Motor Trend intervista Ian Robertson


Davvero interessante l'intervista che gli americani di MotorTrend hanno raccolto da Ian Robertson, capo del marchio Rolls-Royce: si è parlato di tutto, dalle novità, ai piani di sviluppo, fino alle curiosità più leggere.

Domenica a mezzanotte sarà tolto l'embargo sulla coupè chiamata provvisoriamente RR3, terzo modello della casa, del quale appunto fra due giorni saranno rivelati alcuni dettagli. La RR3 andrà ad affiancare Phantom e Drophead Coupè nel listino dell'aristocratica Casa britannica, e sarà seguita dalla ben più importante -in termini di vendite- RR4, la cosiddetta baby-Rolls: presentazione il prossimo anno e commercializzazione a partire dal 2010.

La produzione dell'auto renderà necessario un grosso ampliamento della fabbrica di Goodwood, dove nascono attualmente i due modelli correnti. Per la "piccola" verrà realizzata una linea di montaggio dedicata dalla quale dovrebbero uscire circa 1000 esemplari all'anno. Numeri impensabili fino a qualche anno fa per Rolls, che solo nel 2003 produceva appena 300 pezzi. Lo scorso anno ne ha realizzati 1010 (record storico) e grazie alla nuova RR4 conta di raddoppiare i volumi.

Come abbiamo già scritto, il prezzo sarà sensibilmente inferiore alla regale Phantom: MotorTrend parla di cifre tra i 170 ed i 190.000 euro per il mercato americano, quindi qualcosa in più da noi in Europa. L'auto, negli auspici della casa, dovrà attirare coloro che guidano attualmente una Bentley Flying Spur o una Mercedes Classe S, e che vogliono salire un gradino in termini di esclusività.

Robertson poi ha rivelato qualche curiosità gustosa, che stuzzica sempre chi ama il mondo dell'auto: sapete quali sono i mercati più grandi per la casa? Al primo posto, ci sono saldamente gli USA, dove sono state vendute oltre 400 delle 1010 Rolls consegnate nel 2007. Seguono Gran Bretagna (130), Cina (110), Emirati Arabi, e Giappone.

Grandi le differenze tra questi stati, nell'approccio che hanno i facoltosi clienti con le loro supercar: il 90% degli americani guida in prima persona e non ama lasciarsi trasportare dalla chaffeur, mentre in Cina e nel Medio Oriente accade l'esatto contrario. Stesso discorso per i tempi di attesa: se gli americani sono impazienti, i cinesi e i mediorientali sono addirittura contenti delle liste d'attesa bibliche, tanto più che spesso decidono di personalizzare ulteriormente i loro acquisti, pur dovendo mettere in conto altri lunghi mesi. Evidentemente ciò non importa più di tanto a questi nuovi ricchi, che vogliono auto del tutto uniche: spesso, inoltre i clienti dei paesi non occidentali si recano a Goodwood per vedere "crescere" le loro piccole in prima persona. Beati loro.

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