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Oramai da qualche tempo vi parliamo dei progetti di fusione tra General Motors e Chrysler LLC, raccontandovi delle mire di GM sulla storica rivale e dei brevi tempi in cui dovrebbe consumarsi l’assorbimento del gruppo di Auburn Hills. Oggi però è arrivata una notizia che potrebbe rappresentare una brusca frenata per i negoziati: il rifiuto del governo Bush di appoggiare la manovra con un pacchetto di aiuti da 10 miliardi di dollari.
Questa notizia di fatto congela le trattative almeno fino a dopo le elezioni presidenziali del prossimo 4 novembre, ma c’è chi pensa che la fase di stallo possa durare molto più a lungo. Senza l’appoggio del governo, molti investitori privati hanno già fatto sapere che non esiteranno a ritirare il proprio avallo alla manovra, spalancando le porte all’altro pretendente, Renault-Nissan.
Tra gli analisti non c’è dubbio: una decisione simile, se dovesse essere confermata dall’amministrazione che uscirà dalle urne martedì prossimo, metterebbe il colosso franco-nipponico in una posizione di chiaro vantaggio rispetto a GM, ribaltando nei fatti la situazione attuale, che vede in Renault-Nissan una sorta di “piano B” rispetto a General Motors. Ma non tutto è deciso in questo appassionante match di Risiko finanziario.
Il candidato democratico Barack Obama, ha infatti lasciato intendere in più occasioni nel corso della sua campagna elettorale, che si impegnerà al fianco delle Big Three alla ricerca delle migliori soluzioni per fronteggiare la crisi dell’auto americana.
“Se dovessi essere eletto, la mia speranza è di mettermi quanto prima ad un tavolo con gli amministratori delle Big Three e con i rappresentanti dei sindacati per costruire una strategia tale da metterci in grado di competere con qualunque concorrente a livello globale” ha dichiarato Obama alla tv NBC.
Questo, non vuol dire automaticamente che il candidato democratico concederà il danaro pubblico a supporto dell’accordo, ma se non altro è un segno di interesse nei confronti di un settore storicamente fondamentale nell’industria americana. John McCain, il suo rivale repubblicano ha invece dichiarato apertamente che appoggia la decisione del governo uscente.
Via | LeftLane
Andrewtheboss
31 ott 2008 - 15:36 - #1E vorrei ben vedere…
Perché mai Bush dovrebbe domandare al popolo Americano (a proposito, su Report.rai guardate bene cosa hanno fatto gli Americani dal punto di vista finanziario) un altro salasso di 10 Mld di $ per una azienda CHE E’ PRIVATA?
Non bastano gli 850 Mld$ per “salvare” Fanny Mae, AIG ecc.
Bush, per una volta, ha fatto bene, tanto, fra 10 gg se ne va.
Vedremo cosa farà Hamilton… Ooopss, volevo dire Obama.
Ma avete notato che si somigliano un po?
zebù
31 ott 2008 - 15:42 - #2il governo appoggia le banche, mica i costruttori di automobili…c’era d’aspettarselo…
Michele G.
31 ott 2008 - 15:51 - #3si concordo. perchè non li mettono i colletti bianchi che negli ultimi 10 anni hanno “pensato” nei quartier generali di questi colossi. non capisco perchè esistono migliaia di individui che per anni hanno giocato con i soldi di tutti, facendo danni, e adesso se ne escono in sordina senza batter ciglio immacolati. tanto il generoso stato per evitare danni maggiori tappa i buchi. se il mio lavoro non và, mi portano via la casa. ma non lascio buchi da miliardi e tanto meno non lascio in strada migliaia di persone. ma è possibile che le responsabilità non sono mai di nessuno ma degli stati che devono parare il colpo con i soldi dei contribuenti salassati, che hanno già pagato abbondantemente per le scelte sbagliate di privati individui???
Alfonso
31 ott 2008 - 16:20 - #4PRESTITUCCIO DIREI….
cocis18
31 ott 2008 - 16:59 - #5l’obiettivo è di salvare solo le banche e gli speculatori..
Matt McRae
31 ott 2008 - 18:40 - #6#5 Ancora una volta più che altro gli speculatori… . Che schifo… . -__-
pina_fantozzi
01 nov 2008 - 01:17 - #7Vai Renault !!!!!!!!!!!!
Ricz
01 nov 2008 - 13:14 - #8#2 Non è il governo che appoggia le banche, ma viceversa. Sono loro che comandano (vedi Fed)