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Clamoroso "video-appello" di GM su YouTube: "Ecco cosa succederebbe se crollasse Detroit"

Pubblicato: 21 nov 2008 da Fabio Sciarra

La crisi delle Big Three finisce su YouTube, in un video che tenta di sintetizzare le devastanti conseguenze per l’intera economia americana in seguito all’eventuale collasso dell’industria automobilistica nazionale. Il tentativo di GM intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità immediata di un pacchetto di aiuti per il settore. Questo è il contenuto del mini “video-verità”, che in quattro minuti mette dentro tutta la drammaticità della crisi del comparto.

Cosa succederebbe se crollasse Detroit? Al di là dei toni enfatici, ci sentiamo di dire che le conseguenze di questo tracollo andrebbero a finire sui libri di storia: tre milioni di disoccupati nel primo anno e altri 2,5 milioni nei successivi due. Un costo complessivo per lo Stato in sussidi, assistenza sanitaria e riduzione di entrate fiscali pari a 156 miliardi di dollari solo nei primi tre anni di una crisi che secondo alcuni durerà ben più a lungo.

E tutto questa rischia di accadere molto presto, come avverte il filmato: “ll collasso è imminente”. Ma evitarlo è possibile sbloccando i 25 miliardi di dollari di aiuti chiesti nei giorni scorsi al Governo. Il video si chiude con la domanda “Che cosa fareste voi?”, un’accorata questione che va dritta alla pancia dei cittadini americani, cui viene richiesto di sostenere il mega-prestito presso i governanti di Washington. I quali, per ora, hanno rimandato la decisione a dicembre. Sopravviveranno tanto a lungo le tre sorelle?

Via | Il Sole24Ore

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Commenti dei lettori

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  • zaf

    21 nov 2008 - 22:29 - #51
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    e’ tutta salute! gli statunitensi sono orgogliosi del loro sistema, non criticano mai e sono sempre contenti e ottimisti (esattamente come berlusconi vorrebbe e sta rendendo gli italiani). molti licenziati molleranno la casa (di cui non riusciranno a pagare il muto) e finiranno per comprarsi una roulotte e vivere in un parcheggio, mentre i piu’ fortunati verranno assunti come camerieri al mcdonalds al minimum wage di 6.55 all’ora e magari potranno permettersi qualche notte al ymca o in qualche shelter per barboni. tutti pero’ saranno contenti, ottimisti, orgogliosi e difenderanno il sistema…contenti loro…

  • Profilo di Medeaeurope

    Medeaeurope

    21 nov 2008 - 22:43 - #52
    1 punto
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    @Picoale
    vedi la storia ha corsi e ricorsi storici non bisogna guardare solamente ad un palmo dall’propio naso,certo quello che dici te è giusto nei primi 6 mesi di chiusura poi il 95% della gente si ricollochera in altri settori o in quelle aziende che colmeranno il vuoto lasciato dalle 3 sorelle…vedi alla morte di lehman brothers per 3 giorni il mondo ha tremato….poi tutto è tornato alla normalità… io sono un appassionato di storia è ti consiglio di riguardarti la crisi del 29 ho la rinascita economica dei vari stati europei dopo la 2 guerra mondiale…e vedrai come nel mondo tutto.continuamente si evolve per poi tracollare e subito dopo si rinasce….CORSI E RICORSI STORICI

  • Profilo di GDavanCH

    GDavanCH

    21 nov 2008 - 22:44 - #53
    0 punti
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    Ma guardate che gli USA non hanno intenzione di regalare i soldi ai big three.
    http://www.euronews.net/it/article/21/11/2008/no-immediate-state-aid-for-us-auto-industry/

  • Profilo di Co.Bra.

    Co.Bra.

    21 nov 2008 - 23:07 - #54
    2 punti
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    Sorvolo su gran parte del video…

    Patetico però il riferimento alla Sicurezza Nazionale (Loro lo scirverebbero così, con la maiuscola): “In caso di una guerra su larga scala gli States dipenderebbero dall’estero per le forniture militari”… Eggià, perché c’è una terza guerra mondiale alle porte!

    Superfluo dire che, se questo video funzionerà, sarà proprio per aver toccato questo tasto

  • Profilo di Fantasma Formaggino

    Fantasma Formaggino

    21 nov 2008 - 23:09 - #55
    0 punti
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    Sarà anche tutto vero ma con questo video cosa sperano di ottenere? Che arrivi qualche santo a fare i miracoli. Penso proprio che avrebbero dovuto pensarci prima…

  • Profilo di -mercedes forever-

    -mercedes forever-

    21 nov 2008 - 23:36 - #56
    1 punto
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    GLI USA TREMANO.

    se fossi nell’unione europea ora gliela metterei nel sedere. invece di occuparsi anche loro del nuovo ordine mondiale e di continuare col collasso pianificato dell’economia e c-a-z-z-a-t-e tipo il culto luciferiano e robe del genere,approfitterei e sotterrerei gli usa economicamente e mi prenderei il dominio del mondo.

    l’europa ha ora la possibilità di prendere il controllo del mondo in ambito politico e economico…ma vaglielo a spiegare ai nostri politici del parlamento europeo,anche loro sono accecati da quell’idiozia del NWO.

    cmq il fallimento di un’impresa statunitense non puo che farmi piacere…

  • HoHochimin

    21 nov 2008 - 23:52 - #57
    2 punti
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    Viaggio In Italia
    (UNA SOCIETA QUASI BLOCCATA)

    1982, emigrato in Francia, per vivere una migliore qualità di vita. In questi vent’anni, sempre più conferme di aver fatto una buona scelta. Ogni tanto un viaggio in Italia, per vacanze od elezioni (non possiamo votare all’estero noi emigrati, come i cittadini di altri Paesi).

    Italiani, Francesi, Latini e cugini. Nel dopoguerra, io credo, dovevamo avere la stessa aria di famiglia, la stessa voglia di crescere e di ricostruire. Nei profili, nelle fattezze, qualche somiglianza con gli antenati Romani. Forse anche nei comportamenti.

    Poi, negli ultimi due o tre decenni, le differenze sono andate aumentando, specie nei comportamenti. Ormai siamo agli antipodi.

    Dal punto di vista dei parametri di Mastritch, siamo nella stessa barca, l’Europa. In realtà la Francia é un Paese ben saldo in Europa, colla mentalità, coi comportamenti, coi risultati. Il Paese é gestito con rigorosa, corretta, sicura capacità. I risultati lo mostrano. I servizi pubblici e gli obiettivi sociali sono ad alto livello. Non potrebbe essere altrimenti, in un Paese ove tutti sono serii, razionali, rigorosi, previdenti, guardinghi, responsabili, rispettosi del vicino, ma anche del sociale. Succede che oggi si discute come dovrà essere la Francia fra 10 anni, quali cambiamenti, quali miglioramenti, quali nuove esigenze nasceranno nella società francese di domani. A quali future sfide occorre prepararsi. Discussioni, poi progetti, ad un livello europeo.

    Gli Italiani che vengono a Parigi (fra loro molti malati che cercano cure di qualità) si accorgono che gli stessi servizi, che in Italia non vanno, qui sono perfetti. Capita poi che alcuni di loro si fermino, abbiano un successo facile, siano ammirati per la loro capacità e creatività. Molti di essi avevano prima fatto un buco nell’acqua in Italia e poi erano partiti.

    Poiché il cittadino francese ha tutto cio’ che gli serve o gli spetta, non servono i referenti, non occorrono punti di appoggio. Non ci sono pezzi da 90 che operano in barba alle leggi (ma qualche eccezione conferma la regola). Leggi che sono, esse, chiare, trasparenti come il cristallo, senza dubbi né confusioni. Che permettono una gestione della giustizia (e non solo di essa) sicura, di alto livello.

    Un Italiano che legge i giornali francesi si accorge che, stranamente, non é annunciata una emergenza alla settimana. Neanche una al mese. Infatti i risultati delle attività, nazionali o locali, in genere confermano le previsioni. Allora egli pensa: che bella cosa l’organizzazione, che meraviglia i progetti realizzati !

    E gli Italiani come sono ? anzi, come appaiono ad un europeo che torna in Italia per votare ?
    Il primo colpo d’occhio mostra che la forbice si allarga sempre di più: la Francia con l’Europa, l’Italia……….. sudamericana. O levantina. Un cittadino francese, ma anche tedesco o britannico, non accetterebbe facilmente di vivere a lungo in Italia. Per le vacanze si, l’Italia é bella, la cucina é buona. Ma non di più !

    Allora cosa ci manca ? la chiarezza del dialogo, dei propositi, poi quella delle leggi, poi anche la progettualità. La coerenza, la serietà, la determinazione, il rigore, la precisione, il merito come leva per migliorare, l’organizzazione si sono nascoste da qualche parte, o sono andate all’estero cogli emigranti. Tutti questi bei valori, diffusi in Francia e nella U.E., da noi sono disprezzati. Per dei buoni motivi, e con alcune conseguenze. Vediamo solo qualche motivo. L’abitudine, invalsa negli ultimi anni, di reclutare la classe dirigente per allacci personali, indipendentemente dall’esperienza e dal merito, ha portato:

    • le persone serie e corrette prima a zittirsi, prudenti, poi ad andare in minoranza;
    • la gran parte dei cittadini a perdere motivazione, nel lavoro e nella vita civile. Ognun per se, chi se ne……;
    • l’inaffidabilità si é diffusa, non solo nei servizi, ma anche nelle persone;
    • la confusione crescente, le difficoltà, l’incertezza del diritto e del domani spingono tanti a ignorare la legge, a cercarsi un referente potente. Le forbici tra i diritti del cittadino, consegnati dalle leggi, e la loro applicazione pratica si allargano sempre di più;
    • piccoli e grandi boss, padrini diventano necessarii per qualcuno ed acquistano poteri, di negoziato, di scambio; alzano la voce, decidono, nascondono (ormai sono due le categorie di cittadini: chi fa i mazzi e chi si fa mettere nel mazzo).

    In un tale bailamme perché sorprendersi se:

    - la certezza del diritto é sparita;
    • la competitività dell’economia é sempre più dubbia;
    • gli imprenditori, a causa di un sistema sociale quasi bloccato, non osano rischiare altri investimenti. Anzi, guardano oltre confine. Tantomeno società straniere investono da noi.

    Parallelamente, la criminalità si infila dappertutto, le mafie proliferano (quelle straniere si affacciano nel Paese). La polizia italiana é nota in Europa per essere molto efficace. Ma serve una polizia efficace se il sistema giustizia é grippato ?

    Ora un nuovo premier vince le elezioni. Gli Italiani lo hanno votato, in barba alle accuse fattegli dalla giustizia (nel resto dell’Europa non sarebbe accaduto, in SudAmerica si). Forse i suoi elettori sono talmente noncuranti (non sorprende in un Paese ove si vive alla giornata), da dimenticare le accuse ? Oppure sono troppi gli Italiani che vivono ai margini della legge e si sentono solidali col nuovo premier ? Difficile dire. Quello che invece é chiaro:

    • stiamo negando un futuro a figli e nipoti;
    • chi vuole vendere bene la sua buona esperienza e capacità troverà più facilmente lavoro, buona remunerazione e qualità di vita all’estero;
    • i giovani vivono in una società che non dà loro fiducia; allora perché far figli ? La natalità é bassa, ma ci sono gli immigrati !
    • c’é da chiedersi se la scuola sia capace di educare dei veri europei.

    In un quadro simile, dopo aver votato, l’Italiano emigrato parte, contento di ripartire. E si vaccina contro la nostalgia, dicendosi: ci faro’ le vacanze, nel mio ex-Paese.

    Speriamo che l’Italia degradata non diventi, fra qualche lustro, tutta Sicilia. Il rischio é di essere estromessi dalla considerazione degli altri europei. Se cio’ si realizzasse, le Alpi diverrebbero, a lungo termine, la frontiera con l’Europa.

    Antonio Greco angrema@aol.com

    (pubblicata da Italians del Corr. d. Sera 31-3)
    Ferrari e Francia

    Caro Beppe,
    hai detto tu che “l’Italia è una Ferrari col freno a mano tirato”? Non ho letto recentemente niente di più vero e così ben espresso. Nella lettera pubblicata su “Italians” il 17 marzo, Diego osserva che sarebbe interessante capire perché in Francia la burocrazia funziona.
    Tento di rispondere. L’Italia, diversamente dalla Francia, non ha subito l’influenza benefica dei disciplinati “geni” germanici (i Franchi erano germanici), né tanto meno le conseguenze del razionalismo cartesiano. Ora accade che gli italiani continuino a sperare che, entrati in Europa con l’euro, la loro economia possa resistere in termini di competitività. La competizione economica che noi pretendiamo di fare, va fatta con Paesi che hanno struttura, organizzazione, rigore, comportamenti non “mediterranei”, ma di Paese avanzati, regole ben congegnate e rispettate, serietà, onestà, trasparenza diffusa, e non fantasia e confusione. Si tratta di Paesi dove non c’è un’emergenza al giorno, come nel Bel Paese. I francesi, più degli altri europei, considerano l’organizzazione un valore primario. Infatti essi succhiano organizzazione e razionalità con il latte materno. Tanto è vero che nel loro linguaggio è ricorrente il termine “structure”. Non è un caso che i servizi francesi di ogni genere siano tra i migliori d’Europa. Il codice italiano e quello francese hanno un’origine comune. Se fossi un avvocato, ne farei un esame comparativo. In Francia la giustizia è un buon servizio reso al cittadino, in Italia, meglio non parlarne. In un caso chiarezza e struttura, nell’altro… lasciamo perdere.
    E’ chiaro allora qual è il freno tirato della Ferrari? Ma l’Italia è davvero una Ferrari? Credo di sì. Gli Italians che sono emigrati hanno avuto successo, sono ammirati e rispettati. Spesso primeggiano. Ma prima di partire avevano fatto, essi stessi, un buco nell’acqua in Italia. La creatività, a livello italiano, non esiste in nessun Paese dell’Unione europea. Ma affinché questa possa essere sfruttata, bisogna spostarla in un Paese dove “non italiani” organizzino, dettino le regole, impongano la chiarezza, la correttezza e la serietà. Per ritornare al paragone con la Ferrari, direi che la Francia è una modesta auto di serie, sulla quale la manutenzione viene fatta ogni mese e lo chauffeur rispetta il codice della strada. Italiani che siete stanchi di fare buchi nell’acqua, non cercatevi un padrino. Venite in Francia. Forse per avere successo, sicuramente per avere una vita facile.

    Antonio Greco, angrema@aol.com
    Lettera non ancora pubblicata

    VOTAZIONI E CODE
    (Accettiamo ormai tutto) Parigi, giugno 01

    Elezioni politiche. Orario previsto: dalle 8 alle 22. In realtà :

    • numerosissimi seggi sono stati chiusi con alcune ore di ritardo;
    • l’ultimo elettore ha votato dopo le 4 di notte;
    • in numerose città le file per votare sono durate più di un’ora. Esasperazione degli elettori.

    Nonostante questo resoconto da Paese sudamericano, non ho sentito di VIPs della politica che si siano stracciati le vesti. Né so, qui da Parigi, se questo ulteriore echec sonante dello stato italiano abbia provocato chiarimenti, una pubblica inchiesta e dei provvedimenti adeguati per punire i colpevoli. Se cio’ non é successo, in teoria non devo sorprendermi: l’Italiano covive, tutti i giorni, coi fallimenti dello stato, che siano per trascuratezza o incapacità..

    Il mio problema é che vivo a Parigi da 20 anni. Conoscendo l’Europa, so che se la stessa cosa fosse successa in un altro Paese della U.E., ci sarebbero stati discussioni, scandali e infine punizioni o dimissioni adeguate. Inoltre non so come rispondere ai miei amici francesi che mi chiedono perché cio’ é successo.

    Dove sta il problema ? Uno dei tarli che sta rodendo il tessuto del Paese é che il fallimento, da evento eccezionale (quale é in un Paese normale) é stato da noi elevato ad evento quotidiano, routine. Ogni settimana ce n’é almeno uno, e i giornali si vendono bene ! Non é strano. Il livello di guardia degli eventi e dei comportamenti accettabili in Italia é sceso molto in basso. Da Paese africano.

    Credo che, nella U.E., l’Italia é il solo Paese che dispone allo stesso tempo di:
    • servizi di bassissima affidabilità;
    • livello di imposizione fiscale notevolmente alto;
    • accettazione balcanica dei primi e elevatissima % di evasione fiscale.

    Alcuni buoni motivi per cio’. In nessun Paese della U.E., fra quelli a Nord dell’Italia, si raggiungono livelli tanto bassi, quali noi li conosciamo, per:

    • l’inaffidabilità delle persone nei rapporti sociali (soprattutto nel settore pubblico);
    • l’inaffidabilità dei servizi resi dallo stato al cittadino (per esempio giustizia e sanità);
    • l’impunità per i delitti, omissioni e inadempienze.

    Tali primati negativi sono compatibili con due abitudini, che distinguono gli Italiani in Europa:

    • la classe dirigente é spesso scelta per allacci personali (nel resto della U.E. invece per capacità ed esperienza); l’impunità per le scorrettezze e le incapacità é garantita;
    • il livello di guardia per i cattivi comportamenti, che é molto basso, significa anche che, ormai da alcuni lustri, il cittadino, scettico, non si aspetta più dallo homo publicus coerenza, rigore, onestà, determinazione. Egli é ormai rassegnato.

    In questo quadro sociale da Paese sudamericano il presidente Ciampi si augura che l’economia acceleri. Il governatore della Banca d’Italia dice che il miracolo economico é possibile. La Confindustria auspica che l’economia nazionale sia competitiva in Europa.
    Saranno tali pii auspicii seguiti da conferme ? Personalmente ho moltissimi dubbi.

    Sarà il momento giusto per guardarci intorno, paragonarci all’Europa, riflettere sui tarli del Paese e spazzar via cio’ che non va ?

    Antonio Greco angrema@aol.com
    (lettera pubblicata dalla rubrica granba@spazzaparola.net, forse collegata a Repubblica)

    Parigi, luglio 2001

    L’ ITALIA E I COLLI DI BOTTIGLIA

    Il presidente Ciampi alla fine dello scorso anno ha autorevolmente indicato agli Italiani la necessità di liberare il Paese dai “colli di bottiglia” esistenti, al fine di permettere all’economia di riprendersi. Poiché concordo col presidente Ciampi, ritengo utile riassumere in maniera concisa come, dall’estero, si intravede l’effetto dei “colli di bottiglia” sulla vita civile del Paese.

    Il fenomeno indicato di seguito non riguarda tutti gli Italiani, ma una percentuale comunque troppo larga di cittadini. Esso, visibile in maniera macroscopica agli Italiani che vivono in Paesi avanzati, é una delle cause primarie della divaricazione Italia-Unione Europea.

    I PRINCIPALI COLLI DI BOTTIGLIA

    Diffusa mancanza di chiarezza
    “ riflessione adeguata
    “ progettualità seria
    “ trasparenza
    “ rigore e precisione
    “ organizzazione
    “ promozione della serietà nel lavoro

    CONSEGUENZE

    a) sia le attività economiche che i servizi resi al cittadino (includendo in essi anche la definizione di leggi e regolamenti) sono spesso accompagnante da:

    confusione
    improvvisazione
    senso di impunità per comportamenti scorretti
    classe dirigente selezionata non per esperienza, ma per allacci
    personali (l’eccezione della U.E.)

    b) a differenza degli altri Paesi della U.E., i seguenti fenomeni si sono ormai diffusi nella vita sociale del nostro Paese, con riferimento al settore pubblico, ma anche al privato:

    • per raggiungere i proprii obiettivi si aggirano le leggi, spesso arretrate o confuse, e i regolamenti, con metodi improprii
    • bassa qualità dei servizi resi
    • basso rendimento delle attività economiche
    • incertezza sul possibile raggiungimento di obiettivi sociali ed economici
    • incertezza sulle possibilità di supporto adeguato per le imprese
    • diffusione di omertà e connivenze, con l’aggiramento della legge
    • frequente incertezza sulla capacità e volontà dello stato di far rispettare i diritti del cittadino
    • intrusione della criminalità e della corruzione negli organi dello stato
    - molte autorità nazionali o locali e alcuni imprenditori ricercano nicchie sicure per una vita di rendita, senza sfide né rischi
    • il livello di guardia per i comportamenti scorretti é divenuto paurosamente basso e sembra calare sempre di più.

    RISULTATI FINALI

    Degradazione in gran parte del Paese di:

    - certezza del diritto
    - qualità della vita
    • competitività in ambito U.E.
    • potenzialità degli attori dell’economia
    • potenzialità dell’occupazione
    • l’emigrazione di persone di media ed alta qualificazione é cominciata (non solo nel settore della ricerca, rilevato dalla stampa).

    CONCLUSIONE

    In poche parole: un cittadino che vive all’estero ha l’impressione che la vita sociale e bloccata. Quella economica sta cominciando a bloccarsi. Sarà il momento di iniziare la riflessione necessaria ? L’alternativa é divenire un Paese sudamericano.

    Antonio Greco angrema@wanadoo.fr
    (ha deciso nel ’82 che, per investire bene la propria esperienza, occorre emigrare)

  • Profilo di astroII

    astroII

    22 nov 2008 - 00:39 - #58
    0 punti
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    @10

    Il tuo discorso è giusto, giustissimo: ma oramai il dado è tratto e, anche se il video non l’ha fatto capire, ci siamo dentro anche noi, tutti insomma. Quindi non aiutare, per quel che potremmo fare pure noi, sarebbe stupido, come lo sarebbe impuntarsi sul fatto che han fatto boiate per 50 anni e rifiutarsi di dare aiuto per presa di partito.

    Ahimè, è brutta, molto brutta.

    Non so che macchina abbia Barack, ma…… […]

  • Profilo di Benzo

    Benzo

    22 nov 2008 - 00:55 - #59
    1 punto
    Up Down

    pensate a questi numeri.
    pensate al costo di produzione di un’automobile.

    pensate ad altri numeri,in relazione, questa volta, al costo di produzione di carrarmati, jet, elicotteri, tute, scarponi, armi, alloggi, navi, e tantissime altre cose del settore.
    pensate a quante persone è legata la produzione di tutti questi oggetti!
    e provate adesso ad immaginare a che cosa servono le missioni americane in iraq afghanistan ecc ecc!

    l’america ha un economia che rischia spesso di andare in sovrapproduzione (1929)ed allora ha bisogno di molti mercati di sfogo:
    l’europa, l’asia , il medioriente(con le guerre).

    evitare le guerre per l’america equivarrebbe a ridurre drasticamente la produzione degli oggetti sopracitati e cio’ lascerebbe disoccupate migliaia di persone che a sua volta comporterebbe una riduzione della domanda e quindi dei consumi e porterebbe alla recessione.
    quelle che passano per spese militari sono una sorta di investimenti pubblici per mandare avanti l’economia più redditizia,quella legata al settore militare.

    il paradosso è che l’america pur rischiando spesso la sovrapproduzione(e quindi abbassamento prezzi,export in paesi a prezzi che battono l’economia locale e ripercuotono la crisi all’estero), pur rischiando spesso la sovrapproduzione dicevo, è anche uno dei paesi che importa maggiormente beni dall’estero.

    allora mi chiedo:
    non sarebbe ora di convertire le industrie che non hanno una domanda da soddisfare in qualcosa che produca ciò che l’america importa?

    non sarebbe ora di evitare la sovrapproduzione evitando di distruggere l’economia europea nella quale l’america immette beni a prezzi più bassi della concorrenza perchè ha necessità di vendere, distruggendo le nostre industrie?

    per vivere abbiamo davvero bisogno di finte guerre?
    perchè produrre auto in quantità sproporzionata alla domanda?
    abbiamo un miliardo di necessità, e noi produciamo suv!!!
    lo stato potrebbe investire nella ricerca , nella sanità, nelle opere pubbliche, e invece dobbiamo sotenere un mercato che non ha ragione di essere.

    il mercato dell’auto va CONVERTITO NON AIUTATO!!
    o meglio va aiutato a convertirsi perchè la domanda in un mondo in cui TUTTI hanno un’automobile è davvero residua rispetto all’offerta!!!

  • Profilo di Benzo

    Benzo

    22 nov 2008 - 01:15 - #60
    1 punto
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    aiutare un mercato che non fa che creare buchi invece di coprirli mi sembra ridicolo!
    CONVERTIRE!
    comunque l’unica industria che non conosce crisi è quella farmaceutica, investiamo in quello che ha ampi campi di sviluppo e prospettive allettanti, basti pensare alle malattie che ancora oggi nel 2008 sono senza cura, ma noi pensiamo ai suv…..
    anche lì la mafia dei brevetti è impressionante perchè provo a pensare a malattie che costringono persone a prendere medicine per tutta la vita che se fossero curate definitivamente, non farebbero che togliere profitti.
    è terrificante vedere anche gli aiuti umanitari in africa che non sono che medicinali da testare sull’uomo e vengono testati sugli africani che non sanno nemmeno quello che stanno prendendo!
    investiamo nella ricerca farmaceutica quindi, ma non privata e concorrenziale, ma controllata da uno stato che ALMENO in questo campo faccia sentire la sua presenza.
    investiamo nelle energie pulite e alternative!
    investiamo nei paesi del terzo mondo che hanno margini di crescita impensabili

    le automobili appartengono al secolo scorso, bisogna guardare avanti!

  • Profilo di MESS|AH

    MESS|AH

    22 nov 2008 - 02:51 - #61
    0 punti
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    Beh, cmq l’avevo segnalato io…

  • Profilo di MESS|AH

    MESS|AH

    22 nov 2008 - 02:52 - #62
    0 punti
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    Un po’ di riconoscimento… eccheccacchio :)

  • Profilo di TOFmondello

    TOFmondello

    22 nov 2008 - 03:49 - #63
    0 punti
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    Certo e’ un bel casotto .. anche perche’ la maggior parte dell’industria automobilistica e’ piu’ o meno messa male. quindi le altre aziende che fanno se i loro governi non le sostengono ? E ancora cosa accadrà tra un decennio ? Devono programmare prima , io non ci credo che certi colossi non riescono a capire cosa accadra tra 4/5 anni ! Ci sono sempre fatti inaspettati che modificano le cose tipo l’11 Settembre, ma da allora sono passati 7 anni ! La crisi bancaria , ma questo e’ accaduto troppo di recente perche’ possa influenzare cosi decisamente sulla situazione attuale. … Bo’ hanno sbagliato i conti e hanno prodotto piu’ auto di quanto dovevano ? E hanno fatto tutti lo stesso errore ? A me pare che si siano comportati come quello che gira tanti soldi non sa’ quanto guadagna e si mette a spendere come un folle per poi rendersi conto che non guadagnava quanto spendeva !! Ma aziende cosi grosse che si comportano in modo cosi sprovveduto !!??

  • Profilo di elcorona

    elcorona

    22 nov 2008 - 04:19 - #64
    0 punti
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    in un economia che corre nn ci si può riposare neanche x un secondo!! le 3 di detroit nn si sono consapevolmente preoccupate del repentino cambiamento, hanno dato poca importanza ai progetti di risparmio energetico ed ora è inutile piangere sul late versato… il fallmiento è ormai certo anche perchè tutt’ora di innovazioni nele loro macchine nn se ne sono viste e nn si è nemmeno sentito parlare (chevrolet volt a parte) e 25 milardi mi sembrano pochi per una nuova rivoluzione…. bah secondo me bisogna ripartire da capo

  • Profilo di TOFmondello

    TOFmondello

    22 nov 2008 - 04:41 - #65
    1 punto
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    57#
    Quoto in parte cio’ che hai scritto. Giro un bel po’ in Europa e le differenze ci sono … Non mi trovi d’accordo sul Premier credo piu’ nella persecuzione di molti magistrati ROSSI che in Belusca cosi’ criminale !!
    Certo pulito non puo’ esserlo ma per dirtelo all’Italiana qui puliti non ce ne sono, cominciando dai magistrati che non si sono mai impicciati quando avrebbero dovuto e si sono svegliati tutto ad un tratto per dare addosso a qualcuno che voleva modificare le regole.
    Credo sia piu’ un problema culturale ! La presenza della chiesa e’ un danno enorme per lo sviluppo culturale e sociale di una nazione …
    Non dimentichiamo che e’ un’istituzione ricca, potente, che ostenta ricchezza e potenza e chiede sostegno per se e per il mondo ai creduloni seguaci che non vedono un PAPPA che si muove in Jumbo (Alitalia) e Limousine, si fregia d’oro e vive nel lusso insieme alla sua combriccola di Vescovi… Gli Italiani si dividono tra cattolici e falsi cattolici che cultura e’ questa ? Ci culliamo nella nostra grande storia ma e’ molto legata a singoli personaggi piu’ che alla forza e al carattere di un popolo… Ma in un posto dove da sempre c’e’ stata la chiesa non puoi che aspettarti convivenze con altri poteri loschi, governi loschi, mafie e camorre . Nulla contro il povero singolo prete che magari ci crede veramente ( scordandosi che se fosse nato appena 2000 Km piu’ in la’ avrebbe creduto in un’altra palla) Ma e’ l’istituzione Chiesa che e’ nociva per questa nazione come per altri popoli ancora piu’ indietro di noi e’ nocivo il loro credo ! Facci caso i popoli piu’ arretrati sono quelli con piu’ cultura religiosa, Islamici, buddisti, cattolici, induisti. Ma poi non si capisce che se io credo in una cosa e un’altro crede in una cosa diversa uno dei 2 crede in una palla???? Il Cervello a che serve ?? W National Geographic .
    E’ triste ma e’ vero ! Siamo indietro rispetto al resto del mondo evoluto e se non fossimo attaccati all’Europa staremmo ancora peggio.
    In Italia si e’ tifato Juve mentre Moggi amministrava il calcio … Io mi sono accorto che la Juve rubava quando ho compiuto 16 anni ovvero 26 anni fa’ e a che ne ero tifoso a che ho cominciato a tifare per il Villareal se giocava contro la Rubentus… E per restare in tema calcio FORZA PALERMO.
    Certo che siamo andati un po’ off topic .. !!! Ciao

  • Profilo di TOFmondello

    TOFmondello

    22 nov 2008 - 04:54 - #66
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    OUh… ! Berlusca mi e’ simpatico, molti esponenti del governo vanno bene !! Ma l’immondizia che circola nelle istituzioni e’ tanta soprattutto nei governi locali …. Qui a Palermo abbiamo un Pidocchio che fa’ il Sindaco … Giusto per chiarire non vado a votare da 8 anni .

  • GiBi64

    22 nov 2008 - 09:03 - #67
    1 punto
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    Beh, non so se c’entra molto….

    Comunque, riguardo la nuova Ferrari California…. è già stata venduta tutta la produzione, anche quella del 2009…. Secondo me qualcuno non la dice giusta su questa crisi, cercando di lucrarci sopra.

    Lo so, dovremmo essere fieri di questo…. ma ricordiamocene quando e se verrano richiesti aiuti nei nostri confronti da Fiat…. o altri del comparto automobilistico.
    Che si facciano aiutare da loro….

    Occhio, ci stanno spolpando per tutti i versi!

  • ivan1979

    22 nov 2008 - 09:10 - #68
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    Penoso dopo anni di errori con tyota che li raggiungeva e superava ora giocano la carta dell’appello penoso, sono deluso e schifato

  • Mario.Tz

    22 nov 2008 - 09:46 - #69
    1 punto
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    Senza vergogna. Veramente disgustoso, meritano di fallire.
    Tanto quello che dicono è falso. Certamente di ricadute negative ce ne sarebbero ma un 10% di quel che dicono loro.
    Se fossi americano scriverei al mio rappresentante al congresso per dirgli di non sganciare un cent!!!!!

  • Profilo di Carandula

    Carandula

    22 nov 2008 - 10:57 - #70
    1 punto
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    Il video non parla di come verranno investiti i soldi.
    Il nocciolo è secondo me che loro hanno prodotto prodotto prodotto auto che potevano vendere solo sul suolo statunitense che, seppur enorme, è un mercato piccolo rispetto al globale. I giapponesi invece producono auto per venderle in tutto il mondo, come pure noi europei.
    Una soluzione indolore a questa situazione non c’è, ma se davvero il sistema auto statunitense collassasse, altri andrebbero a prendersi le fabbriche per produrre là e la ruota continuerebbe a girare.
    Morale: hanno fatto le cicale per un secolo e ora ce l’hanno nel fondoschiena.

  • pow78

    22 nov 2008 - 11:00 - #71
    0 punti
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    Hanno sbagliato modelli? E’ giusto che siano in crisi! Non deve pagare la collettività, il mercato ha già le sue soluzioni: arriva un cinese, un indiano, un coreano, un congolese (proseguite voi) che ha i soldi e rileva il gruppo. Poi quando si è in difficoltà si gioca la carta pietistica, quando possono arrivare dal nulla 25 miliardi di dollari chi non lo farebbe, facendo leva sul nazionalismo. Abbiamo visto anche dalle nostre parti che porcata è nata dalla nuova “italianissima” alitalia.

  • Profilo di alby_85

    alby_85

    22 nov 2008 - 11:03 - #72
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    Il collasso dell’industria automobilistica statunitense sarebbe il collasso dell’industria americana e di riflesso anche mondiale. Ma in fondo se la sono cercata. Nel resto del mondo le case automobilistiche vanno male ma non così tanto.

  • Massimiliano Falcucci

    22 nov 2008 - 11:20 - #73
    0 punti
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    Il dibattito sulla crisi dell’auto americana è veramente stucchevole! si presentano i CEO delle tre grandi al congresso americano per chiedere un contributo pubblico senza presentare un piano industriale. Questo si, dovrebbe andare sui libri di storia economica e industriale. La crisi infatti è solo minimamente legata al crollo delle vendite; il problema maggiore sono i debiti causati dai fondi pensione - 39 miliardi di dollari solo per GM - e la gestione finanziaria allegra che ha visto - sempre nel caso di GM - investire nel solo 2008 ben 40 miliardi di dollari in asset immobiliari che ora valgono la metà. Aggiungiamo che i 25 miliardi di dollari promessi dal congresso sono per lo sviluppo di nuovi modelli a basso impatto ambientale e non per la gestione corrente, come invece chiedono le tre grandi. Solo GM necessita di una liquidità corrente mensile di 11 miliardi di dollari, si capisce che servirebbero a poco 25 o 50 miliardi per salvare le tre moribonde in assenza di tre seri piani industriali che nessuno per il momento sembra avere presentato. Hanno ragione i repubblicani quando affermano che l’aiuto all’auto scatenerebbe la corsa al congresso di tutto il comparto industriale, a cominciare dalle aziende attive nell’indotto. Saluti.

    Massimiliano Falcucci

  • Profilo di Luigi

    Luigi

    22 nov 2008 - 11:47 - #74
    0 punti
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    Io farei così:
    1- Fa impresa solo chi ha i soldi per farla. Non è possibile che un imprenditore chieda soldi alle banche. I prestiti ai privati non possono venire deviati alle imprese.
    2- Non puoi fare debiti per acquistare una società e poi riversarli sulla società mentre tu invece ne trai benefici di natura non solo economica. Il percorso del debito deve andare verso l’alto, non verso il basso.
    3- Incentiverei gli investimenti stranieri. Ci sono aziende nazionali che rischiano di crollare? Eppure la congiuntura internazionale non colpisce tutti allo stesso modo. Facciamo tornare i soldi volatilizzati negli emerging markets attirando le maggiori imprese di laggiù.
    4- Separiamo l’economia reale dalla finanza, che è materia autoreferenziale e non capace di beneficiare primariamente l’interesse pubblico.
    5- Almeno in Italia, non mettiamoci a blaterare di Grandi Opere. Facciamone una sola, per esempio l’autostrada Livorno Civitavecchia, lavorando con 4 turni di 6 ore 24 ore al giorno. E di corsa.

  • Ypkho

    22 nov 2008 - 12:17 - #75
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    che il mercato faccia il suo corso…

  • Profilo di davidecross

    davidecross

    22 nov 2008 - 13:15 - #76
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    anche se stanno falendo pero ci scommetto che hai piani alti nessuno si è decurtato stipendi milirdari e vive senza problemi nel lusso,tanto ha gia da parte un bel gruzzolo per il resto della vita.
    AIUTATELI….cosi potranno ritornare come prima e sbagliare ancora…tanto poi se falliscono li si aiuta.

  • Profilo di DUCATIS4rsISTA

    DUCATIS4rsISTA

    22 nov 2008 - 13:24 - #77
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    tutto quello che volete…..avranno anche sbagliato(anzi sicuramente hanno sbagliato) i menager e chi sta sul gradino più alto…….ma qui si parla di 5,5 MILIONI di disoccupati.

    Poi non facciamo tanto i bacchettoni……mamma FIAT per le pisciate che ha combinato negli anni passati è stata aiutata più di una volta.Questo non ce lo dimentichiamo please.

  • uz

    22 nov 2008 - 15:13 - #78
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    meglio se falliscono…cosi’ gli usa dovranno importare i marchi europei…e la fiat volerà con il downsizing!!!!

  • setaf

    22 nov 2008 - 16:01 - #79
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    Il discorso o tutti o nessuno andrebbe preso proprio alla lettera….optando imho al nessuno….chi sbaglia paga. Come si poteva pensare di poter andare avanti di questi passi spt in America ?!?!?! Sono anni che il mercato delle auto va alla grande….e va con soldi FINANZIATI….il 90% delle auto vendute in questi anni nn e’ di proprieta’ di chi le ha acquistate !!! vi rendete conto ?!?!? a loro volta le case automobilistiche sono indebitate……..quindi i loro “guadagni” tanto guadagni nn sono…..e tac….l’unica soluzione se i bigboss nn vogliono cambiare sistema e’ di vendere auto ai CANI e ai GATTI…ma anche quelli poi finiscono

  • Profilo di Medeaeurope

    Medeaeurope

    22 nov 2008 - 16:25 - #80
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    @DUCATIS4rsISTA
    E secondo te cosa bisognerebbe fare????????????????????
    incentivare la GM con aiuti dei contribuenti e cosi incentiviamo i comportamenti e le politiche di GM…e la meritocrazia??va a farsi benedire???oppure pensi che un azienda solamente perchè è grande debba diventare un istituzione e quindi bisogna salvarla sempre e comunque???

  • Profilo di alenemesis

    alenemesis

    22 nov 2008 - 17:35 - #81
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    non mi ricordo bene il motto dei liberisti americani..”affama la bestia”? o qualcosa del genere, dove la bestia è lo Stato, ovviamente!Ora di corsa a chiedere alla “bestia”soldi per fare non si sa che cosa..coprire qualche debito e tirare avanti tre mesi..mah!

  • Profilo di Matt McRae

    Matt McRae

    22 nov 2008 - 17:56 - #82
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    Cm la penso io può essere riassunto con il commento n° 10 … . Aggiungo solo, ancora una volta, che ci andrebbero a rimettere sempre i più piccoli e indefesi cittadini lavoratori… . Va sempre così… . Darei l’aiuto solo per nn avere sulla coscienza 2 milioni di famiglie ridotte alla fame, per il resto me ne fregherei della GM, schifosa multinazionale super-pompata che si meriterebbe questa fine, con la sua politica assurda portata avanti per anni, in pieno stile “spaccone-americano”… .

  • Profilo di bud

    bud

    22 nov 2008 - 18:26 - #83
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    Io penso che Fiat ne abbia combinate di grosse e sia stata sempre ingiustramente aiutata, nonostrante il “manager maglionato” dica di non averne di bisogno aspetta e come i soldi dal governo o dalla C.E.
    Rimango comunque dell’idea che le case automobilistiche non vadano aiutate, anzi forse ce di liberiamo di questi vecchi catafalchi succede qualcosa di nuovo che può veramente portare ad una rivoluzione del settore.
    Mi dispiace solo per i gli operai, spero trovino posto in qualche nuova struttura.

  • Profilo di Pierz94

    Pierz94

    23 nov 2008 - 11:58 - #84
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    @1
    Alla frutta ammuffita aggiungerei…

  • Profilo di Pierz94

    Pierz94

    23 nov 2008 - 11:59 - #85
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    e il bello che ci andiamo di mezzo anche noi…

  • Profilo di Matteogt3

    Matteogt3

    24 nov 2008 - 11:25 - #86
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    Si dovrebbero andare a prendere i manager che hanno destito negli ultimi 20 anni GM, i politici che non hanno fatto e detto nulla, lo Stato generale delle cose in america, sempre gasati e immortali…adesso tutti i nodi vengono al pettine…ora c’è da piangere e loro cosa fanno? Insultano e minacciano se non gli si danno i soldi!!!
    Ma roba da andare con un mitra e sparare a tutti in faccia.
    Ma c.a.z.z.o da anni rubano e sbaglaino e ora?
    Certo allo Stato costerà tra sussidi ecc.ecc., certo molta gente rimarrà a piedi…ma intanto, i boss GM hanno sempre villa, piscina, elicottero e milioni in banca….pagano sempre i dipendenti ed i piu’ deboli…purtroppo.

  • Profilo di Matteogt3

    Matteogt3

    24 nov 2008 - 11:27 - #87
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    #77 Fiat è una m.e.r.d.a infatti e adesso che va un po’ meglio dovrebbe ridarci i soldi!!! Io ho pagato -come tutti voi- con le mie tasse le auto Fiat, ma soprattutto gli elicotteri di Agnelli ecc.ecc.

  • Elanslh2

    24 nov 2008 - 15:16 - #88
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    In effetti questo spot clamoroso lo è, e quasi terroristico. Verissimo che le conseguenze del collasso dei Big-3 sarebbero disastrose soprattutto nel breve termine per gli USA e di rimbalzo anche per il resto del mondo, anche per gli effetti negativi psicologici, che spot come questo tendono ad alimentare. E’ pur sempre però uno spot pubblicitario, cioè di parte. Trascura di dire come i 25 mld $ verrebbero impiegati e per quanto tempo ritarderebbero il tracollo. Se il mercato non chiede più i loro prodotti, come potrebbero recuperarlo? Modelli nuovi non si lanciano da un mese all’altro. Inoltre le cifre riportate si riferiscono all’impatto sulla economia delle auto prodotte dai Big-3, ma non è che negli USA producano solo loro. Gli americani comprano meno auto per la crisi finanziaria, ma comunque ne comprano sempre un bel po’. Se un domani mancasse l’offerta di questi marchi, comunque la quota di domanda corrispondente andrebbe a riversarsi sugli altri. Il che vuol dire che altri marchi, europei o coreani che siano, incrementerebbero le loro produzioni in USA, magari rilevando parte di stabilimenti e dipendenti. Analogamente per tutto l’indotto. Quindi le conseguenze del “collapse” saranno senza dubbio gravi (e sicuramente drammatiche per i vertici dei Big-3), ma non così tragiche per il resto della nazione come si vuol far credere

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