
15 miliardi di Dollari. Un supervisore dai temutissimi poteri. Una data limite. Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il piano di aiuto per risollevare Chrysler, Ford e General Motors dalla profonda crisi ponendo, però, alcuni paletti. Gli aiuti verranno si concessi, ma il radicale processo di ristrutturazione dovrà essere intrapreso entro il 31 marzo.
In caso opposto, il supercommissario (non ancora nominato) potrà addirittura condurre al patibolo il poco oculato costruttore decretandone il fallimento immediato. Ma non solo: sarà lo stesso “zar”, come viene definito da Repubblica, ad avallare tutte le spese superiori ai 25 milioni di Dollari. Non si conoscono ancora i dettagli di questo epocale accordo, se non le modalità di finanziamento: 5% per i primi cinque anni, 9% per i rimanenti due.
Via | Repubblica
UF
10 dic 2008 - 11:59 - #1comodi tassi agevolati, inizi a pagare in primavera !
Kamox
10 dic 2008 - 12:00 - #2Un palliativo… GM finirà a gambe all’aria entro maggio, oppure Obama dovrà sganciare altri quattrini quando sarà in carica.
ditropan
10 dic 2008 - 12:04 - #3spetta a parlare … non è ancora finita leggi quà sotto …
… e comunque è proprio uno schifo ! … sono disgustato. :-X
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http://cobraf.wallstreetitalia.com/forum/coolpost.php?topic_id=6303&reply_id=129997
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Uno spettacolo disgustoso in america
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Cosa c’entra la storia del libero mercato, è colpa dei politici che GM, Chrysler e Ford falliscono
1) ai concorrenti europei ed asiatici come Honda specialmente che hanno costruito fabbriche in nordamerica (i giapponesi vendono in america auto costruite in loco) hanno consentito di farlo in stati dove non c’è il sindacato come l’Alabama per cui il costo orario dei giapponesi in America è 40 dollari e quello di GM e Ford 75 dollari
2) inoltre, incredibile ma vero gli stati del sud per avere le fabbriche tedesche e giapponesi gli hanno anche dati sussidi che invece in Michigan i produttori americani come Ford non hanno
3) le regolamentazioni emanate dal Congresso NON permettono per oscure ragioni a GM, Chrysler e Ford di vendere in america i loro modelli compatti e più piccoli prodotti nelle loro fabbriche in Europa con cui potrebbero reggere meglio la concorrenza giapponese. Pensa te che libero mercato, GM produce in Germania delle auto che consumano meno benzina per cui sarebbero più adatta al momento attuale ma non può mandarle in America perchè il Congresso lo ha vietato
4) come noto GM ad esempio ha degli accordi di lavoro per i quali paga lei interamente il salario con una banca del lavoro a tutti quelli che mette in cassa integrazione, a differenza dell’italia lo stato non paga niente. Infine GM ha qualcosa come mezzo milione di pensioni molto elevate tipo 80 mila dollari l’anno da pagare che invece i giapponesi che producono in America non hanno (perchè gli hanno consentito di impiantarsi in stati senza sindacato)
I politici americani per ragioni varie hanno consentito ai giapponesi di produrre in America per il mercato americano a condizioni molto migliori di quelle in cui lavorano le fabbriche americane di GM e Ford
La prova che GM non è così male in realtà è che in Cina invece dove gli americani sono ad armi pari con i giapponesi a produrre GM fa concorrenza a Honda e Nissan molto bene
La cosa disgustosa è che quando assicurazioni come AIG o banche come Citigroup o Merril Lynch o Bear Sterns o mega enti che erogano mutui come Fannie Mae hanno avuto bisogno di 200 miliardi l’una, 40 miliardi l’altra, 150 miliardi l’altra per un totale di garanzie e prestiti di 1.000 miliardi i politici li hanno votati senza grandi problemi
Per fare ora un PRESTITO ponte si 15 miliardi ai produttori di auto americane da cui dipendono due milioni di posti di lavoro più altre centinaia di migliaia nei subfornitori i politici prima li hanno rimandati indietro, poi hanno insultato i managers perchè erano venuti con l’aereo aziendale e la seconda volta gli amministratori delegati sono venuti allora guidando personalmente delle auto “verdi”, poi li hanno di nuovo sbeffeggiati, hanno imposto che producano auto verdi più costose come condizione del prestito nominando uno “czar” a supervisionare l’uso dei soldi nella persona di un anziano ex-governatore della FED che di auto non sa un tubo e chiedono che i top managers vengano sostituiti
Pensa te, ad AIG che è un assicurazione hanno dato 200 miliardi senza troppe condizioni e così a Fannie Mae o Citigroup, alle tre fabbriche di auto che per un secolo sono state il cuore dell’industria americana e pagato salari e pensioni doppi di quelli europei che gli operai di GM si facevano la casa al mare non vogliono darne 15 di miliardi e vogliono poi monitorare cosa fanno, come se dei politici che finora hanno fatto solo danni all’industria dell’auto nazionale e un vecchio banchiere sapessero come produrre auto
asterio
10 dic 2008 - 12:07 - #4Ford sembrava quella messa peggio delle tre invece, forse grazie alla cessione di jaguar e land rover, oggi sembra quella messa meno peggio. Crysler sono 20 anni che si barcamena sull’orlo del fallimento (dai tempi del siluramento di lee jacocca se non ricordo male)… è ancora viva e non si capisce come faccia (da un punto di vista finanziario, non è un giudizio sui modelli prodotti). Per GM la crisi è scoppiata all’improvviso è sembra più grave di quella ford che invece si trascina da un bel po’.
E’ interessante notare come vendere o meno non significa niente per la salute dell’azienda: ford europa sta vendendo bene, la nuova mondeo, almeno dalle mie parti, ha invaso il mercato eppure… eppure è in crisi. GM vende più di 5 milioni di vetture l’anno (mica bruscolini) eppure è in crisi: il problema non è vendere ma ricavare profitto dal venduto, cosa che evidentemente certe case riescono a fare meglio di altre (su tutto il gruppo vag mi sembra quello che guadagna di più per veicolo venduto)…
carlo ciao !!!
10 dic 2008 - 12:09 - #5speriamo bene
giallolambostopped
10 dic 2008 - 12:20 - #6Il piano di aiuti, al momento non include la Ford, come erroneamente riportato nel Vs articolo.
La Ford potrebbe ricevere aiuti se la situazione dovesse peggiorare, in un secondo momento.
E anche per quel che riguarda l’approvazione, manca ancora il benestare del Senato, e la strada per l’approvazione del pacchetto non è certo in discesa. Il passaggio al Senato è incerto, visto che i Democratici avranno bisogno di almeno dieci voti da parte dei Repubblicani, che già nei giorni scorsi, guidati dal presidente George Bush, avevano espresso più di una perplessità sul piano di aiuti. Praticamente sono restii nel concedere gli aiuti, perchè vari sondaggi americani, non ultimo, uno dei più importanti, si basa sulla popolazione di Detroit, la più coinvolta nella crisi, che a sorpresa non è propensa ad elargire aiuti.
E per quello che riguarda il supervisore, che rappresenta la condizione senza la quale qua non, per gli aiuti a Gm e Chrysler è la nomina di uno «Zar dell’auto» per la supervisione della ristrutturazione dell’industria automobilistica che, secondo le anticipazioni dello speaker della Camera, dovrebbe essere l’ex governatore della Fed, Paul Volcker.
Mossa molto astuta ma pericolosa, perchè di fatto, apre la strada al fallimento delle due case che per ora riceveranno gli aiuti: Gm e Chrysler.
Infatti, secondo Bloomberg se entro il prossimo 31 marzo Gm e Chrysler non presenteranno un piano di ristrutturazione - cominciando a restituire i soldi- verrà aperta la procedura Chapter 11
Cmq è bene ricordare che gli “aiuti”, serviranno difatto a General Motors e Chrysler di tirare avanti ben poco-circa tre mesi-, giusto per ed evitare la bancarotta immediatamente.
La domanda che tutti si pongono è:
cosa succederà tra tre mesi, quando saranno terminati i soldi che forse (salvo voto favorevole del Senato)riceveranno?
Brixia Fidelis
10 dic 2008 - 12:22 - #7direi: Americani Fuori dal mercato europeo.
GM vende Opel e Saab
Ford Europe indipendente
Chrysler… resta dov´é.
giallolambostopped
10 dic 2008 - 12:26 - #8Mi scuso per l’italiano un poco discordante del mio post n° 6, ma il fatto è che dopo circa 10 minuti in cui tentavo di postare, mi appariva sempre un messaggio di rifiuto per alcuni contenuti ritenuti offensivi.
Allora ho eliminato alcune parti in cui spiegavo la procedura del Chapter 11 con molti termini in inglese, elimanata la quale, il post è stato accettao, ma il risultato è un poco discordante.
Chiedo scusa
asterio
10 dic 2008 - 12:32 - #9Per Opel tempo fa si parlava già della presenza di una cordata di acquirenti ma il problema è: con il mercato di oggi quanto sopravviverebbe una unica casa indipendente? Ricordiamoci che i modelli opel più o meno rimaneggiati vengono venduti come chevrolet in tutta l’america latina e i pianali sono comuni a molti altri marchi del gruppo. Opel autonoma finirebbe nelle mani di qualche altro costruttore (o dichiarerebbe fallimento) in tempi assai rapidi (alla fine del ciclo dei modelli appena inseriti a listino).
Discorso analogo per SAAB che per di più non solo non ha un acquirente al momento ma ha bisogno di forti investimenti perchè ha un’intera gamma da reinventare visto che tutti i suoi prodotti si stanno avvicinando alla linea di pensionamento (alcuni, come la saab 9-5, l’hanno già superata da tempo e stanno aspettando il cambio che al momento non c’è).
Purtroppo oggi si ha l’equazione marchio autonomo e solitario = morte
Roberto Taf
10 dic 2008 - 12:36 - #10Cmq questo non può definirsi un prestito all’altezza dei problemi economici di questi 3 colosi automobilistici americani.
Hanno allungato giusto l’aspettativa di morte del malato terminale. A stò punto fiat e compagnia bella non riceveranno nessun aiuto dall’Europa….. se l’America dava 100 l’Europa si sentiva in dovere didare 50 ma qui non c è il mio 100 ma forse un 25!
a1
10 dic 2008 - 12:37 - #11il piano GM è quello di vendere Hummer, Saab e Saturn, e fare della Pontiac un marchio di nicchia, e chiudere un paio di stabilimenti.
giallolambostopped
10 dic 2008 - 12:39 - #12@ 9
Ma non è che le alleanze abbiano cambiato lo scenario economico-automobilistico, anzi tutt’altro.
Si è dimostrato come una Casa, con una serie di sottomultipli (leggi altri marchi), proprio bene non è andata, anzi…
Vedi Ford con le sue case che poi ha dovuto vendre….
Mercedes con Chrysler….
Fiat e GM…..
E tutti quei marchi che si sono accasati, altro non hanno fatto che trascinare verso il baratro le case che si sono esposte per l’acquisizione di altri marchi, che a lungo andare non si sono dimostrati redditivi.
La verità è che il mercato non è altro che lo specchio della società, e la società, tutti questi marchi e queste case automobilistiche, forse, semplicemente, non li vuole più, perchè non ne ha necessità…tutto è in evoluzione, il mercato più di tutti…
asterio
10 dic 2008 - 12:39 - #13Per chi ha soldi in tasca (VAG, Porshe, chi altri???) è il momento di fare cheap shopping in USA. Fabbriche e marchi a prezzo di saldo. Chi arriverà a rilanciare quelle aziende? Gli arabi che stanno vedendo il prezzo del pterolio crollare e devono trovare in fretta nuovi settori di businness se non vogliono perdere i loro tenori di vita assurdi? i cinesi? gli indiani?
O verranno lasciate morire e soppiantate da marchi nuovi ed inediti, senza una storia da rispettare e quindi più propensi a creare veicoli con tecnologie innovative?
asterio
10 dic 2008 - 12:44 - #14Sì, però citroen senza peogeto sarebbe morta, ora insieme stanno bene, Nissan era messa molto male, con uno scambio azionario e tecnologico con Renault si è rimessa in corsa, VAG vive molto bene grazie alla costellazione di marchi che controlla. A FORD non è andata bene… forse perchè aveva marchi troppo eterogenei e non è riuscita ad applicare valide economie di scala (al di la di aston su pianale del coupè jaguar e Volvo sul pianale della mondeo e della focus…)
asterio
10 dic 2008 - 12:47 - #15Poi, più che non volere più tanti marchi, secondo me la gente non vuole più spendere cifre esorbitanti. E’ questo che sta tagliando le gambe ai costruttori perchè utilitarie a 30 milioni del vecchio connio fanno storcere il naso a più di una persona…. Hanno reso le vetture di fascia medio bassa troppo complicate e di conseguenza troppo care: forse non c’era bisogno dell’ESP e della radio con i comandi al volante, il clima manuale poteva bastare e non serviva il dual zone nemmeno come optional… forse, o forse non servono adesso in questo momento di crisi mentre prima e dopo questa crisi servivano e serviranno ancora…
Roberto Taf
10 dic 2008 - 12:49 - #16Cmq il vero problema è che il sitema industriale automobilistico forse così come pensato non funziona più.
Ormai è assodato che la gente ha chiuso i rubinettio perchè hanno paura di perdere il posto e cercano di mettere da parte per tempi + difficili o i rubinetti li hanno lasciati aperti tanto di acqua non ne passa più.
Ma chi ci dice che una piattaforma che costa a quanto pare 500milioni di euro progettarla ex novo debba durare 2 modelli al max 3. ovvero….se uno sviluppa una buona piattaforma che supera già i requisiti dell’euroncap etc ma che la tengano anche 20 anni e che costruiscano nuove carcasse da metterci sopra. Alla fine si avrebbe un prodotto che alla lunga dovrebbe costare sempre qualcosina in meno, la gente magari cambierebbe più sovente l’auto e i designer avrebbero da lavorare per ideare nuove macchine per quella piattaforma. Far sì che dopo l’avvio alla produzione della nuova macchina l’azienda giustamente si ripaghi gli investimenti, che poi ci guadagni e che in fine la produca per farle cambiare alla gente a prezzi più ragionevoli. Non so se avete compreso il mio ragionamento…..ma è pura utopia. Però una cosa è da dire…..o uno cambia le auto ogni 10 anni e passa e si accorge delle evoluzioni dei modelli oppure sono sempre le stesse…..ma è possibile che le auto non vadano mai sotto costo? Ad esempio ora la 147 la dovrebbero dare via nuova a 14mila euro ma accessiorata di t…….ci avrnno mangiato e stramangiato su quel modello……la tecnologia è ferma al 2000….giusto il motore iesel è stato aggiornato…….invece i listini ogni mese aumentano di qualcosina…non solo per lei eh!
giallolambostopped
10 dic 2008 - 12:56 - #17@ 16
Le materie prime per la produzione ( per tutti i settori), aumentano due volte all’anno, a luglio e a gennaio……..non so se hai capito quello che intendo dire, cioè, una barra di ferro, acciao, o qualsiasi altra cosa, comprata adesso, non costa come sei mesi fa…..
asterio
10 dic 2008 - 13:14 - #18Nono sono le materie prime il vero problema, di solito la parte più importante del costo di un’automobile è il rientro degli investimenti fatti per la progettazione del veicolo in se e la realizzazione delle linee di montaggio. Il costo delle materie prime si dice gravi sul prezzo del veicolo per meno di un terzo.
giallolambostopped
10 dic 2008 - 13:24 - #19@ 18
Certo, ma io volevo spiegare al n° 16 come mai una cosa non può costare meno, anche se la fai da anni….anzi, a volte, con l’andare del tempo, pur aumentando costo di vendita, si corre il rischio che l’oggetto prodotto non sia più redditizio.
Alfonso
10 dic 2008 - 14:58 - #20aiutare una casa che finfe di essere in crisi?quando all’estero (dove spende meno) apre stabilimenti con bassa manodopera e ammette di afre auto del cavolo per lucrarci sopra?????
mai!!!
inoltre vi dico una cosa: l’auto NON è in crisi, per niente!!!il fatto è che le case vogliono bendere troppe auto!!!!! cachio, se sai che in 5 anni hai venduto 1 milione di auto, per i prossimi 5 fai una media, in modo che male che ti vada non vendi un migliaio di auto, non milionI!!!!
perchè una casa deve fare milionidi auto???perchè?????
alby_85
10 dic 2008 - 15:12 - #21Un mio amico lavora in GM a Francoforte, e mi ha detto che con i soldi dell’aiuto più o meno ci campano mezzo mese…se non vendono qualcosa ora, questo prestito non farà altro che allungare l’agonia di GM, ma non la salverà.
alby_85
10 dic 2008 - 15:14 - #22@ 20
perchè il margine di contribuzione unitario, ovvero quanto ci guadagnano su ogni auto, è ridotto all’osso con i tempi che corrono (materie prime care, concorrenza sempre più incalzante con in mercati sempre più aperti). Il che vuol dire che per mandare avanti la baracca e ammortizzare meglio i costi fissi o produci milioni di auto o sei in rosso.
mrk
10 dic 2008 - 16:26 - #23ma io non ho capito una cosa , se il costo per produrre 1 auto è di circa 1/3 del costo totale della macchina , a chi vanno i restanti 2/3??? cioè se alle case rimane sempre “meno” guadagni dove vanno a finire il resto dei soldi?
Roberto Taf
10 dic 2008 - 16:49 - #24le materie prime sono certamente un costo…..se a stò punto per fare profitti pure una casa automobilistica come Gruppo Fiat deve iniziar a produrre 5,5 milioni di auto l’anno + tutte le attuali case esistenti vuol dir che anche nello Zaire devono arrivare ricchezze per il popolo se vogliono che questi inizino a motorizzarsi.
visto però che non è una cosa possibile per la politica occidentale allora che nessuno Stao stanzi denaro lle case automobilistiche e che dopo questa grave crisi conteremo i gruppi estinti etc etc. Chi rimarrà non avendo più concorrenti magari inizierà a produrr anche 13milioni di macchine l’anno per accontentare il mecato. D’altronde si sono estinti i mammut, i dinosauri, l’Impero Romano nonè più quello dei Cesare etc etc….è la vita! Quei soldi piuttosto li diano alle persone che perderanno il posto di lavoro magari incentivandoli ad aprirsi qualche attività piccola ma che possa garantire un piato caldo ai familiari. Troppe auto e troppi marchi.
Io non so che macchina scegliere con tutte quelle che mi offrono e se poi mi piace un modello o è troppo a fine carrera o la casa ogni 2 anni fà il restyling e che diamine….gira e gira poi hanno ogni 5 anni che si cambiano le auto in famiglia sempre le stesse cose…magari una stupida spa in più che hai dovuto mettere a pagamento chye ti avverte magari che hai finito il liquido lavavetri!
Sportwear.R
10 dic 2008 - 17:01 - #25Bene, bene, bene… Quindi, se tanto mi da tanto, sta bene anche a Marchionne, il quale rivendicava l’aiuto di Stato rifacendosi alle lodevoli intenzioni del Governatore degli Stati D’America, un tale aiuto… Un finanziamento, e non un vuoto a perdere, in 7anni a tassi agevolati… Eccoti accontentato Marchionne, sei contento? Bravo Obama!…
Sportwear.R
10 dic 2008 - 17:07 - #26Bene, bene, bene… Quindi, se tanto mi da tanto, sta bene anche a Marchionne, il quale rivendicava l’aiuto di Stato rifacendosi alle lodevoli intenzioni del Governatore degli Stati D’America, un tale aiuto è perfetto… Un finanziamento, e non un vuoto a perdere, in 7anni a tassi agevolati, magari anche in meno tempo, dopo tutto la FIAT, avrà mica bisogno di 10mld di euro no?… Eccoti accontentato Marchionne, sei contento? Bravo Obama!…
piervittorio
10 dic 2008 - 18:34 - #27GialloLamboStopped: le quotazioni delle materie prime seguono la richiesta del mercato, ed i prezzi vengono stabiliti quotidianamente da un’apposita borsa… non “aumentano due volte l’anno” come dici tu.
In questo momento tutte le materie prime hanno costi ridicoli, i minimi dal 2002 ad oggi, proprio in virtù del crollo della richeista a causa della recessione.
ENRICK
10 dic 2008 - 18:49 - #28quoto 27 i costi sono progettazione,produzione e marketing….. quanto agli aiuti non scandalizziamoci !!! quando voglio vedere i mie soldi volare…. vado in un areoporto italiano ok?!!??!
giallolambostopped
10 dic 2008 - 19:31 - #29@ 27
E’ chiaro che c’è una Borsa che regola le materie prime e ne stabilisce i prezzi, non quotidianamente come tu dici, ma addirittura istante per istante, quello che volevo dire io, e che i contratti di acquisto si fanno a scadenze precise, nel senso che non è che per esempio Fiat guarda prima quante Punto deve fare e poi va a comperare le barre di trafilato o di C40 giorno per giorno… il materiale l’approvvigiona prima…infatti per i fornitori è un rischio e non a caso,
c’è da registrare il rischio fallimento dei fornitori a causa della forte riduzione della liquidità. E’ stato per esempio già annunciato che oltre 50 grandi fornitori tedeschi stanno rinegoziando accordi con le proprie banche per supportare i diminuiti flussi di cassa. Per esempio, uno strumento molto utilizzato dai fornitori per sopperire a cali di liquidità è sempre stato l’utilizzo di strumenti finanziari (per esempio i future) a copertura dei costi delle materie prime. Ma adesso, questo ha fatto sì che i contratti stipulati ad aprile e maggio arrivassero alla scadenza (cioè quando devono essere esercitati) adesso, con i prezzi delle materie prime in caduta libera e quelli fissati nei future alla stipula superiori del 30-40 per cento. Obbligando ad acquisti indesiderati o al versamento ai broker della differenza di prezzo,
Poi, scusa, ma per l’esistenza della Borsa, ne avevo sospettato l’esistenza….ho fatto l’analista finanziario per molti anni….c’erano delle cose che infatti n on mi spiegavo eppoi di colpo….sarà la Borsa…e allora vai a chiedere cos’è sta Borsa… e voilà, ho scoperto la Borsa…..cmq grazie
Alfonso
10 dic 2008 - 22:16 - #30hahaha!! ridotti all’osso??secondo te fiat ad esempio spende 10000 euro per un apunto per venderla a 12000????
a loro si e no un’auto costerà 500 euro, e nons cherzo, dato che comprano tutto all’ingrosso….altro che crisi!!!mi meraviglio della gente che ci crede!!