Per la terza volta nel corso dell’anno la società di analisi JD Power ha ritoccato al ribasso le stime sulle vendite di auto private negli USA: nel 2008 il mercato a stelle e strisce arriverà “solo” a quota 14.200.000 veicoli immatricolati.
Il segno è chiaro e inequivocabile: le vendite di auto in America vanno peggio del previsto e gli analisti, anche i più credibili ed autorevoli, sono costretti ad abbassare il tiro ogni pochi mesi. Già a marzo infatti, la stessa JD Power aveva ritoccato la proiezione da 15.700.000 a 14.950.000 nuità. Per comprendere meglio lo spessore di questo tracollo, vi basti sapere che nel 2007 gli americani avevano comprato 16.200.000 auto. Due milioni di esemplari “bruciati” in 12 mesi. Se non è crisi questa…
Già, la crisi. Ma che origini ha questo stato di cose? I problemi alla base della contrazione della domanda di auto vanno ricercati nelle permanenti difficoltà del credito e nei prezzi dei carburanti a livelli mai visti per gli americani. Chiosa degna per questo disastroso aggiornamento diramato da JD Power è la batosta rimediata dalle vendite alle flotte, che hanno visto un secco -21% rispetto al 2007.
Berserkher
25 lug 2008 - 17:04 - #1“I problemi alla base della contrazione della domanda di auto vanno ricercati nelle permanenti difficoltà del credito e nei prezzi dei carburanti”
si ma perchè nn dite anche che la macchina media americana è di gran lunga più grossa (sia di motore che di dimensioni) della macchina media europea? scommetto che se il mercato americano avesse a disposizione vetture meno ingombranti e più piccole nn ci sarebbe stato il tracollo di 2 mln di esemplari in meno….ma si sa loro devono fare gli sb0r0ni
fedeilgrande
25 lug 2008 - 17:08 - #2x me si abbasseranno ancora poi nel 2009 riprenderanno
dienori41
25 lug 2008 - 17:09 - #3Sono ammerigani che ce voi fa?!
flying Dutch
25 lug 2008 - 17:28 - #4Per il 2009 fare previsioni positive è decisamente azzardato, la bilancia dei pagamenti è decisamenti pendente verso il basso per gli USA, il mercato del credito non ha ancora assorbito la crisi dei “Sub-prime”, la guerra in IRAK è destinata a dragare risorse verso quel teatro invece che creare investimenti nel paese, il petrolio è destinato a salire e, entro la fine dell’anno, si arriverà a circa 200 dollari (qualcuno azzarda 250..); io vorrei capire come e dove si possono trovare motivi per non capire che siamo in un periodo molto duro… e ci rimarremo per molto purtroppo. Anche se la soluzione c’è e adesso è a Parigi e stasera sarà a Londra…però ci vorrà tanto tempo, nel 2009 forse inizieremo a muoverci per risolvere la crisi. Ciao FD
il pecora
25 lug 2008 - 17:31 - #5..spero non invadino ancora un altro paese giusto per rimediare..
gegio
25 lug 2008 - 17:42 - #6oh ma che ce frega de sta roba!!
Vanni
25 lug 2008 - 18:56 - #7bisogna aspettare almeno 2 anni, che la crisi dei mutui subprime rientri, dopodichè il prezzo del barile di petrolio tornerà a livelli decenti, e gli americani torneranno a spendere e comprare auto nuove…
insubre
25 lug 2008 - 21:30 - #8Vorrei far notare agli ottimisti che abbiamo raggiunto il picco della produzione di petrolio nel 2006, ora di anno in anno produciamo sempre meno petrolio. Il destino inevitabile è che il prezzo aumenterà, finchè i paesi poveri rimarranno completamente a secco e si avrà una stabilizzazione della domanda.
Hazzard
01 ago 2008 - 10:06 - #9Il crollo delle flotte aziendali è superiore al calo generale, significa che in proporzione il privato continua ad acquistare l’auto. Consideriamo anche che gli USA sono la nazione con il maggior rapporto fra auto e cittadini e che la produzione è interna e concorrenziale. Preoccupiamoci di noi che facciamo dati in postivo solo se ci sono incentivi fiscali (a scapito di tutti) e facciamo automobiline nel terzo mondo e ci sguaiamo per comprarle.