Fioravanti Hidra: l'auto senza tergicristalli raccontata nell'intervista a Repubblica

fioravanti hidra

Chi c'è dietro la prima auto senza tergicristalli? Leonardo Fioravanti, vulcanico ingegnere che per venti anni, dal 1964 al 1984, ha disegnato le Ferrari più belle per conto di Pininfarina (sue, fra le tante, la Daytona, la Dino GT e la 308) e che nel 1987 ha fondato la società che ha preso il suo nome. "Io -spiega l'ingegnere- ho tre manie per l'auto: i fari, i tergicristalli e i tetti. Solo su questi tre elementi abbiamo fatto qualcosa come 35 brevetti".

-Da dove avete cominciato?

"Da lontano, ero ancora alla Pininfarina, e lì brevettammo il tergicristallo della Ferrari BB, che aveva una piccola spazzola aggiuntiva per coprire un angolo morto."

-Poi?

"Poi non ci siamo più fermati. Siamo andati avanti con l'acqua riscaldata per i getti lavavetri, una soluzione semplice e geniale, al punto che mi sembra folle il fatto che oggi non sia di serie su tutte le auto. E come Fioravanti invece inventammo il tergicristallo laterale per il primo crossover. Era inglobato nel montante centrale e offriva prestazioni notevoli: il vetro era sempre pulitissimo"

-E siamo arrivati all'abolizione del tergicristallo.

"Esatto: un lavoro complesso perché abbiamo preso in considerazione le tre diverse tipologie di funzionamento: quando un veicolo è fermo, quando si muove piano e quando va forte. L'idea di base è quella di non sprecare l'energia che produce a livello molecolare l'auto con lo spostamento d'aria: le nanotecnologie sono il futuro. Da qualche anno i nanotecnologi hanno messo a punto sistemi per agire sulle molecole semplicemente applicando criteri di meccanica. Sembra la Vispa Teresa. Però è vero."

-Ci spieghi come funziona.

"Il parabrezza in pratica è ricoperto di quattro film sottilissimi, che sono in realtà delle reti intrecciate. Il più esterno, idrorepellente, è già usato in architettura. E poi ci sono le nanopolveri che puliscono davvero il vetro. Quando si tratta solo di acqua è facile. Ma quando c'è solo lo sporco? Questo è il punto: qui interviene lo strato delle nanopolveri, costituite di particelle di forma sferica. Sono loro che creano l'azione meccanica di pulizia."

-Il terzo e il quarto film di copertura?

"Il terzo è composto da sensori che sentono quando il vetro si bagna, ma qui il principio è diverso: tutto il vetro è pieno di sensori, per cui si può pulire solo la parte di vetro che serve. E poi c'è la corrente, infinitesimale, ma che serve per far funzionare il tutto."

-E se l'auto è ferma?

"C'è un sistema che spruzza acqua e aria per pulire il vetro prima di partire. Se serve, l'acqua può essere anche calda, in modo da sciogliere il ghiaccio."

-Una meraviglia, ma quando potremmo vederla su un'auto di serie?

"Da tre a cinque anni, ma molto dipende da chi svilupperà il sistema. Tenga presente che questa è una ricerca che abbiamo fatto con le nostre forze, ma lo sviluppo finale richiede una potenza economica notevole."

Via | Repubblica

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