Logo Blogo

Volkswagen, Jacoby: niente propulsori elettrici di massa per almeno 35 anni

Pubblicato: 15 mar 2009 da p.a.fina

Stefan Jacoby

Infrastrutture, disponibilità e sicurezza: prima di estendere i benefici dell’elettrico alla massa bisogna prima risolvere queste problematiche. «Questo percorso do perfezionamento non può essere portato a termine in meno di trentacinque anni». Questo, almeno, è quanto sostiene Stefan Jacoby, amministratore delegato di Volkswagen Nord America.

«Cosa succederebbe se cinquanta milioni di utenti “rifornissero” le rispettive auto allo stesso momento? – si interroga il dirigente –. La verità è semplice: nessuno stato, di nessuno paese, può - almeno nel breve termine - pensare a questa tecnologia. Prima della sperimentazione bisogna risolvere i problemi logistici».

«Per ridurre consumi ed emissioni – conclude Jaocby –, non vedo soluzione più efficace che proseguire con lo sviluppo di propulsori alimentati da carburanti fossili: auspico per il 2020 percorrenze medie nell’ordine dei trenta chilometri chilometri con un litro».
Via | Motorauthority

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (15 Voti | Media: 2.87 su 5)
condividi condividi 135 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di Roberto Taf

    Roberto Taf

    15 mar 2009 - 17:11 - #101
    0 punti
    Up Down

    Io non sò se l’elettrico sia il futuro……ma intanto quanto durano queste benedette batterie? 5 anni? 10 anni? E smaltirle sarà facile? Nessuno ha mai risposto a queste domande…..sempre che qlk le abbia fatte!
    I costi delle auto ad idrogeno ora come ora sarebbero inammissibili pure per qlk sceicco…..quindi se ne riparlerà tra 70 anni se tutto va bene e l’uomo esisterà ancora……magari si ritorna ad usare il mulo e per i più fortunati il cavallo.
    Tornando a proma……le auto attuali dovrebbero essere alleggerite sicuramente e i motori poù vecchi dovrebbero essere rinnovati in toto. Per il fatto della sicurezza…..ad oggi sono già molto sicure se pensiamo già all’elettronica….è inutile spendere miliardi in ricerca per creare modelli sempre più sicuri al crash test…..parliamoci chiaro…..guidando con più testa….avendo l’auto sempre in ordine….senza essere impasticcati etc etc…guidare una 127 potrebbe essere sicuro! Altra nota che mi sento di dire è che negli ultimi 10 anni quasi tutti hanno sviluppato i diesel……ma i motori benzina sarà giusto 1 anno e mezzo che le case costruttrici si sono rimesse sotto….quindi potrebbe essere possibile ottenere auto che percorrono i 20km con un litro!

  • Profilo di giaserg

    giaserg

    15 mar 2009 - 17:20 - #102
    0 punti
    Up Down

    100 infatti è cosi che si ragiona, ci sono 1000 argomentaizioni serie contro il nucleare, quella che non siamo in grado, in quanto italiani di gestire delle nucleari, quindi della sicurezza è una stronxata.
    Cosi come non condivido aspettare ancora, comprando energia nucleare dall’estero, aspettando che qualcuno inventi l’energia dalle scoregge
    E non è una questione sigarette e di vita sociale

  • Profilo di GDavanCH

    GDavanCH

    15 mar 2009 - 17:22 - #103
    0 punti
    Up Down

    Secondo me il problema dello smaltimento delle batterie è una bella cavolata. OK, le batterie sono tossiche. MA.
    Ogni quanto si cambiano?
    Quanto sono grandi?

    … E se di fianco alla nostra casa facessimo un buco grande 1×1x1 dove poterci buttare queste fantomatiche batterie? Sarebbe una soluzione così malvagia?
    Prima o poi qualcuno capirà come fare per smaltirle in modo ecologico, e nel frattempo le batterie saranno via via più performanti e meno problematiche da smaltire.

    L’unica soluzione su cui si dovrebbe veramente investire ADESSO è lo sfruttamento dei mezzi pubblici.

  • Profilo di whitespider2

    whitespider2

    15 mar 2009 - 17:27 - #104
    0 punti
    Up Down

    103
    “mezzi pubblici”
    esatto, questo potrebbe risolvere molti problemi, ma in italia non abbiamo la mentalità, usciamo a comprare il giornale e parcheggiamo in 5 fila…

  • Profilo di Cerchinlega

    Cerchinlega

    15 mar 2009 - 17:31 - #105
    0 punti
    Up Down

    103… va beh, le sigarette e la vita sociale non c’entrano un accidenti di niente! Comunque vei che noi italiani dipendiamo quasi interamente dall’estero (tranne quella riserva petrolifera di tutto rispetto in basilicata) quindi se ci tagliano l’energia qui siamo tutti nella ca*** scusatemi il termine! Pertanto è meglio che incominciamo a vedere se ci possiamo procurare energia da soli senza l’aiuto di altri paesi (tranne la russia va beh che ci fornisce il gas!!!) prendendo in considerazione anche e dico ANCHE il nucleare, non esclusivamente il nucleare se no non andiamo da nessuna parte… aspetta, ricordami, qual è la regione italiana che produce più energia eolica in assoluto dal punto di vista nazionale e europeo? La puglia se non vado errato, vedi? Vedi che quando le cose ci si impone di farle le facciamo e pure bene? Quindi, ora poniamoci un obbiettivo ben preciso da raggiungere e raggiungiamolo, non facciamo per l’ennesima volta la figura dei pappamolli!

  • Profilo di Cerchinlega

    Cerchinlega

    15 mar 2009 - 17:33 - #106
    0 punti
    Up Down

    103… batterie? Qua si parla di smaltimento di scorie nucleari, problema serissimo!

  • Profilo di Cerchinlega

    Cerchinlega

    15 mar 2009 - 17:33 - #107
    0 punti
    Up Down

    104… se non proprio in ottava… ;-)

  • Profilo di GDavanCH

    GDavanCH

    15 mar 2009 - 17:39 - #108
    0 punti
    Up Down

    @106: era una risposta al 101.
    Per il problema delle scorie, ho sentito che ci sono delle soluzioni per attenuarlo, ma non per eliminarlo.

  • (Xanderoby)

    15 mar 2009 - 17:40 - #109
    0 punti
    Up Down

    Infatti BetterPlace nasce proprio per questo motivo.

    O forse in WV e tutto l’ammasso di caproni che ’sta dietro politicamente a ’sti paraculi credono davvero alle cojonate finora scritte?

    XD

  • Profilo di Cerchinlega

    Cerchinlega

    15 mar 2009 - 17:41 - #110
    0 punti
    Up Down

    108… ah, allora sorry!

  • Profilo di erameglioprima

    erameglioprima

    15 mar 2009 - 18:07 - #111
    0 punti
    Up Down

    Ma di solito l’automobile uno la usa di giorno e la ricarica di notte, quindi il problema dei black out non si pone inquanto anche in italia di notte c’è un surplus di energia.

    Quello che dice il tizio della vw a me pare un po una cavolata, nel senso che se lo volessero davvero entro pochi anni potrebbero produrre sia auto ibride elettrico/metano che a idrogeno. Come dicevano molti sopra è la politica che rovina tutto!!!

  • L'IDROGENO E' UN VETTORE

    15 mar 2009 - 18:29 - #112
    0 punti
    Up Down

    1-L’IDROGENO E’ UN VETTORE

    2-NON è POSSIBILE ESTRALLO IN NATURA COME UN MINERALE FOSSILIE

    3-PER OTTENERLO BISOGNA PRODURLO UTILIZZANDO ENERGIA DERIVANTE DA MINERALI FOSSILI O DAL NUCLEARE->QUINDI ENERGIA ELETTRICA

    –> CHE SENSO HA CREARE UN IMMENSA STROTTURA LOGISTICA PER SUPPORTARE L’IDROGENO QUANDO IL RISUTATO FINALE è SEMPRE QUELLO CHE AVREMO BISOGNO DI PIU ENERGIA PER AVERLO… NON HA PIù SENSO PUNTARE DIRETTAMENTE SULL’ELETTRICO CHE HA IL VANTAGGIO DI UTILIZZARE MOTORI CON UN RENDIMENTO DELLO 0.9 ALL’ASSE CONTRO LO 0.3 DI UN MOTORE A SCOPPIO?

  • Profilo di Pierz94

    Pierz94

    15 mar 2009 - 18:32 - #113
    0 punti
    Up Down

    Non so se sia una cosa buona o cattiva… boh

  • Dumah Brazorf

    15 mar 2009 - 18:50 - #114
    0 punti
    Up Down

    #99
    Eeeeh scusa volevo dire 88. :-)

  • Profilo di automotogio

    automotogio

    15 mar 2009 - 18:56 - #115
    0 punti
    Up Down

    #112

    Forse capire il concetto che l’Idrogeno non è un “carburante” ma solo un “vettore” non è così semplice ;)

    Comunque un responsabile di una casa automobilistica che non investe nella ricerca di “fonti alternative” non l’ho considero proprio una fonte autorevole, anche sè almeno la Vw un paio di modelli da 3 litri al cento, o 33,33(3) km/l li ha prodotti, ma nessuno li ha acquistati a causa del prezzo esorbitante.

    Si può risparmiare ancora sui consumi con i motori attuali, ma non basta modificare una centralina, occorrono studi, utilizzo di materiali costosi e rinunciare al confort di un servosterzo e di tutti quei piccoli gadget a qui siamo abituati. Naturalmente anche le “prestazioni” ne risentono visto che più cavalli uso più dovrò “dargli da bere”.

  • Profilo di bestio80

    bestio80

    15 mar 2009 - 19:01 - #116
    0 punti
    Up Down

    Perchè non sono capaci a costruirli .

  • Profilo di Cerchinlega

    Cerchinlega

    15 mar 2009 - 19:03 - #117
    0 punti
    Up Down

    115… prestazioni mica vuol dire fare il pieno, e scusa! :-|

  • Profilo di Cerchinlega

    Cerchinlega

    15 mar 2009 - 19:04 - #118
    0 punti
    Up Down

    116… di essere capaci sono capaci, il fatto è che ancora non sanno che si devono dare una mossa a installarli sulle auto… invece no, perchè loro fanno a gara a chi li mette dopo… ma va va… non è mica così che si ragiona!

  • fabioboom

    15 mar 2009 - 20:31 - #119
    0 punti
    Up Down

    aria compressa lo sapete che in australia c’e un mercato ortofrutticolo in cui usano solo mezzi con motori spinti dall’aria compressa e con 3 euro si fanno circa 400 kilometri e vero non sono dei razzi perche un motore ad aria compressa non va come un motore convenzionale ma cosa ce ne facciamo di macchina che fanno piu dei 200 quando ci sono il limitee massimo in autostrada e di 130…e poi ci sarebbero meno incidenti gravi….

  • Profilo di lucio_toretto

    lucio_toretto

    15 mar 2009 - 20:33 - #120
    0 punti
    Up Down

    la parola rifornimento deve scomparire dall’immaginario dell’uomo

  • Dumah Brazorf

    15 mar 2009 - 22:32 - #121
    0 punti
    Up Down

    Pile nucleari su tutte le auto?
    No perchè a casa mia “rifornimento” e “ricarica” sono simili.

  • Profilo di L1nk!n

    L1nk!n

    15 mar 2009 - 23:54 - #122
    0 punti
    Up Down

    Sicuri di volere il nucleare a fissione nel giardino di casa?
    Prypiat 1 Prypiat 2 Prypiat 3 Prypiat 4 Prypiat 5 Prypiat 6 Chernobyl 2003

    Tuttavia dato che ormai siamo circondati dalle centrali nucleari e i sistemi di controllo sono molto migliorati, tanto vale avercele nel nostro giardino queste centrali. Almeno evitiamo di finire ulteriormente più in basso finchè non si trova qualcosa di migliore….meglio tardi che mai.
    Attualmente sono daccordo con il signor Jacoby, finchè non si trova un metodo per produrre tanta energia elettrica, è inutile pensare all’elettrico o all’idrogeno per la massa.
    Le varie organizzazioni, piuttosto che dare i soldi alle industrie automobilistiche per incentivare la ricerca sull’elettrico o sull’ibrido, li donassero all’UE per finanziare ulteriormente tali progetti:
    HIPER
    ITER

  • ivan1979

    16 mar 2009 - 08:18 - #123
    0 punti
    Up Down

    poveraItaGlia
    15 mar 2009 - 13:15 - #15

    STRA QUOTATISSIMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • AL_ravenna

    16 mar 2009 - 09:11 - #124
    0 punti
    Up Down

    il discorso è che invece ford avevate scritto che annunciava solo auto elettriche, a questo punto compro solo ford!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di Azurik_Mi

    Azurik_Mi

    16 mar 2009 - 10:34 - #125
    0 punti
    Up Down

    Secondome “bleffano” per depistare la concorrenza… ne sono sicuro.

  • gog1

    16 mar 2009 - 10:44 - #126
    0 punti
    Up Down

    Tutti sappiamo che l’elettrico totale plug-in arriverà a maturazione completa tra 30 anni!

  • Dumah Brazorf

    16 mar 2009 - 11:44 - #127
    0 punti
    Up Down

    E per fortuna, l’elettrico totale plug-in è quanto di più attualmente lontano dall’immaginario collettivo di usabilità di un’auto.
    Essere costretti a fermarsi per più di 5minuti per rifornire è inaccettabile. La prolunga elettrica non deve essere una catena ma una (non l’unica) possibilità per risparmiare permettendomi comunque di poter girare come dove quando e quanto si vuole. In tal senso le ibride come Volt e Ampera sono l’anello congiungente tra la “vecchia” tecnologia a motore endotermico ed il totale elettrico. Anche la Honda FCX Clarity potrebbe esserlo ma vista l’assenza di una rete di distribuzione di idrogeno (tralasciando per un momento tutti gli annessi e connessi alla produzione e stoccaggio) non può essere introdotta sul mercato. Ampera e Volt invece utilizzando l’infrastruttura già esistente (l’adozione di questo tipo di auto in massa richiederà tuttavia un potenziamento delle centrali elettriche senza contare la possibile adozione nelle città di posteggi dotati di presa di corrente) potranno essere rilasciate immediatamente terminato il loro sviluppo.

  • autoblob

    16 mar 2009 - 11:58 - #128
    0 punti
    Up Down

    #15
    è una dura lotta tra i lobbisti del petrolio
    e quelli del nucleare..
    o forse no…
    usala tu la testa

  • autoblob

    16 mar 2009 - 12:12 - #129
    0 punti
    Up Down

    La demagogia continua quando si dichiara che i francesi con il nucleare “producono l’80% del loro fabbisogno energetico consentendo ai consumatori d’oltralpe di pagare le bollette la metà di quanto pagano gli italiani”. I francesi (ancora per poco) pagano la metà perché l’energia elettrica è ancora un servizio pubblico e non privatizzato come da noi, pertanto le tariffe elettriche francesi non sono quelle di mercato, alle quali siamo soggetti noi italiani, ma tariffe tipiche di un servizio statale. Come era da noi 20 anni fa. La pacchia finirà anche per i francesi, con la privatizzazione di EDF.

    Intanto, da noi in Italia la tariffazione è già a valori di mercato e l’energia prodotta per via nucleare costa molto di più di quella che usiamo attualmente. Berlusconi, e con lui sia i francesi, sia la nostra Confindustria, continuano a parlare di un costo di produzione di 3 centesimi di dollaro per chilowattora, dimenticando appositamente di dire che questi 3 centesimi sono calcolati per un impianto che ha già ammortizzato il costo di costruzione e su un costo dell’uranio che è quello dei vecchi contratti, che scadranno nel 2012. Uno studio che ha cercato di fare una stima dei costi reali è stato compiuto dal Keystone Center, ed ha valutato un costo pari a 8-9 centesimi di dollaro per chilowattora, cioè un costo triplo rispetto a quello che la lobby del nucleare vuol far credere ai cittadini.

    Secondo i piani del premier saranno quattro le centrali nucleari previste in Italia. La prima dovrebbe essere pronta nel 2020. A questo punto è bene precisare che nel 2020 il costo dell’uranio, molto più raro e prezioso del petrolio, sarà secondo le stime triplicato, e ci si aspetta addirittura un suo esaurimento entro il 2040-2050. Pertanto stiamo per spendere soldi per costruire centrali che nasceranno già obsolete, dopo aver speso qualche miliardo di euro di soldi pubblici.

    Gli impianti dovranno essere di tecnologia EPR, una tecnologia che richiede zone poco sismiche o molto stabili, vicino a grandi bacini d’acqua, ma senza pericolo d’inondazioni, possibilmente lontano da luoghi densamente popolati. In pratica, luoghi che in Italia non ci sono. In base a questi criteri, il quotidiano La Stampa ha interpellato alcuni esperti che hanno individuato alcune zone adatte. Così sono rispuntati i siti già individuati negli anni ‘70. Sono stati fatti i nomi di Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), perché collocati sulla Pianura Padana, caratterizzata da scarsa sismicità e disponibilità di acqua di fiume. Poi, Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, adatto per scarsa sismicità e acqua di mare. Se si considera invece la lontananza da grandi centri abitati e la stabilità del terreno si possono vagliare la Sardegna, la costa rivolta verso l’Africa della Sicilia (che si è candidata), la Basilicata ed alcune aree della Puglia. Il Veneto, prosegue La Stampa, si è fatto avanti proponendo Porto Tolle (Rovigo). A questi, il quotidiano Il Giornale ha aggiunto Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Ravenna, Termoli (Campobasso), Mola (Bari), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento) e Oristano. Ma la maggior parte di questi luoghi sono già occupati da impianti energetici tradizionali.

    Secondo Greenpeace l’accordo firmato tra Italia e Francia sul nucleare è a tutto vantaggio di Sarkozy, che sta cercando di tenere in piedi l’industria nucleare francese, ma non offre all’Italia nessuna garanzia di maggiore indipendenza energetica ed è anzi contro gli obiettivi europei di breve termine; infatti, il governo italiano, lo stesso governo che firma accordi-regalo con la Francia, ha anche appena firmato accordi europei vincolanti per giungere a una quota del 35% di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2020.

    Altri Paesi, a cominciare da Stati Uniti e Giappone, hanno già capito che il nucleare non ha risolto nessuno dei suoi stessi problemi, da quello delle scorie (non esiste un deposito di scorie definitivo su tutto il pianeta), alla sicurezza intrinseca (gli incidenti sono decuplicati dagli anni ‘60 ad oggi) alla proliferazione nucleare (la filiera produttiva nucleare civile è la stessa di quella militare). Gli USA l’hanno capito, e non costruiscono altre centrali nucleari, attendendo che semplicemente vadano in dismissione quelle esistenti. In tal modo usciranno dal nucleare nell’arco di qualche decennio. L’hanno capito in Gran Bretagna come in Spagna. Ancora una volta, è l’Italia ad essere in controtendenza.

    Il nucleare non risolve neanche il problema delle emissioni in atmosfera: anche raddoppiando l’attuale numero di reattori, cosa che accelererebbe l’esaurimento delle risorse accertate di Uranio che, ai livelli attuali, non superano i cinquant’anni, il contributo del nucleare alla riduzione delle emissioni sarebbe marginale, non oltre il cinque per cento. Con gli stessi investimenti in maggiore efficienza energetica negli usi finali l’effetto di riduzione delle emissioni sarebbe fino a sette volte superiore. “La lobby nucleare”, spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace, “cerca di evitare una crisi legata alla marginalizzazione di questa tecnologia che, nei mercati liberalizzati, come in USA, è sostanzialmente ferma da 30 anni. Gli unici investimenti effettuati, infatti hanno riguardato il ripotenziamento e la manutenzione dei vecchi impianti”.

    In Italia raggiungiamo poi l’assurdo con l’accordo firmato da Berlusconi e Sarkozy. Per la tecnologia francese EPR, esistono solo due cantieri: uno in Finlandia e uno in Francia, nessun impianto ancora funziona. In Finlandia i costi effettivi a metà della costruzione hanno già superato del 50 per cento il budget. L’autorità di sicurezza nucleare finlandese ha riscontrato 2100 non conformità nel corso della costruzione. Il Presidente Sarkozy, in assenza di nuovi ordinativi, ha annunciato che la Francia, cioè lo Stato, chiederà a AREVA - società quasi interamente pubblica - di costruire un secondo reattore EPR in Francia. Un’implicita dimostrazione che nucleare e mercato non sono compatibili: a ordinare reattori dovrebbe essere un’azienda non lo Stato. Ma si tratta di un settore che il mercato ha già bocciato. E quando qualcosa non funziona, non va bene, è retrograda e non porta miglioramenti.

    http://www.altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=92279&mode=thread&order=0&thold=0

  • autoblob

    16 mar 2009 - 13:02 - #130
    0 punti
    Up Down

    La centrale nucleare finlandese finisce in tribunale mentre aumentano i costi
    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=109221

  • Profilo di belzebù

    belzebù

    16 mar 2009 - 15:10 - #131
    0 punti
    Up Down

    Del resto vogliamo o no dare loro il tempo per organizzarsi per individuare dove e come speculare?

  • elanslh2

    16 mar 2009 - 16:40 - #132
    0 punti
    Up Down

    Mi fanno sorridere i ragazzini (o equivalenti) che danno dell’incompetente a Jacoby (Presidente e CEO di VW America) sulla base di chissà quale loro esperienza. Poi magari gli stessi “giudici” non hanno la minima idea di quanto durano e quanto costano le batterie. Per un’auto allo stato dell’arte come la PF-Bollorè sappiate che il battery pack Li-ion vale circa 1/3 dell’intero veicolo e (si spera) dura 2-3 anni. Non per niente stanno pensando di proporla con un canone mensile e non in vendita, per superare l’incertezza sui costi di esercizio da parte dei futuri proprietari. Inoltre chi dovrà caricare un’auto elettrica dovrà fare un contratto di almeno 6KW col gestore, con costi superiori (la maggioranza dei privati ce l’ha da 3KW max).
    La discussione è degenerata poi sul nucleare. Ognuno si tenga pure le sue idee, ma ricordate che a parte la sicurezza (che è elevatissima ma non assoluta) il problema gigantesco è lo smaltimento delle scorie radiottive e non c’è un solo politico al mondo che osi parlarne. I sistemi usati finora sono essenzialmente 2. Quello USA è stato di trasformarli in milioni di proiettili e bombe DU e poi distribuirli tramite Abrahams, A10 e F16 in giro per il mondo, prima volta a Grenada e poi a seguire Balcani e Medio Oriente. Ma chiaramente è un sistema con qualche effetto spiacevole… L’altro sistema è quello di interrare le scorie da qualche parte. Ma dà costi enormi e qualche problema soprattutto se non hai deserti a tiro. In Francia sta per scoppiare un casino enorme, perchè tanti paesi e cittadine hanno cominciato a scoprire che l’EDF (cioè lo stato) ha seppellito scorie nei loro terreni a loro insaputa, e purtroppo i depositi più vecchi cominciano a perdere… Se qualche scienziato mi dimostra di aver risolto questo problema, voto subito per il nucleare.

  • Profilo di itomainu

    itomainu

    17 mar 2009 - 09:37 - #133
    0 punti
    Up Down

    Succederebbe che bruceremmo i combustibili fossili fuori dalla città in una centrale termica per produrre la corrente elettrica necessaria. Però ha ragione che non può essere fatto dall’oggi al domani.

    Peccato che si è scordato di dire: “cosa succederebbe se da domani nelle casse degli stati europei venisse a mancare la voce di bilancio delle tasse sui carbutanti?”

    … guerra civile.

  • elanslh2

    17 mar 2009 - 11:11 - #134
    0 punti
    Up Down

    # 133: tranquillo, nessun problema per gli stati: anche la produzione di energia è gravata da tasse e accise, eventualmente aumentabili a loro piacere…

  • Rafff

    17 mar 2009 - 14:19 - #135
    0 punti
    Up Down

    Ciao cari amici ho letto qualche commento relativo a ciò che ha detto questo solone dell’auto della Wolkswaghen. Allora tanto per iniziare non sono un fanatico ambientalista ma sono un ambientalkista indipendente nel senso che ho io delle idee mie sull’ambiente.
    Sono un mediatore immobiliare e tempo fa ho trovatouna sede nuova per l’enel ed un funzionario mi ha spiegato che le centrali che producono alcune sono sempre accese ed altre invece le accendono durante i picchi di consumo.
    QUINDI SE LA GENTE CARICASSE LA MACCHINA DI NOTTE QUANDO NON SI CONSUMA POICHè è TUTTO SPENTO, SI POTREBBE CARICARE CON LA CORRENTE PRODOTTA DALLE CENTRALI CHE NON SI POSSONO SPEGNERE E CHE IN QUEL MOMENTO STANNO PRODUCENDO ENERGIA CHE ANDREBBE PERSA!!!
    Si cari amici avete capito bene questo funzionario mio amico mi ha detto che la corrnte prodotta di notte se non consumata va buttata. Ed allora se caricassimo le macchine di notte non faremmo altro che sfruttare questo spreco.
    Questo il grande solone del wv non l’ha detto.
    Certo comunque bisognerà organizzare le questioni ma questo già è un primo passo .
    Saluti a tutti

Pagina 3 di 3 - Totale commenti: 135
« Precedenti 123
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per commentare e per entrare nella community di autoblog. Potrai inserire immagini, video, partecipare alle discussioni nei vari gruppi o crearli e inviare messaggi privati agli altri utenti registrati. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento