Shai Agassi amplia gli orizzonti del suo Project Better Place: oltre che in Israele infatti, il suo programma per la diffusione delle auto elettriche prenderà piede in futuro anche in Giappone. Agassi è stato contattato dal governo del Sol Levante per realizzare una prima stazione di ricambio per le batterie, la quale inizialmente rivestirà soprattutto una funzione di “vetrina tecnologica”.
L’iniziativa rientra in un progetto più ampio del governo giapponese che prenderà il via nel mese di gennaio e che coinvolgerà alcune tra le maggiori metropoli del paese. La prima stazione di ricambio nascerà a Yokohama.
Via | GreenCarCongress
alfetta amarcord
10 dic 2008 - 02:10 - #1questi fanno degli eperimenti di futuro mentre gli altri stano a guardare….
Brixia Fidelis
10 dic 2008 - 03:05 - #2Beh, per lo meno qualcuno si stá dando una mossa. Se é la direzione giusta?
Non lo só
Ogamitto
10 dic 2008 - 06:55 - #3Bene, il mio ufficio e` propri a Yokohama Bashamichi e qui girano molti autobus Ibridi ed alcuni ad Idrogeno.
LudoB
10 dic 2008 - 08:55 - #4Non oso immaginare quanti soldi avrà quest’uomo tra qualche anno…E non avrà rubato nulla a nessuno, anzi, spero avrà fatto un favore a molti
ivan1979
10 dic 2008 - 09:06 - #5W il GIAPPONE che non ha paura di investire, ricercare, e darsi da fare!!!! Bravi e noi stiamo a guardare!!!
Iago
10 dic 2008 - 14:25 - #6Mah.. spero con tutto il cuore che funzioni. Purtroppo leggendo il loro sito vedo tanti buoni propositi, tante belle idee ma davvero pochi problemi già risolti. Un esempio? Sostengono che il loro sistema di ricarca contribuirebbe ad abbassare il picco di domanda di energia elettrica sulla rete e che questo aumenterebbe l’uso di solare ed eolico. Purtroppo non vedo come questo possa accadere perchè le auto (per loro stessa ammissione) sarebbero ricaricate prevalentemente di sera 19-21 quando il sole è giù. Senza contare che la domanda di energia durante il giorno salirebbe in ogni caso, contribuendo al picco. Non voglio dire che il progetto non sia valido, anzi.. solo che lo vorrei meno utopistico e più concreto altrimenti si inseguono le solite chimere.
niktrentadue
10 dic 2008 - 17:07 - #7dovremmo muoverci anche noi e tornare ai tempi di quando gli italiani inventavano e gli altri stavano a guardare