Leggi tutti gli articoli per fiat

13 marzo 2000: viene firmato l’accordo tra Fiat Auto e General Motors. La Casa di Detroit entrò in possesso del 20% di azioni del Lingotto; allo stesso tempo, il gruppo di Torino ricevette circa il 5% del capitale di GM. Il rispettivo scambio di pacchetti azionari servì per far nascere le due joint-venture “Fiat GM Powertrain” e “Fiat GM Purchasing”, finalizzate ad un abbattimento dei costi di progettazione e forniture per entrambi i gruppi automobilistici. Questo accordo fu benvenuto nell’ambiente finanziario perché, secondo gli analisti, Fiat si era assicurata così un futuro più certo: “l’America aveva salvato l’industria automobilistica italiana”, gridò qualcuno.
Poi, sappiamo tutti come andò: Fiat Auto, alcuni mesi dopo la sigla dell’intesa con GM, entrò in una grave crisi, una delle più forti che abbia mai colpito il Lingotto nel secondo dopoguerra. Quasi tutti davano Fiat per spacciata e la famiglia Agnelli ormai propensa a disfarsi del settore auto, anche perché poteva essere esercitato un diritto di opzione per cedere il restante 80% a General Motors, tra il 24 gennaio 2004 e il 23 luglio 2009. Ma il matrimonio siglato qualche anno prima con gli americani cominciò a scricchiolare: nel 2003, GM decise di non sottoscrivere l’aumento di capitale di Fiat, riducendo così il proprio pacchetto azionario al 10%. Ma la clausola contenuta nell’accordo si rivelerà, poi, “un asso nella manica” per Fiat. Grazie all’abilità di Sergio Marchionne, il 14 febbraio 2005 Fiat riesce a “divorziare” da GM, ottenendo tra l’altro la restituzione della quota del 10%, lo scioglimento delle joint-venture e 1,55 miliardi di euro come controvalore del put.
30 aprile 2009: viene firmato l’accordo tra Fiat e Chrysler. La Casa torinese entra in possesso del 20% del gruppo di Auburn Hills - che in seguito salirà al 35% - in cambio di piattaforme e tecnologie utili a Chrysler per poter sviluppare auto a basso impatto ambientale, come espressamente chiesto dalla Casa Bianca per poter ottenere il prestito federale. E così, questa volta la situazione si è capovolta ed i ruoli si sono invertiti: “Fiat salva l’industria automobilistica americana”, dovremmo esclamare noi italiani. Ma non solo direttamente: infatti, se dovesse andare in porto anche il “Piano Opel” - negli ultimi giorni allargatosi all’acquisto anche di Saab e Vauxhall - ne beneficerebbe pure la General Motors, perché Fiat rileverebbe tutte le attività di GM Europe, filiale europea dell’ormai ex colosso di Detroit.
Al di là di tutti gli aspetti, qual è l’unica cosa che accomuna l’intesa con Chrysler e l’accordo siglato quasi dieci anni fa con GM? Per ogni appassionato di auto che si rispetti, la risposta è una sola: Alfa Romeo. Questa volta sembra l’occasione giusta per la Casa del Biscione: un ritorno dell’alto di gamma alla trazione posteriore per riallacciarsi alla propria tradizione e affrontare al meglio il ritorno sul mercato “a stelle e strisce”.
Molti si stanno chiedendo come farà Marchionne a trovare il giusto mix per quello che sarà un gruppo automobilistico da 80 miliardi di fatturato e una produzione mondiale di 6/7 milioni di veicoli all’anno. Un nuovo colosso composto da diversi brands: Fiat, Abarth, Lancia, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Jeep, Opel/Vauxhall e Saab e i veicoli commerciali. Il Presidente Luca Cordero di Montezemolo, alcune settimane fa, ha annunciato che Fiat continuerà a cooperare con altri partner, ricoprendo un ruolo da protagonista.
Se in futuro nascerà il colosso Fiat, molto probabilmente sarà questo lo scenario a cui assisteremo: Fiat e Opel riprenderanno il discorso interrotto qualche anno fa e che portò allo sviluppo dei motori diesel MultiJet, della Grande Punto e dell’attuale Corsa. Della stessa partita saranno Lancia e Saab, le quali potrebbero ritornare allo sviluppo congiunto dell’alto di gamma, come quando negli anni ‘80 dettero vita alla Thema e alla 9000, grandi berline capaci di scalfire lo strapotere delle tedesche nel segmento E. Invece, Alfa Romeo beneficerà del know-how di Chrysler e Dodge nelle auto a trazione posteriore.
In questo grande scacchiere, potranno entrare in gioco anche le partnership che Fiat ha in piedi con Tata e PSA. La Casa indiana potrebbe fornire il supporto per le auto low cost del Lingotto, molto probabilmente griffate con il riesumato marchio Autobianchi; Jaguar e Land Rover sarebbero ideali, rispettivamente, per lo sviluppo di auto di lusso e per una joint-venture con Jeep. Un ruolo importante lo rivestirebbe anche PSA, con cui Fiat è alleata da più di trent’anni nel campo dei veicoli commerciali.
Potrebbe essere realizzata una variante Dodge del Fiat Ducato per sostituire il van Sprinter, nato ai tempi di DaimlerChrysler. Inoltre, anche Opel si includerebbe nella sinergia, qualora il matrimonio con Fiat sia un problema per Renault e Nissan, con cui la Casa tedesca realizza i veicoli Movano e Vivaro. Al momento, tutte queste ipotesi restano delle mere supposizioni. Solo il tempo dirà se Fiat diventerà uno dei più grandi gruppi automobilistici mondiali.
Fonti | MitoAlfaRomeo.com
000000h
06 mag 2009 - 08:46 - #1“Solo il tempo dirà se Fiat diventerà uno dei più grandi gruppi automobilistici mondiali”
Appunto, aspettiamo a parlare va…
belzebù
06 mag 2009 - 08:46 - #2Spero che Fiat sappia allontanare ogni dubbio di scarsa professionalità che spesso noi italiani ci tiriamo addosso (a volte con merito, altre volte , solo per “sentito dire”), lavorando con passione e attenzione.
Marchionne, ha saputo fare questo con il gruppo Fiat, speriamo che riesca ad ottenere medesimi risultati su scala internazionale. Bisogna aver fede.
shogun
06 mag 2009 - 08:49 - #3calma biondoo.. C’e’ da passare un chapter 11 e non sara’ una passeggiata di salute perche’ siamo in America e nonostante un giudice avviamente gia’ stato ammonito a dovere. D’altronde i creditori tutti hanno i loro sacrosanti diritti di venire soddisfatti al meglio. Ci pensate piuttosto se nella vendita dello spezzatino si insinuasse adesso qualche nuovo pretendente. La partita di poker potrebbe complicarsi.
Audiporcherie
06 mag 2009 - 08:51 - #4Peccato che l’Avvocato non possa assistere a tutto questo…
Nemmeno lui non l’avrebbe mai creduto possibile.
belzebù
06 mag 2009 - 08:52 - #5Devo dire che è dai tempi di Viorio Ghidella che non vedevo la Fiat con questa “voglia di auto”.
Nel tempo intercorso tra alloraed oggi, in Fiat , c’è sempre stato un ODIO/AMORE verso l’automobile.
Ritengo che sia stato un grande errore( del resto i fatti parlano chiaro) al quale spero questo nuovo corso Fiat, sappia rimediare da par suo.
alepe71
06 mag 2009 - 08:56 - #6ma il buon DeMeo cosa starà pensando ? Uno come lui avrebbe potuto avere incarichi ancora più ambizioni in questa nuova avventura di Fiat, invece ora è solo un numero nell’orbita Volkswagen !
shogun
06 mag 2009 - 08:59 - #7Gia’ , in effetti si sarebbe sorpreso che vi fosse modo di riparare le tante scelte nefaste da lui compiute in tandem con romiti..
reo85
06 mag 2009 - 09:11 - #8“Per ogni appassionato di auto che si rispetti, la risposta è una sola: Alfa Romeo. Questa volta sembra l’occasione giusta per la Casa del Biscione: un ritorno dell’alto di gamma alla trazione posteriore per riallacciarsi alla propria tradizione e affrontare al meglio il ritorno sul mercato “a stelle e strisce”
infatti molti appasionati hanno da che ridire per via del peso di 159-brera-spider abbinato a motori a benzina americani di scarso appeal.
speriamo che le prossime alfa non siano solo delle chrysler rimarchiate.
“potranno entrare in gioco anche le partnership che Fiat ha in piedi con Tata e PSA. La Casa indiana potrebbe fornire il supporto per le auto low cost del Lingotto, molto probabilmente griffate con il riesumato marchio Autobianchi”
ci dovremo aspettare l’autobianchi nano??? producono già auto a poco prezzo in molti altri stati, potrebbero vendere quelle
Audiporcherie
06 mag 2009 - 09:13 - #97-shogun,
in effetti…
Ma,come ha detto anche Hamilton,”sono stato consigliato male”…
Karl Abarth
06 mag 2009 - 09:30 - #10Marchionne ha abbastanza da gongolare in questo periodo… Decisamente…
mad_max
06 mag 2009 - 09:33 - #11Ancora con sta storia sulla trazione posteriore dell’Alfa. Se l’Alfa avesse voluto fare una trazione posteriore lo avrebbe già fatto. Non ha bisogno della TP dei barconi della Chrysler.
m!kko
06 mag 2009 - 09:33 - #12..Fiat e Opel riprenderanno il discorso interrotto qualche anno fa e che portò allo sviluppo dei motori diesel MultiJet, della Grande Punto e dell’attuale Corsa. Della stessa partita saranno Lancia e Saab, le quali potrebbero ritornare allo sviluppo congiunto dell’alto di gamma, come quando negli anni ‘80 dettero vita alla Thema e alla 9000, grandi berline capaci di scalfire lo strapotere delle tedesche nel segmento E. Invece, Alfa Romeo beneficerà del know-how di Chrysler e Dodge nelle auto a trazione posteriore…
devo dire che come piano è piu che ottimo…fiat e opel potranno anche condividere parecchi veicoli commerciali..la sinergia puo funzionare..
GabrieleGLP
06 mag 2009 - 09:43 - #13E’ un progetto molto ambizioso, forse troppo, e non posso che augurarmi che vada bene altrimenti saremo noi a pagarne le conseguenze.
Il fatto che con pochi investimenti (di fatto uno per ogni segmento sul quale si vuol puntare) si possano coprire tutte le fasce di clientela (sia da un punto di vista economico che geografico) è un esempio ragionevole di razionalizzazione dei costi e ottimizzazione dei guadagni.
Rimango dell’opinione che comunque l’operazione avrà successo se tutti gli stabilimenti abbiano lo stesso standard qualitativo.
Termino con un paio di domande strategiche: Fiat guadagna molto grazie ai veicoli commerciali: siamo sicuri che la joint-venture con PSA prosegua una volta acquisita la concorrente Opel? se si prendesse SAAB si avrebbe pure SCANIA? Qualora fosse non sarebbe una joint-venture positiva per la IVECO?
Franzzz
06 mag 2009 - 10:04 - #14Ah perche’ fra 10 anni i fessi non nascono piu’ ?
GNARO
06 mag 2009 - 10:16 - #15MANCA ANCORA UN MARCHIO, A PARTE INNOCENTI OVVIAMENTE…., CHE NN E’ ANCORA STATO TIRATO IN BALLO MA NELLE MIRE DI SERGIO: EX. DAEWOO ….SCOMETTIAMO FATE UN GIRO NEL SITO DELLA GM AMERICA LATINA…
GNARO
06 mag 2009 - 10:21 - #16GABRIELE scania è separata da SAAB oramai da tempo come VOLVO, che tra l’altro un decina o forse piu anni fa l’avvocato voleva comprarsi, ma certe cose nessuno le ricorda piu…,SCANIA e della PORSCHE adesso…. :)))) ed in piccola parte di MAN
Co.Bra.
06 mag 2009 - 10:25 - #17Per il momento è fantaeconomia (Economia, quella vera, non la Finanza dei maneggioni, per fortuna)
Certo che se tutto dovesse andare come previsto, sarebbe una svolta epocale per il mercato dell’auto, con un gruppo così grosso
Sbik
06 mag 2009 - 10:28 - #18Partendo dal presupposto che in questo momento la tp dell’alfa è la cosa che meno interessa a Marchionne, il fatto di possedere diversi marchi sotto i quali piazzare un pianale a tp ne permetterebbe l’utilizzo anche per alfa.
Fino ad ora aveva poco senso sviluppare un pianale per poche decine di migliaia di autovetture (parliamo in pratica del seg. d alfa romeo), mentre in futuro sarà addirittura conveniente.
Quindi non si tratta tanto di utilizzare gli attuali pianali o motori americani, ma del futuro sviluppo di pianali e motori che vadano sotto i vari marchi (e l’alfa ne potrà beneficiare).
frank 67
06 mag 2009 - 10:30 - #19La FIAT e l’ ITALIA hanno grandi possibilità di uscire vincenti da questa crisi generale, a patto di nn ripetere gli errori degli anni novanta, no speculazioni finanziare e soprattutto alla larga i POLITICI INCAPACI!
Sbik
06 mag 2009 - 10:32 - #20Tra l’altro al nuovo gruppo serviranno assolutamente motori + grossi, almeno un 3 litri benzina e uno diesel.
orione28
06 mag 2009 - 10:32 - #21il piano è più che ambizioso, anke se c sono molti marchi a cui pensare, forse se si snellirebbe un pò sarebbe meglio, cioè togliere quelle auto che in realtà vendono poco, la wrangler, opel GT, saab 9-5 tourer,e cosi via…questo articolo parla anke di tata, e psa..madòòò che casino che sta a fà Fiat, tutti ad aspettare una sua mossa per partecipare allo sviluppo di qualke veicolo…aspetterò con ansia gli sviluppi, almeno potrò dire (se Fiat prenderà opel) di poter comprarne un opel, anke se è molto improbabile ahah!!!
carandua
06 mag 2009 - 10:41 - #22Tutti a fare i conti senza l’oste… Ford, PSA, Renault, VW mica staranno ferme a guardare!
Paolo-360ChallengeStradale
06 mag 2009 - 11:02 - #23I risultati parleranno da soli in futuro. Quindi fare i critici non serve a nulla. Io son certo di una cosa. Che la piccola Italia e la Fiat (che solo qualche anno fa era data per morta e defunta) stanno facendo parlare il mondo. Non so se ci rendiamo conto noi italiani , che stiamo acquisendo quote in gruppi industriali provenienti dagli U.s.a. e dalla Germania, ovvero due fra i sistemi economici più solidi al mondo. Se solo una decina d’anni fa fossero venuti a dirmi che fiat avrebbe scalato Chrysler mi sarie messo a ridere. Quindi chapeau ad un grande Amministatore Delegato. E per una volta orgoglio italiano..
a1
06 mag 2009 - 11:04 - #24Per me anche senza Opel il risultato non cambia nascerà sempre un colosso, poi non scordiamoci che Opel era il piano “B”.
autoironico
06 mag 2009 - 11:18 - #25La Fiat ormai si regge sui giochi della finanza.
Ci saranno fusioni parziali e acquisizioni di azioni.
Ci saranno lincrementi di produzione.
Ci saranno accumuli di invenduto.
Ci saranno richieste di aiuti statali.
Ci saranno in ogni caso licenziamenti.
Ci saranno vendite di azioni e scioglimenti societari.
Resteranno i soldi in tasca per i più furbi.
Renato58
06 mag 2009 - 11:35 - #26C’è solo una domanda che nessuno ha posto: ma chi acquisterà questi milioni di auto?
1-Perché nessuno ci ha ancora spiegato chi esce dalla crisi e come.
2-Perché nessuno vuole ammettere che Chrysler e Dodge per i consumatori Usa sono ormai marchi peggio che andati in malora in fatto di qualità
3-Perché per i consumatori europei il marchio Opel (qualche tedesco nostalgico a parte) è sinonimo di guai e veivoli inaffidabili
4-Perché per i consumatori scandinavi e i clienti premium il marchio Saab è sinonimo di carrette piene di guai
E hai volglia a girare come la Befana, col sacco pieno di tecnologia. Per raddrizzare Chrysler non è bastata quella di Mercedes, che si è svenata a ricarrozzare in Usa le piattaforma di auto mitiche coma la Slk.
Stimo Marchionne, adoro il suo golfino, ma temo disastri a catena. Perché mi pare escluso che voglia semplicemente vendere in Usa le Panda e le 500 uscite dalla linea ti Tichy, quella sì idea geniale!
Trizio
06 mag 2009 - 11:40 - #27#19: «La FIAT e l’ ITALIA hanno grandi possibilità di uscire vincenti da questa crisi generale, a patto di nn ripetere gli errori degli anni novanta, no speculazioni finanziare e soprattutto alla larga i POLITICI INCAPACI!»
In tal caso saremo ben presto alle corde, perché l’incapacità di fare politica da parte del Governo e dell’opposizione saranno certamente materia di leggenda per i nostri posteri. Sono comunque molto contento per Fiat e soprattutto per quello che rappresenta: posti di lavoro.
ilSarto
06 mag 2009 - 11:58 - #28Mah, io non capisco tutte queste acquisizioni e joint-venture. Si rischia che diventi un carrozzone che fa la fine della Chrysler o della GM fra una decina d’anni.
Luigi
06 mag 2009 - 12:14 - #29Romiti era quasi uomo di Mediobanca, e come liquidazione ha avuto tanti di quei soldi da fare con Gemina una grossa partecipazione in RCS…
Io credo che la cattiva lezione di Fiat degli ultimi vent’anni sia istruttiva: non puoi essere una scatola di comodo delle banche per averle alleate, al di là del tuo scoperto con esse.
Immaginiamo Ghidella al posto di Romiti, e guardiamo chi ha beneficiato della mancanza di leadership di Fiat nel mercato europeo e (a quel punto) modniale da vent’anni e passa a oggi!!! Avremmo ancora tutte le fabbriche in piedi, una forte penetrazione nel mercato tedesco, una presenza maggiore nel mercato americano. La crisi GM sarebbe cominciata prima, i brand europei sarebbero finiti probabilmente in mano a Mercedes e Chrysler sarebbe diventata Fiat… insieme a Jaguar e Land Rover…
Luigi
06 mag 2009 - 12:21 - #30Vittorio Ghidella (Vercelli, 1931) è un ingegnere e dirigente d’azienda italiano, progettista, collaudatore ed ex amministratore delegato FIAT, Lancia, Abarth.
Ottenuta a pieni voti la maturità classica, si iscrisse alla facoltà di ingegneria meccanica al Politecnico di Torino dove si laureò con il massimo dei voti.
Entrò appena laureato alla SKF, azienda produttrice di cuscinetti a sfere. La ditta svedese lo volle nella sede principale a Stoccolma.Sucessivamente entro a dirigere la Holland divisione di mezzi agricoli gia in orbita Fiat,venne trasferito sul lago Michigan per organizzare il lavoro e stipulare accordi,ma duro poco, l’avvocato Gianni Agnelli lo richiamò a Torino per rilanciare la sua gamma automobilistica in quel momento in una fase di crisi.
Entrarono così in produzione auto da lui progettate come la Fiat Uno, la Fiat Croma, la Lancia Delta, la Lancia Thema e la Fiat Tipo, che prestò motori e pianale ad altre auto del gruppo (Fiat Bravo/Brava, le Alfa Romeo 145/146, 155, 156, 147, GT e Lancia Delta II, Dedra e Lybra) per almeno una ventina di anni, fino ad arrivare ai giorni nostri. L’indiscusso successo mondiale delle vendite della Fiat Uno, diffusasi in tutti i continenti, segnò il punto di svolta nel rilancio della FIAT e più in generale del mercato dell’auto in Italia. Porto la Lancia (di Fiat dal 1969) a livelli agonistici assoluti, incontrastata campione di rally, endurance e di mille altre categorie. Tentò anche di rinnovare la gamma della neo acquisita Alfa Romeo e di preservarne la tradizione, la meccanica (pose le basi per la realizzazione di un pianale comune tra Alfa e Maserati per auto a trazione posteriore) e gli stabilimenti (Arese e Pomigliano d’Arco), ma fu cacciato in malo modo da li a poco, sostituito da Romiti. La FIAT aveva cambiato politica e deciso che l’auto non era piu al centro dei piani del gruppo Torinese. Schivo e di carattere introverso, passava parte della sua giornata al lavoro in mezzo ai meccanici e ai lavoratori,il suo ufficio era quasi sempre vuoto: sosteneva che le auto si guidano con il “culo” non con la lingua. Viveva con la famiglia sui colli Torinesi e non faceva vita mondana, pochi amici e al di fuori dall’ambiente Fiat. La Fiat Uno fu collaudata da lui personalmente (come ogni vettura del gruppo Fiat della sua gestione) sul percorso, Livorno-Collesalvetti, Pinerolo Cavour. Fu immortalato, davanti ai cancelli di Mirafiori piu volte, a spingere un auto-prototipo (piena di fili e nylon) con il quale era rimasto in panne.
Attualmente vive a Lugano, dove svolge un’attività imprenditoriale e finanziaria.Dirige anche il Festival Musicale di Lugano. Anni fa perse la figlia ventenne Amalia, in un incidente stradale.
Lapidario fu il suo commento alla decisione di Agnelli di preferire Romiti (con i bei risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi) a lui: “(riferendosi a Romiti, che fino ad allora aveva curato solo la parte contabile del Gruppo) Non ci si improvvisa Ingegnere dell’Auto a 60 anni.”
Fu il primo a perseguire la filosofia della sinergia tra i vari modelli in produzione; filosofia che, se permette di conseguire importanti risparmi in quanto mira a rendere il più possibile la componentistica comune per tutta la gamma, rischia di togliere personalità al prodotto. Rischio che Ghidella, a differenza del suo successore, aveva compreso chiaramente.
http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Ghidella
Bull2
06 mag 2009 - 12:55 - #31“Grazie all’abilità di Sergio Marchionne, il 14 febbraio 2005 Fiat riesce a “divorziare” da GM, ottenendo tra l’altro la restituzione della quota del 10%, lo scioglimento delle joint-venture e 1,55 miliardi di euro come controvalore del put.” Questo è errato. L’accordo era già previsto, ed il merito fu di Paolo Fresco. Personalmente non vedo tutti i meriti che vengono attribuiti a Marchionne. Quante auto di successo sono uscite per merito suo? Io ancora non le ho viste. VEdremo, per ora è un bravo finanziario. Ma non è con queste competenze che si vendono le auto. E se le auto non si vendono…
FIAT.SPA
06 mag 2009 - 13:18 - #32Compriamo società fallimentari per poi licenziare e chiedere aiuti allo stato, chi fosse interessato si faccia sentire, alla faccia dell’ antitrust!
Picoale
06 mag 2009 - 13:36 - #33Questo descrizione di possibili scenari rende l’idea: questo piano è perfetto come un puzzle
theNewBarè
06 mag 2009 - 13:53 - #34Un progettino da niente..ma ricordiamoci che, minimo, per vedere un’Alfa a trazione posteriore, con i tempi Fiat, ci vogliono minimo altri 5 anni..
Duetto
06 mag 2009 - 14:12 - #35“…Della stessa partita saranno Lancia e Saab, le quali potrebbero ritornare allo sviluppo congiunto dell’alto di gamma, come quando negli anni ‘80 dettero vita alla Thema e alla 9000, grandi berline capaci di scalfire lo strapotere delle tedesche nel segmento E….”
Lo dico da quando frequento autoblog…
kolbe
06 mag 2009 - 14:18 - #36ma è solo un caso che in alcuni concessionari Fiat (almeno di Roma) si vendano le Land Rover?
Oppure con Tata c’è qualcosa di più di un accordo?
il bingo bongo
06 mag 2009 - 15:08 - #37Beh, non c’è dubbio che la sfida è ambiziosa ed un po’ fa paura; la quota Chrysler (20% per ora) non tanto, secondo me è la mossa giusta, considerando anche il nuovo corso che intende portare avanti Obama sulle auto… piuttosto l’ acquisizione della Opel… speramo che Marchionne abbia valutato alla perfezione, si rischia di fare il passo più lungo della gamba, ma per ora gli accordo piena fiducia…
Sinceramente però penso che nella trattativa si inseriranno altri marchi, ad es. Mercedes, l’ offerta di Magna la scarterei, seppur superiore al momento a quella Fiat non garantisce però altro che i soldi messi sul banco, infatti con una simile mossa la factory austro-canadese sembra più intenzionata a garantirsi gli attuali introiti derivati dalla collaborazione con Opel e fornitori che garantire un adeguato futuro alla casa col “blitz”…
petto
06 mag 2009 - 15:11 - #38grazie di esistere marchionne!
yuri85zoo
06 mag 2009 - 16:07 - #39ma scusate, siamo passati in poki mesi dagli operai in cassa integrazione(ma hanno riavuto il posto di lavoro?) a questa mega scalata?come hanno fatto?quanto hanno preso allo stato(noi) in aiuti?
levatemi sti dubbi e potrò fare finalmente sinceri complimenti a markionne e alla fiat tutta
Patrizio M.
06 mag 2009 - 18:36 - #40C’è da dire che se GM ha voluto divorziare da Fiat è perchè aveva capito con chi aveva a che fare…..ci facciamo sempre riconoscere in tutto il mondo….Melchiorre (si avete letto bene….per me è un re magio, non un dirigente…) poi ha voluto rastrellare il massimo del capitale rastrellabile da GM….”Asso nella manica????”. Sono gli USA che non vogliono più avere a che fare con noi…..e non mi dite che Chrysler l’abbiamo salvata noi….quelli aspettavano solo la prima cordata di capitalisti senza capitali (Fiat…) che venisse a fare un’alleanza per pigliare i soldi del governo Obama. Appena si saranno risanati ci lasceranno con le pezze al c*** più di prima!
RICORDATE: MAI COMPRARE FIAT!!! Gli agnelli hanno mangiato per generazioni sulla schiena logora degli italiani….e adesso non gli basta più nemmeno quella!
ravanellidiciamo
06 mag 2009 - 23:13 - #41o ragazzi ma se la sede del nuovo megagruppo la fa spostare a ruesselsheim? Marchionne ha pubblicamente dichiarato, che italia o germania per lui nn fa differenza.
ciao ciao torino (che ora puoi morire in pace facendosi scippare anche l’auto) e cioa ciao italia….
Ardospeed
07 mag 2009 - 14:43 - #42Basta per favore.