
I grandi capi delle Big Three di Detroit, “rimandati a dicembre” per la decisione finale sul mega-prestito da 25 miliardi di dollari da loro richiesto a Washington, le stanno studiando tutte pur di convincere il governo all’erogazione del denaro necessario alla loro sopravvivenza.
Sembra infatti che nel freddo Michigan stiano preparando una sorta di “grande marcia” sulla capitale federale, in cui saranno coinvolti il potente sindacato UAW e rappresentanti dei concessionari e dei fornitori. Tutti a bordo delle auto e dei prototipi più ecologici delle Tre Sorelle.
L’intento è quello di mostrare la faccia vera della crisi, quella di chi ci rimetterà il posto di lavoro, nonché di far capire che anche per i costruttori americani l’impegno per l’auto pulita di domani non è una menzogna.
L’originale idea, partorita da Tim Leuliette (ad del fornitore Dura Automotive), viene dopo l’esordio infelice del trio Wagoner-Mulally-Nardelli, che aveva raggiunto Washington a bordo dei rispettivi jet privati, prendendosi una bella tirata d’orecchie dall’uditorio che li ha accolti.
Evidentemente non era la mossa giusta da fare davanti agli occhi di un’America che guarda alla sua classe dirigente con crescente apprensione per il futuro.
Prima il video-appello di GM, ora la marcia: basterà questa nuova trovata che mira dritto al cuore e ai sentimenti più profondi dell’America a sbloccare la situazione?
Via | LeftLane
paulla
25 nov 2008 - 01:53 - #1tutti i governi aiuteranno le auto dei propri paesi, francia e germania accordano, obama dichiara aiuti, l’inghilterra ci pensa con Tata.. e la FIAT crollerà perchè nessuno in italia stanzierà un c*zzo
karmàbannato
25 nov 2008 - 02:54 - #2“far capire che anche per i costruttori americani l’impegno per l’auto pulita di domani non è una menzogna.”
Il loro impegno nel domani importa poco: sono state troppo piene di sé e si son fatte forti del proprio mercato interno condizionato da loro stesse, dai loro gusti obsoleti che si concretizzano nel nulla assoluto, tanto che i giapponesi ci han messo un nulla per riprodurlo, meglio!
Ora fanno i frignoni, vogliono che i cittadini paghino per i grossolani errori di chi credeva che il sogno americano potesse durare in eterno. Auto titaniche a dispetto di un mondo che negli anni è cambiato radicalmente, cilindrate che in Europa si sono estinte quasi completamente dai tempi delle guerre. Hanno sbagliato i dirigenti e pagheranno gli operai, come al solito, e questo non può che dispiacere. Ma l’industria americana è giusto che paghi la propia sbruffonaggine.
Tenerone
25 nov 2008 - 09:01 - #3Sì sì certo certo…intanto comincino i Presidenti a dare l’esempio, evitando le spese inutili e costose, gli elicotteri, i giardinieri pagati 50.000$ al mese, ecc.ecc.
Amzi prego accomodatevi fuori, il vostro tempo è terminato, è ora che gli arroganti stiano a casa. Altrimenti che i fondi vengano destinati altrove cicci belli…..
Sbabba
25 nov 2008 - 10:00 - #4Piantatela di ridurre il discorso a una lotta operai padroni da buoni comunisti incalliti e ragionate seriamente. Loro hanno sempre fatto auto secondo le richieste e le condizioni di mercato ed è sempre andata bene. Ora il petrolio costa zero quindi non è un problema di “fanno auto grosse che consumano un casino, non si lamentino se la gente non compra e vuole le piccole” perché non ha senso. La benzina ora la regalano rispetto a pochi mesi fa quindi NON è quello il discorso. Il discorso è che la gente non ha soldi da spendere per l’acquisto di auto, TUTTE le aziende di auto sono in crisi perché NESSUNO poteva prevedere o ha previsto questa crisi economica, quindi le vostre frasi “ah vi sta bene, avete fatto auto enormi senza senso ora dovete morire” sono solo espressione dell’idiozia di cui siete portatori. Imparate a ragionare e non a sparare stereotipi da politici populisti.
Tenerone
25 nov 2008 - 10:13 - #54 quì il Comunista sei tu mi sa….
Sbabba
25 nov 2008 - 10:22 - #6Si si comunista io sicuro :) se c’è una cosa che odio sono i comunisti :) non è un discorso di partito politico ma di far crollare decine di aziende, non solo quelle dell’auto ma tutte le altre legate ad esse, sarebbero troppe aziende, non si farebbe altro che peggiorare la crisi
jeep
25 nov 2008 - 10:28 - #7Non hanno colpe per aver finora prodotto auto poco ecocompatibili? e allora caro il mio 4, perchè tentano di pararsi il culo proprio salvandosi faccia e reputazione sbandierando i loro prodotti più puliti e innovativi? state a vedere che ora quei prototipi da 100 km con un pieno ora arriveranno al teriplo delle percorrenze attuali!! ilò costo del petrolio poi dovresti commisurarlo ai salari e ai debiti: perchè se gli americani ( e noi) ora come ora paghiamo meno il carburante, abbiamo anche meno soldi per comprarlo: ti dice nulla che nella crisi del 79 il carburante era alle stelle mentre ora si abbassa per favorire le vendite?è un chiaro sintomo di quanto ci marcino! E poi le case sono in crisi perchè non vendono, ma soprattutto perchè le banche che ne sostengono i crediti e che sostengono i mutui di chi compra le auto (sempre più a arte e leasing) sono allo sbando. Il sistema ha fatto cilecca, le case ne risentono e tentano di salire sull’ultimo treno che permetterà loro di stare in corsa… quello dell’ecologia… a sto punto per il bene del pianeta spero che la crisi perduri se porterà a risultati più concreti di quelli visti negli ultimi 10 anni. Ma quello che vedo son solo titoli su cui si specula in borsa. Guardate solo per fare un esempio l’andamento di questi giorni dei titoli di una nota casa di design per auto italiana…
Tenerone
25 nov 2008 - 10:38 - #8Appunto 6, incominciamo a sistemare le aziende partendo dall’alto. Nel caso di GM, sai cosa disse il sig.Wagoner nel 2004 riferendosi a Fiat? Che fra qualche anno non esisterà più…bene sta accadendo esattamente il contrario e sai perchè? Perchè il ns.Marchionne è professionista + serio di qualche pagliaccio americano….
Takumi_Fujiwara
25 nov 2008 - 11:40 - #9La gente non compra più macchine non certo perchè non sono ecologiche..Alla gente comune non “gliene ne può fre.gar di meno” di questi discorsi che sono poco tangibili. La gente non compra macchine perchè non ci sono soldi e si sa,una macchina può tranquillamente durare più di 10-15 anni.
Quello che mi preoccupa è come faranno i governi a garantire anche per le banche se aiutano le aziende automobilistiche.Realisticamente parlando è veramente una montagna di soldi,anche per un governo..Qui si cerca di sostenere i consumi con palliativi che rischiano di esser bruciati e svanire in un momento come “scor.eg.gie al vento”.
I soldi andrebbero dati ai consumatori…Saranno poi loro a decidere come spenderli e che settore sostenere.Se li tengono e non li spendono significa che cmq li avranno messi in banca sostendo quel settore..
-mercedes forever-
25 nov 2008 - 13:11 - #10mi dispiace cari costruttori. rockefeller,morgan e rothschild han gia deciso che il sistema deve crollare…cosi poi possono comprarsi industrie a 1 euro…son troppo potenti.
3 famiglie possono mettere in scacco 6 miliardi di persone?
SI.
Federico.
25 nov 2008 - 16:37 - #11quando le cose vanno bene gli utili se li beccano i ricchi, quando le cose vanno male, le perdite le rifilano allo stato, cioè a tutti!
Sono convinto che lo stato (noi!) deve come minimo vigilare se non controllare sicuramente i monopoli, ma anche gli oligopoli. solo dove c’è davvero una concorrenza vera “perfetta”, lo stato si deve fare “li capperi sua” perchè il mercato li si che si regolerà da solo.
per quanto riguarda l’italia, se lo stato vuole aiutare la fiat e l’ambiente, ha solo da togliere l’iva per l’acquisto di auto di piccola cilindrata, elettriche e a metano, in cambio di un’altra auto più inquinante da rottamare. è vero che entreranno meno soldi… ma ne spenderà anche meno per la cassa integrazione!