
08 mag 2009 - 12:19 - #4442
il “travaglio” della situazione, facile criticare, dai tu le soluzioni se ne sei capace
Ektor Baboden
08 mag 2009 - 12:25 - #45@43 finché non gli montano il 900 cc biturbo della lambretta, niente.
@44 soluzione per travaglio? Ma portare la mugliera in ospedale, cheddiamine.
carandua
08 mag 2009 - 12:28 - #46vogliamo pensare a chi perderà il lavoro invece di far santo marchionne?
Con questa crisi si è messo definitamente a tacere la voglia di protestare da parte dei lavoratori. Se fosse successo negli anni ‘70 avrei proprio voluto vedere…
Roberto Taf
08 mag 2009 - 12:29 - #47Un ridimensionamento ci sarà ma penso che sia la cosa giusta. Razionalizzare è meglio che chiudere impianti…….io la penso così…….su 100 operai è meglio aiutare ad andare in pensione a 20 piuttosto che lasciare a casa tutti e 100.
Con una congrua buona uscita di 30milaeuro + cassa ordinaria 2 anni + 2 di straordinaria + moibilità e ovvio tfr non penso che sia male come idea. Si và 7 anni prima in pensione.
sherlockholems71
08 mag 2009 - 12:35 - #48Questi tentativi di FIAT di fare accordi a destra e a manca e questi annunci e smentite su chiusura di stabilimenti in realta nascondono delle profonde debolezze ed incertezze; teniamo presente che la situazione del mercato è drammatica. La Toyota ha annunciato perdite per miliardi di dollari, e stiamo parlando di Toyota, un azienda presente in tutti I MERCATI DEL MONDO.
Temo che il piano di ristrutturazione della FIAT arrivi tardi, e sara fatto a spese dei cittadini italiani, mentre altre case (GM, FORD) hanno intrapreso la ristrutturazione da oltre due anni, e prima o poi ne verranno fuori.
In pratica FIAT secondo me è come quel pendolare che arriva tardi alla stazione, con il treno che è partito e lui cerca di salire a bordo correndo; operazione POSSIBILE MA MOLTO, MOLTO RISCHIOSA.
a1
08 mag 2009 - 12:38 - #4948:
“Temo che il piano di ristrutturazione della FIAT arrivi tardi, e sara fatto a spese dei cittadini italiani, mentre altre case (GM, FORD) hanno intrapreso la ristrutturazione da oltre due anni, e prima o poi ne verranno fuori.”
Ne sei sicuro, guarda che GM ha BRUCIATO 6 MILIARDI in 3 MESI, si ne esce ed entra subito in bancarotta, Ford perde meno ma continua a perdere, sherlockholems71 corri che stai perdendo il treno!!!!!!!!!!
Alex Rossì.
08 mag 2009 - 12:47 - #50@38
“potrete veramente riuscire a far diventare questo marchio ancora più forte di quanto lo è già”
Ma cos’hai, il cervelo ricoperto di fette di prosciutto spalmate con la nutella?
Fiat sta giocando con un castello di carte costruito in aria.
E se vogliamo dirla tutta, basta vedere cos’abbiamo per i tre marchi, ridotti all’osso, per capire ke nn se la passa bene