Sono passate poco meno di 24 ore dalla presentazione della Tata Nano, “l’auto del popolo” che ha subito suscitato l’interesse per le promesse sui costi di gestione bassi, ma sopratutto per il prezzo 1700 euro.
Il prezzo riferito al mercato Indiano è tanto basso da far sorgere qualche dubbio. Come avranno fatto? Alla Tata parlavano di una progettazione attenta, sulla linea del ciò che non c’è non costa. Inoltre la Nano dovrebbe vantare una semplicità di assemblaggio tale da ridurre tempi e costi dell’operazione.
Queste parole hanno fatto infuriare gli operai che hanno bruciato in piazza una sagoma della piccola vettura. Secondo loro, i prezzi della Nano sono bassi solo perché le loro paghe sono bassissime. Hanno dichiarato: “La costruiamo col nostro sangue, senza nessuna garanzia di sicurezza e con salari da fame - spiegano i protestanti - la macchina costa poco non perché i progettisti sono dei geni ma perché non pagano gli operai”.
Un brutto colpo in termini di immagine per la Tata, che è nota in India come un azienda che si prende grandissima cura dei propri dipendenti.
Via | Repubblica
Onelike147
12 gen 2008 - 15:53 - #1Non si può volere tutto… accontentare gli operai e chi compra la macchina…
Christian_
12 gen 2008 - 15:55 - #2ecco perchè costa veramente pochissimo quell’auto… certo far pensare ke prima ratan tata sia un benefattore, ke gli ingenieri ke l’hanno ideata sono stati dei maghi per produrla e poi vedere la propria immagine ridotta ad uno schifo (giustamente se pagano pochissimo gli operai) vuol dire ke l’inghippo dietro c’era
101931
12 gen 2008 - 15:56 - #3ah ah, a leggere questo articolo mi viene da ridere, in modo amaro, ma viene da ridere, sembra una battuta lo slogan degli operai
GTI 30 Edition
12 gen 2008 - 15:57 - #4E’ chiaro che in un paese in rapida espansione come l’India ci si debba adeguare di pari passo con i salari e i diritti per i lavoratori !!! Il loro non è progresso vero, perchè il benessere resta appannaggio di pochi..
Victor Mancini
12 gen 2008 - 15:59 - #5mi spiegate perchè la stessa cosa non succede in cina? forza india, e buon lavoro
Amico
12 gen 2008 - 16:03 - #6#10 perchè in cina non hanno una piazza…
Amico
12 gen 2008 - 16:06 - #7era impessabile riuscire a creare un’auto a 1700 euro!!
ci pensate 1700 euro!! era normale che ci fosse qualcosa sotto……
thesis
12 gen 2008 - 16:07 - #8#10 giusto victor, ma al mentalità cinese è diversa, per loro è normale che vengano sfruttati, deriva da anni, secoli di imperialismo
dpelligra
12 gen 2008 - 16:14 - #9ragazzi quella che stanno bruciando di cartone nella foto e più bella, e resistente di quella REALE.. ne sono sicuro! :-)
tony-s
12 gen 2008 - 16:14 - #10Tutto frutto di sfruttamento…Ma è cosi che gira il mondo
near
12 gen 2008 - 16:16 - #11Si sapeva….
Flying Fenders
12 gen 2008 - 16:19 - #12Hai perfettamente ragione Thesis, però ho amici che lavorano lì in Cina, e ti assicuro che anche lì sta cominciando a montare nei lavoratori la voglia di maggior rispetto, tutela e di stipendi degni…è un processo più lento, ma che porterà l’economia cinese a una svolta epocale, perchè di fatto attaccherà la fonte principale dei suoi grandi profitti.
Alfonso
12 gen 2008 - 16:20 - #13in cina se ti ribelli ti menano a sangue, ti licenziano perchè sannop che ci sono miliardi di persone che attendono un lavoro….
in effetti 1700 euro sono troppo pochi, ma non so chi abbia ragione dato che tata è l’unica a tenere la loro parte…
secondo me se fosse costata 5000 euro non ci sarebbero state rivolte….
albeildwarf
12 gen 2008 - 16:20 - #14non occorreva una rivolta per capire che il prezzo bassissimo era frutto di sfruttamento..con quello che li avranno pagati, gli operai addetti alla sua costruzione di certo una Tata Nano non se la possono nemmeno permettere!!!!
thesis
12 gen 2008 - 16:21 - #15#18 #19 speriamo che la globalizzazione porta a cose positive
Lellolo
12 gen 2008 - 16:25 - #16più che altro una macchina a 1700 euro è impensabile.. al primo dosso si smonta tutta, per non parlare di quanto possa proteggere in caso di incidente…della serie che l’airbag è fatto con un palloncino.. (sempre che ci sia l’airbag..)
famone nantra
12 gen 2008 - 16:30 - #17@thesis 21: bella questa mè piaciuta
thesis
12 gen 2008 - 16:30 - #18#21 con globalizzazione intendo l’arrivo in paesi di mentalità chiusa o dove sussistono regimi opprimenti, tutte quelle cose positive che ci sono nelle altre civiltà, come la rivolta contro lo sfruttamento della classe operaia che c’è stata nel corso dell’800 e 900
silverrocket
12 gen 2008 - 16:32 - #1924:a rivolta contro lo sfruttamento della classe operaia che c’è stata nel corso dell’800 e 900
vuoi il comunismo o la globalizzazione?
famone nantra
12 gen 2008 - 16:32 - #20@24: magari allora parli di internazionalismo, no di globalizzazione
CICLPes
12 gen 2008 - 16:32 - #21è incredibile, oggi le auto o costano davvero troppo o davvero troppo poco. una via di mezzo che metta d’accordo un po’ tutti non sarebbe possibile?
thesis
12 gen 2008 - 16:32 - #22#26 esatto, forse il termine che ho usato non era tanto adatto
MORALISTA
12 gen 2008 - 16:34 - #23A-SE TATA HA SUCCESSO E’ GIUSTO CHE ANCHE I LAVORATORI ABBIANO SALARI PIU’ IDONEI
B-@2…SOLO UN INCOSCIENTE PUO’ PARLARE DI DURATA DI UNA SCATOLETTA DA 1700 EURO…DURASSE ANCHE SOLO 2 ANNI SAREBBE GIA’ OTTIMO…E CMQ AVRA’ UN CICLO DI VITA PIU’ SOSTANZIOSO SU QST NN C’E’ DUBBIO
MORALISTA
12 gen 2008 - 16:36 - #24vorrei sapere se certi commenti sn frutto del cervello o del cocaetilene della sera prima
Luca555
12 gen 2008 - 16:36 - #25Strano che qualcuno non abbia ancora bruciato in piazza scarpe palloni magliette NI.E…
forse xchè son bambini e quindi piu’ timidi…
monazza
12 gen 2008 - 16:37 - #26Va be grazie tante in qualch modo devono risparmiare cioè stiamo parlando di un’ auto da 1700 euro cioè lo stesso prezzo di una bella bici e meno del più economico dei motorini in Italia
silverrocket
12 gen 2008 - 16:38 - #2730: sera? quale sera?
Kimmi
12 gen 2008 - 16:38 - #28E allora no. Non ci sto, se ci deveno rimettere delle persone, sanno dove mettersela la Nano…
Bozen182
12 gen 2008 - 16:38 - #29Ma a tutti quelli che dicono che non dovrebbero sfruttare così i lavoratori:
MA SAREBBE MEGLIO ALLORA NON PRODURLA E NON DARGLI NULLA PERCHE’ DISOCCUPATI??
Nessuno li costringe a lavorare alla Tata, che si cerchino un altro posto di lavoro. Si parla di NUOVE catene di montaggio(dati i previsti numeri di vendita mai raggiunti da Tata), con NUOVI lavoratori a cui vengono proposti contratti con quel salario. Se non vuoi non accetti! Non sono gli unici sottopagati, soprattutto nei paesi del terzo mondo. Le cose si fanno per gradi, quando, anche grazie alla Nano l’india sarà più ricca e più gente potrà permettersi auto più costose i salari aumenteranno. Io se fossi il sig. Tata direi: bene, non vi vanno bene sti salari? Io chiudo tutto mi prendo i mei soldi e vado negli USA. Ciao ciao, buone proteste.
Kimmi
12 gen 2008 - 16:39 - #30@monazza: il Peugeot Ludix costa 999€. Fatto sta che per un’auto anche solo 3.000€ sono pochissimi.
Bozen182
12 gen 2008 - 16:41 - #31Come se ppoi fosse un problema della Nano, quelli che costruiscono già la Indica hanno mai protestato? Prenderano gli stessi salari… Solo che questa è effettivamente una grande idea commerciale (vedi proteste dei polacchi per la 500) e allora tutti vogliono più soldi usando la loro forza ricattatoria. Io ve l’ho già detto, stimo molto certi imprenditori, ma io col cavolo, altro che problemi con i demagoghi: non vi do una cippa e me ne vado alle Hawaii.
famone nantra
12 gen 2008 - 16:41 - #32@35 : e già, pensa se il anche il tuo datore di lavoro facesse cosi
Luca555
12 gen 2008 - 16:42 - #33@Bozen
i lavoratori son scesi in piazza DOPO la presa per il cu.o degli ingegneri che si arrogvano tutto il merito (attribuivano il basso costo esclusivamente ai loro meriti progettuali)…
…è questo che ha fatto scattare la molla…
abarth
12 gen 2008 - 16:43 - #34Finalmente anche in quei paesi gli operai inziano a lamentarsi un po….era ora!Cosi la smetteranno di portare la produzione in asia!!
Bozen182
12 gen 2008 - 16:47 - #35@38
Cercherei un altro posto di lavoro. Ma non perchè sono figo, tu cosa faresti? Ti sei mai legato in una piazza?
@39
No, perchè vogliono più soldi. Pensate davvero prendano meno di quelli che costruiscono la Indica? Rispondete. Chiaramente per ogni mansione avranno un contratto con le stesse caratteristiche. Dunque se non cambia il costo dei salari (bassi relativamente a noi ma va?! ma sicuramente nella media se non superiori a simili mansioni indiane) ma dell’auto diminuisce così drasticamente il merito è effettivamente dei progettisti.
il tautologo
12 gen 2008 - 16:48 - #36La fiat verrà comprata dalla Tata entro 2 anni
JORDANLELE
12 gen 2008 - 16:48 - #37Credo che questa volta abbiano ragione i lavoratori indiani!
a.nd.re.a (verissimo)
12 gen 2008 - 16:49 - #38quoto il tautologo. anche l’alfa verrà comprata dalla tata e poi io al motorsciò ho provato la 8C
bimmer
12 gen 2008 - 16:49 - #39“Io se fossi il sig. Tata direi: bene, non vi vanno bene sti salari? Io chiudo tutto mi prendo i mei soldi e vado negli USA. Ciao ciao, buone proteste.”
perchè negli USA???
guidojap
12 gen 2008 - 16:50 - #40e noi cosa aspettiamo a scendere in piazza???vogliamo farcelo mettere in quel posto ancora per tanto???io proporrei di bruciare una certa zona di Roma……
i lavoratori indiani
12 gen 2008 - 16:51 - #41avete equivocato, noi non stavamo protestando contro i salari troppo bassi, ma come vedete nella foto stavamo semplicemente dando fuoco ad’una sagoma della fiat multipla. come al solito non avete capito un karma!
SPMT
12 gen 2008 - 16:52 - #42Non conoscono la SA 8000, evidentemente…
SPMTXR
12 gen 2008 - 16:54 - #43La sigla SA 8000 (tecnicamente SA8000:2001; SA sta per Social Accountability) identifica uno standard internazionale di certificazione redatto dal CEPAA (Council of Economical Priorities Accreditation Agency) e volto a certificare alcuni aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d’impresa (CSR - corporate social responsibility, in inglese). Questi sono:
il rispetto dei diritti umani,
il rispetto dei diritti dei lavoratori,
la tutela contro lo sfruttamento dei minori,
le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro.
La norma internazionale ha quindi lo scopo di migliorare le condizioni lavorative a livello mondiale e soprattutto permette di definire uno standard verificabile da Enti di Certificazione.
La norma nasce come aggregazione formata dai principi stabiliti da altri documenti internazionali quali:
Convenzioni ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro);
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia;
Convenzione delle Nazioni Unite per eliminare tutte le forme di discriminazione contro le donne.
La norma SA8000, rispetto alle tipiche normative ISO con le quali ha in comune la struttura formale, è un riferimento che per sua natura coinvolge tutta l’Azienda. Il suo impatto e la profondità alla quale si spinge, rispetto altre norme “formali”, richiede attenzione e partecipazione da parte della Direzione, del top management, dei Dipendenti, dei Fornitori, dei Fornitori dei fornitori (subfornitori) e non ultimi, i Clienti.
A titolo esemplificativo, la norma viene verificata con interviste casuali direttamente nei confronti di dipendenti, ad esempio per svelare casi di “mobbing” impossibili da dimostrare mantenendo la verifica a livelli manageriali. Altro esempio può essere l’applicazione nei confronti di subfornitori, tipicamente nel caso di utilizzo di lavoratori irregolari o mal retribuiti normalmente non sono mai direttamente a contatto con l’Azienda certificata (un caso eclatante è stato quello dei “palloni della Nike”).
Tipicamente, la formalizzazione dell’impegno sulla SA8000 può essere espresso in vari modi. Molte aziende, in Italia, hanno adottato questa certificazione, infatti l’Italia è il primo paese al mondo per numero di imprese certificate. L’elenco mondiale delle imprese con SA8000 è reperibile sul sito della SAI ([1]). In Italia sono diversi gli organismi accreditati per la certificazione SA8000: BVQI ([2]), DNV, CISE ([3], Azienda Speciale della Camera di Commerico di Forlì), RINA, SGS, TUV [4].
Bozen182
12 gen 2008 - 16:54 - #44Belli belli, io quando studiavo facevo il barista nei week-end per 100 mila lire a notte quando vivo in un paese dove con quei soldi non ci azzeccavo una cippa. Eppure avevo probabilmente competenze superiori a quelle degli operai Tata. Cosa dovevo fare mentre gli altri attorno a me magari si compravano l’auto nuova?
Ora però io sono laureato, ho una casa di proprietà e a chi a cominciato a lavorare a 16 anni gli dico mi dispiace.
Cosa credete abbiano fatto i nostri genitori prima del boom-economico? Lavoravano, svegliaaaa. (poi qualcuno protestava a faceva gli attentati poco più tardi) solo che sono in questi momenti difficili che si vede se un paese si salva ed acquista ricchezza (e poi come conseguenza forza e diritti) oppure manda all’aria ogni buona idea perchè al mondo ci sono i poveri. Solo che forse al giorno d’oggi si pensa che sia un diritto essere ricchi perchè qualcuno ci nasce. L’avete scoperto oggi che esistono i paesi svantaggiati? Probabilmente se lo chiedete a un Africano vi dice: magari quei salari, magari ce l’avessimo noi la Tata, almeno non muoio di fame! (e non sto scherzando purtroppo)
Bozen182
12 gen 2008 - 16:57 - #45@Bimmer
Perchè a quel punto non so in India quanto sarebbe garantita la mia sicurezza personale e ho detto gli USA tanto per fare un esempio
il bravo blogger
12 gen 2008 - 16:58 - #46Questa storia della Tata mi fa ricordare una vecchia storia. La storia parla di un gruppo di bacherozzi d’acqua. Una specie di lombricozzi che se ne stà sul fondo dei fiumi aggrappati ai fili d’erba tutto il giorno a filtrare l’acqua da cui prendono il cibo che la corrente gli porta. Ogni bacherozzo stà aggrappato con tutte le sue forze al suo filo d’erba perchè la corrente è molto forte e lui fa una fatica boia a stà li aggrappato ma d’altronde che altro potrebbe fare poero bacherozzo? Se non rimanesse li aggrappato la corrente lo porterebbe via lontano e chi sà che fine farebbe. Così tutti quei bacherozzi se ne stanno tutto il giorno li aggrappati a non far altro che mangià quello che la corrente gli porta e a lamentassi della corrente troppo forte e della vita grama da bacherozzo che vivono. Ora capitò che un giorno un bacherozzo un ce la facea più di quella vita grama e s’era rotto le bacopallette e forse perchè era pazzo o forse perchè era un pochino più intraprendente degli altri fatto stà che gli venne in mente un’idea e gli disse agli altri amici bacherozzi: “Ma secondo voi se mi lasciassi andare dal mio filo d’erba che mi succederebbe?”. E gli altri bacherozzi gli risposero tutti terrorizzati: “Nooo!!! Non lo fare è pericolosissimo! E’ già successo che qualcuno per sbaglio abbia perso la presa dal suo filo d’erba ed è stato portato via dalla corrente e non s’è più rivisto! Chissà che fine orribile hanno fatto poveracci! Non lo fare!” Ma il nostro bacherozzo come avrete già intuito o era matto o era un pò più sveglio degli altri, fatto stà che si lasciò andare. E subito la forte corrente lo avvolse, lo portò via e nessuno più lo rivide.
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La storia è finita.
Punto.
Così andò.
E che pensavate che le storie vanno sempre a finì bene?
Questa è la stroria.
E’ così.
Per lo meno è così come l’hanno vista i bacherozzi che se ne stanno li sul fondo di quel fiume aggrappati ai loro fili d’erba. Se andate da loro e gli chiedete di raccontarvi la storia del loro amico che un giorno ebbe il coraggio di lasciare il suo filo d’erba a cui era sempre stato aggrappato è questa la storia che vi racconteranno. Il loro amico è stato risucchiato via dalla corrente e non s’è più visto. Punto e addio.
Però ogni storia non ha mai solo un modo di essere raccontata. E siccome sono io che ve la sto raccontando e non i bacherozzi aggrappati li in fondo a quel fiume, io vi racconterò di quel giorno che ero seduto su quel masso sulla riva del fiume e guardavo quei bacherozzi sul fondo aggrappati ai fili d’erba. E vi racconterò che ne vidi uno staccarsi dal filo d’erba e essere portato via dalla corrente forte e sbatacchiare un pò qua un pò la sulle pietre del fondo e chiedeva aiuto, lo vedevo dalle bollicine che gli uscivano dalla bocca. Ma io rimasi li a guardarlo senza far nulla. Lo guardai li in difficoltà in balia della corrente. Lo guardai senza muovere un dito. Lo guardai e basta perchè sapevo che di li a qualche metro il fiune creava una grossa pozza di acqua placida, senza corrente. Ed infatti dopo qualche ammaccatura il bacherozzo si trovo nell’acqua calma della pozza. La forte corrente all’improvviso era cessata e lui era libero di muoversi a suo piacimento in tutta l’immensa pozza d’acqua. Non doveva più passare la sua vita aggrappato ad un filo d’erba accontentandosi di mangiare quello che gli portava la corrente e faticando per quel poco ma se ne poteva andare in giro per la pozza a suo piacimento andandosi a cercare il cibo che più gli garbava semza troppa fatica. E poi lo vidi anche trovare nuovi amici. Infatti di li a poco che fu nella pozza d’acqua fece conoscenza con gli altri bacherozzi che prima di lui per errore o per scelta avevano lasciato il filo d’erba a cui erano aggrappati.
Da quel giorno la vita del bacherozzo è molto migliorata e sta molto meglio. Lo sò perchè ogni tanto torno a quella pozza d’acqua e scambiare due chiacchiere con quel bacherozzolo e con il tempo siamo diventati amici perchè ci capiamo. La pensiamo allo stesso modo. C’è solo una cosa che ogni tanto rende triste il mio amico bacherozzolo. E’ che ogni tanto quando bighellonando a zonzo nella sua pozza d’acqua si trova a passare li nel punto dove sfocia la forte corrente che l’ha portato li, ripensa ai suo vecchi amici che se ne stanno ancora lassù aggrappati ai fili d’erba e non sanno che basterebbe aver un minimo di coraggio per lasciarsi andare e la loro vita migliorerebbe considerevolmente.
Questo lo rende triste e per questo, per far un favore al mio amico, io una volta risalli la corrente e provai a parlare con quei bacherozzi che se ne stavano ancora li attaccati ai fili d’erba. Provai a spiegargli come stavano le cose. A dirgli che si dovevano staccare da li e che più in la era meglio. Ma mi accorsi dopo breve che quei bacherozzi li non mi capivano. Non capivano un’acca di quello che dicevo. E se ne rimanevano li attaccati a combattere contro la corrente. Così dovetti tornare dal mio amico e spiegargli che i bacherozzi che se ne stanno ancora attaccati al filo d’erba e quelli che invece si son lasciati parlno due linque diverse e fra di loro non si capiscono più!
Luca555
12 gen 2008 - 17:08 - #47@Bravo blogger
la morale?
il fiume va disinfestato ?
mazza piu’ che un fiume con tutti quei bacherozzi (con le loro bacopallette) sembra na fogn.a!
:-)
Bozen182
12 gen 2008 - 17:11 - #48La morale che io vedo è che chi non rischia e si fa il c°°o almeno un pò può chiedere quanto vuole le sue misere sicurezze e tenersele, ma non capirà mai che sono altri e più rischiosi i metodi per arrivare al successo, anche se occorre staccarsi dalla massa. Ma perchè non ti iscrivi “bravo blogger”?
la zia di pepino
12 gen 2008 - 17:13 - #49La fiat è già di propietà della Tata che a sua volta è una sottomarca della Dacia, la quale è un’auto da discount. Morale? Le fiat dovrebbero costare meno di 1700 euro!
il bingo bongo
12 gen 2008 - 17:15 - #50mi sembra più che sacrosanto; è tipico degli imprenditori di quelle zone del mondo mettere su imperi commerciali oberando oltre misura i lavoratori, non che da noi non ci sia nessuno che non ci provi, ma almeno delle leggi che regolano (ancora non del tutto) ci sono …
In Cina è lo stesso, ma anche peggio; basta vedere quello che fanno i cinesi da noi…