Fifth Gear prova la Maserati Granturismo

"La più bella e sensuale auto che potete comprare oggi". Così inizia la prova della Maserati Granturismo, e noi, tutto sommato, siamo d'accordo.

La GT di Modena si è fatta notare per il comfort, il silenzio e lo spazio a bordo, ma anche per qualche difettuccio. Ad esempio: sul piano della guida, una BMW M3 o una C63 AMG offrono maggior potenza, minore peso (vero neo della Maserati) e di conseguenza prestazioni più elevate ad un prezzo sensibilmente più basso.

D'accordo, si tratta pur sempre di una Granturismo, ma l'equilibrio tra piacere di guida e souplesse forse, pende un po' troppo in favore di quest'ultimo. In fondo c'è sempre un Tridente sulla carrozzeria, e ci si aspetterebbe un pizzico di brio in più da quella che invece sembra una cruiser, molto potente, ma poco pronta, poco soddisfacente in termini di emozioni. Insomma, una Quattroporte senza due porte, in pratica. Ma se volete più pepe, il rimedio c'è.



E sta nel tasto "sport": al contrario di molti altri casi, in cui il bottone si trova sulla console quasi per ornamento, qui trova una vera ragion d'essere. Sterzo, sospensioni, acceleratore, tutto cambia, rendendo la Granturismo molto più appagante nella guida impegnata, spostando di parecchio i limiti dinamici.

Rimangono due problemi: il peso eccessivo e la scarsa elasticità del 4.2 V8, unità non al top della categoria, se messa al confronto con altre concorrenti. Ma aspettiamo presto una nuova motorizzazione, forse il 4.7 della 8C Competizione, che al momento dovrebbe essere al collaudo su alcuni prototipi, se le nostre ipotesi sono esatte.

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