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“Ho una paura: che questo gruppo dopo i buoni risultati ottenuti cominci a sedersi. Ho individuato qualche sintomo. Qua e là. Un malessere durato poco, ma che pure c’è stato. Ma a tutti dico, attenti: a chi si siede io gli tolgo la sedia di sotto.”
Queste sono le ultime parole dell’intervista che Sergio Marchionne ha rilasciato a La Repubblica. Abbiamo deciso di cominciare dal fondo perchè in questa frase si può forse individuare la ragione del rilancio che sta vivendo la Fiat negli ultimi tre anni. Un’operazione condotta all’insegna di poche semplici parole chiave, come flessibilità e miglioramento costante del prodotto.
Quando è arrivato in Fiat il manager italo-canadese ha trovato un’azienda che dragava aiuti statali da far paura, popolata di manager pronti a tagliare posti di lavoro alle prime difficoltà finanziarie e a darsi in pasto al primo acquirente interessato. Sono passati solamente tre anni, incredibile, se ci si ferma a riflettere per un momento, ma Fiat oggi ha una capitalizzazione azionaria maggiore di Ford o GM stessa. Cosa è cambiato a Torino?
Ecco cosa non c’era prima: lo spirito di competizione portato all’esasperazione, fino a perdere il sonno pur di raggiungere gli obiettivi programmati, pur di recuperare il terreno perduto dalla concorrenza in anni di gestioni scellerate.
Sergio Marchionne espone poi le varie tappe fondamentali della sua carriera in Fiat, a partire da quel giorno del giugno 2004 quando arrivando trovò un gigante gravemente malato: “Ho cercato di organizzare il caos. Ho visitato la baracca, i settori, le fabbriche. Ho scelto un gruppo di leader e ho cercato con loro di ribaltare gli obiettivi per il 2007. Allora non pensavo di poter arrivare al livello dei migliori concorrenti, mi sarei accontentato della metà classifica. Nessuno ci credeva, pensavano che avessi fumato qualcosa di strano. Oggi posso dire che non mi ha mai sfiorato la tentazione di rinunciare, piuttosto il pensiero che forse non avrei dovuto accettare. Ma era la Fiat, era un’istituzione del paese in cui sono cresciuto. Dovevamo risanare industrialmente l’azienda o l’azienda non ci sarebbe più stata. Non avevamo più giochetti da fare, dovevamo fare in modo che la gente tornasse a fidarsi di noi e a comprare le nostre macchine”.
Già perchè le Fiat di fine anni ‘90 e dei primi 2000 erano auto difficili, da produrre e da vendere. I tempi di produzione di un modello sono stati decurtati della metà: diciotto mesi, rispetto ai trentasei che ci volevano fino a tre anni fa, con un risparmio devastante di tempo e denaro, tutti reimpiegati con molto più profitto, ovvero realizzando auto che potessero piacere, attrarre, ed essere acquistate: “Abbiamo investito nel mestiere con una disciplina quasi calvinista, abbiamo restituito la dignità del lavoro alla gente degli stabilimenti che erano stati quasi abbandonati. Per un mese sono andato ogni domenica a Mirafiori: era come una casa dimenticata, i costumi da bagno sbattuti assieme agli scarponi da sci, i libri in terra, il cibo con la muffa nel frigorifero.”
C’è anche tempo per parlare della put con GM: Marchionne ricorda particolari sorprendenti, soprattutto delle fasi iniziali delle trattative, che vennero condotte come una guerra di trincea, in cui i due nemici asserragliati si scrutavano: “Loro indagavano su di me e io su di loro. Sapevamo gli uni dell’altro persino che cosa mangiavamo a pranzo e cena.” Tutti noi sappiamo poi come andò a finire, il 13 febbraio 2005, con l’accordo firmato a New York da cinque dirigenti Fiat al cospetto di un esercito di avvocati, advisors e analisti del gruppo americano: quasi un’operazione da commandos infiltrati.
Altre grane erano in vista dopo la soluzione del nodo GM, prima fra tutte la stretta letale delle banche divenute padrone dell’azienda in virtù del prestito da tre miliardi: Marchionne propose loro di acquistare pacchetti azionari Fiat come pagamento per il prestito, e dall’alto di un valore per azione che si è moltiplicato di oltre quattro volte, oggi può dire con la sicurezza di chi ha avuto ragione che “Oggi si può dire che chi ha deciso di tenere le azioni ha fatto un affare. Gli altri no.”
Infine la creazione della squadra che oggi è al comando del gruppo, formatasi a seguito di un taglio di teste, che neanche la rivoluzione francese. “I manager di oggi sono stati voluti per la loro capacità di accettare il cambiamento e la continua necessità di essere competitivi. Ogni giorno do loro i voti: oggi è otto, domani magari cinque. Oggi la Fiat è guidata da gente seria che sta allo stesso livello dei concorrenti. Siamo usciti dall’acqua che ci stava per affogare, ma dobbiamo conservare la paura di ricaderci. Dobbiamo temere l’acqua anche quando non c’è.”
Ecco che si torna dunque all’inizio, all’ “attenti” dettato dal manager in maglione che ha preso per i capelli una vecchia signora, salvandola da una fine certamente ingloriosa.
Victor Mancini
15 ott 2007 - 15:02 - #1 (nascondi)ECCO SERGIO, ALLORA FAI UNA CAPATINA DA ELLEMOTORS A MONZA…GRAZIE
ADEXXX88
15 ott 2007 - 15:03 - #2marchionne santo subito!
bimmer
15 ott 2007 - 15:04 - #3sarebbe bello se la mentalità di Marchionne si diffondesse anche in altri settori produttivi, pubblico compreso
DKK
15 ott 2007 - 15:05 - #4Concordo su tutto… il segreto sta proprio nel non abbassare mai la guardia.
thesis
15 ott 2007 - 15:07 - #5Marchionne è un vanto italiano che molte aziende a livello europeo e americano ci invidiano. Riesce a spronare tutti i suoi collaboratori e premia chi è capace e relega nelle retrovie chi non sa ottenere risultati.
Victor Mancini
15 ott 2007 - 15:07 - #6i concessionari, kazzo…guardate che coi concessionari non è cambiato un kazzo! son rimasti fermi agl’anni di piombo quelli…dai sergio, forza e coraggio
YuBa*27
15 ott 2007 - 15:07 - #7Ma facciamo una statua a quest’uomo!!!!!!!!!!!!
thesis
15 ott 2007 - 15:08 - #8Inoltre, a differenza di molti manager italiani, si circonda di gente capace, giovane e dai riflessi pronti, non ha paura di essere superato da un suo collaboratore
a1
15 ott 2007 - 15:08 - #9grande Sergio, la Lancia ora tocca alla Lancia, regalaci sto Deltone, e cmq fino ad ora nn ha sbagliato un colpo, se poi porta la mb a cassino centrerà l’ennesimo colpo ed oltre a questo salirebbe anche l’immagine del gruppo stesso, vai Sergio!!!!!!!!!!!!!!!
senna
15 ott 2007 - 15:09 - #10questo signore e signori e un grand uomo
147ista
15 ott 2007 - 15:09 - #11Un grande quest’ Uomo….
debby
15 ott 2007 - 15:10 - #12grand’uomo d’affari.
Webkiller... S2R800
15 ott 2007 - 15:10 - #13Un manager con le PALLE!
Ora tocca mettere le mani agli altri marchi!
E soprattutto ai concessionari… Vera pecca del sistema!
Avercene 100 così, si risanerebbe il sistema italia!
thesis
15 ott 2007 - 15:10 - #14Marchionne presidente del consiglio e santo subito, se lo merita
Growler
15 ott 2007 - 15:11 - #15Magari vai anche in Alitalia….
thesis
15 ott 2007 - 15:12 - #16#16, per Alitalia serve un Santo vero, non uno che lo dovrà diventare.
Rasputin
15 ott 2007 - 15:12 - #17Grande sergio!!!
Bisognerebbe applicare anche in parlamento la tua strategia!!
Sergio Marchionne Presidente del Consiglio
Jesus
15 ott 2007 - 15:13 - #18Bravo Marchionne,in Italia il prodotto é “capito” ma attenti alla cosiddetta acqua che ora come ora sono Germania,Inghilterra e Francia.I futuri modelli se non vendono in europa decreteranno una nuova e decisiva occasione persa per il gruppo Fiat.
Auspico il ritorno di Alfa in America e Giappone a livelli delle tedesche entro il 2010.
ashkenazi
15 ott 2007 - 15:13 - #19Grande Sergio,
parole d’oro. Spirito eccezionale.
ma come faceva a sapere quello che c’era nei frigoriferi dei dipendenti?
KING-FRANCESCO
15 ott 2007 - 15:13 - #20ragazzi questo è un grande se la fiat oggi è tornata ad essere la FIAT lo deve a lui
Alexceli
15 ott 2007 - 15:15 - #21Voglio lavorare con lui!!!
ziopeppe
15 ott 2007 - 15:15 - #22Sono sempre più convinto che servirebbe un Marchionne capo del Governo.
renax
15 ott 2007 - 15:15 - #23 (nascondi)PARLARE MENO E MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLE AUTO.
MrTFM
15 ott 2007 - 15:16 - #24Beh, ha troncato i vecchi dirigenti, perchè avevano una mentalità perdente e si erano abituati ad esserlo…
Io dico che per far ritornare GRANDE la FIAT, ci voleva un GRANDE uomo così.
L’Avvocato sarebbe fiero di LUI.
a1
15 ott 2007 - 15:16 - #25nn c’è dubbio Marchionne ha portato una ventata di novità nel sistema Fiat, questa ventata di novità va estesa a tutto il vecchio e decrepito capitalismo italiano, o si rinnova o si muore.
Berry
15 ott 2007 - 15:18 - #26FORZA Sergio Marchionne!!Uno che le PALLE c’e’ l’ha davvero,non come tanti sindacalisti pronti a calarsi le braghe!!!Non solo ha salvato la fiat dagli sciaccalli,ma e’ riuscito a salvare migliaia di posti di lavoro!!FORZA FIAT!!FORZA MARCHIONNE!!!
Sergio e Luca,ricordatevi della LANCIA!!!Servono modelli veri,ma non per froxi e signorine!!!Gente che non beve e non si droga al volante,ma in strada ci sa andare per davvero!!
POLiSh
15 ott 2007 - 15:19 - #27beh ok fiat ma lancia e alfa??
Berry
15 ott 2007 - 15:21 - #28 (nascondi)Sarebbe interessante nell’ottica di un risparmio dei costi licenziare il responsabile marketing di Lancia!!!NON SERVE FARE PUBBLICITA’ PER I FROXI!!!
thesis
15 ott 2007 - 15:21 - #29Sergio è un grande uomo, con la sua filosofia di squadra è riuscito a creare un team di lavoro che tornerà utile alla fiat da oggi finoi a 10 anni. Inoltre ha risollevato marchi come Abarth e Alfa; ora toccherebbe a Lancia, deve fargli fare quel salto in termini di eleganza, ma soprattutto di sportività, rivogliamo una Lancia Delta vera
jack.o.matic
15 ott 2007 - 15:22 - #30 (nascondi)vai sergio ora se ti piace il dio quattrino è il momento di lasciare fiat e di approdare a una multinazionale vera, con stipendi veri… ora si vede se è una fava oppure no
Flavio
15 ott 2007 - 15:27 - #31 (nascondi)A torino non è cambiato nulla e tutto rimasto come tre anni fa anzi si va sempre più a peggiorare ci vivo io……
ashkenazi
15 ott 2007 - 15:28 - #32jack.o.matic,
1. Fiat è una multinazionale vera
2. Marchionne possiede una quantità di stock option del titolo fiat che valgono più di quanto io più i miei figli più i miei nipoti più i miei bisnipoti …….
HIDRO
15 ott 2007 - 15:29 - #33si ho visto l’intervista su repubblica ke dura ben 2 pagine
ora vado subito a leggerla!!
Karl Dönitz
15 ott 2007 - 15:30 - #34Finalmente un uomo in Italia che ha fatto propri i concetti weberiani espressi in l’etica protestante e lo spirito del capitalismo
Polmone Reale
15 ott 2007 - 15:30 - #35quoto renax:
è vero che Marchionne ha fatto un gran lavoro, ma la strada da percorrere è ancora lunga.
Sono riusciti a rivitalizzare il gruppo FIAT con alcuni modelli riusciti, e puntando molto sullo spirito nazionalistico.
Ora, però, occorre portare tecnologia e qualità al livello dei concorrenti.
Se adesso si mettono a dilapidare tutto, distribuendo utili a tutto spiano e limitando gli investimenti, Fiat rapidamente tornerà nel baratro.
Dall’intervista, mi sembra di capire che anche Marchionne lo abbia capito.
HIDRO
15 ott 2007 - 15:31 - #36GRANDE SERGIO!
ha fatto un mezzo miracolo
ADEXXX88
15 ott 2007 - 15:31 - #37grandi uomini come lui ci vorrebbero al parlamento e al governo!! allora si che l’Italia funzionerebbe davvero!
GentlemanDriver
15 ott 2007 - 15:31 - #38Uno dei migliori.
Semplice, non se la tira,non ha bisogno di mettersi in giacca e cravatta per fare il manager perche’ e’ uno dei migliori, ha trasformato la cacca in oro, cosa chiedergli di piu? La presidenza del consiglio a questo punto….
GentlemanDriver
15 ott 2007 - 15:35 - #39E per uomini cosi’ che ogni tanto riesco ancora ad essere fiero del mio paese.E per Dario Benuzzi….
GentlemanDriver
15 ott 2007 - 15:35 - #40E per uomini cosi’ che ogni tanto riesco ancora ad essere fiero del mio paese.E per Dario Benuzzi….
Flavio
15 ott 2007 - 15:36 - #41Comunque Mr.Marchionne è un grande!!
swerty92
15 ott 2007 - 15:38 - #42Marchionne, l’uomo giusto al momento giusto, il più serio affarista degli ultimi anni, riuscito in un’impresa come quella di salvare la fiat.
Uno come wagoneer non è riuscito a fare ciò con la GM!
a1
15 ott 2007 - 15:44 - #43Sergio ha fatto e deve far acquisire la sua mentalità a tutto il gruppo, inutile dire che difficilmente sbaglia, da quando è in Fiat ha centrato tutto, ha ffatto un gran numero di accordi cosa che prima in Fiat era fantascienza.
ashkenazi
15 ott 2007 - 15:44 - #44Bè dai Wagoner non sta facendo male, GM pare uscita dal baratro … Ma per Fiat è stato un periodo davvero difficile… i soldi bastavano a malapena a pagare gli stipendi… molti miei amici, italiani, mi prendevano in giro perchè comprai una Stilo, quando dicevo che lavoravo per il gruppo Fiat mi guardavano con compassione. Tutto questo spirito è stato spazzato via, ed è stato davvero un lavoro eccezionale
beccamorto
15 ott 2007 - 15:44 - #45non resta che attendere:
junior, delta, 149. e poi duetto, uno, nuova panda, 169, nuova idea e nuova musa, fulvia coupè, nuova gt, kamal.
la rinascita dell’abarth con gp e 500, ma anche con un modello tutto suo, un’acquisizione magari strategica per l’ingresso di alfa nel mercato americano…
marchionne, non ti annoierai di certo….
se tutto va bene tra tre anni non solo siamo fuori dalla crisi, ma finiamo nella top5 dei costruttori (ammesso di prendere mitsu o suzuki).
buon lavoro
AUDIATRE
15 ott 2007 - 15:44 - #46Veramente da imitare !!!
Miticoooooooooooooooooo
thesis
15 ott 2007 - 15:44 - #47Basti pensare che la Fiat nei primi anni del 2000 siglò un accordo con GM per poter sopravvivere, ma dopo qualche anno ebbe la forza di separarsi e adesso è la Fiat che potrebbe aiutare la GM
FOX
15 ott 2007 - 15:44 - #48Posso avere il tuo maglione Sergio? Anche sporco mi va bene…
Surfer
15 ott 2007 - 15:46 - #49Ho infinita stima di quest’uomo.
Senza parole,sono quasi commosso
thesis
15 ott 2007 - 15:46 - #50Inoltre è significativo vedere come molti operai della Fiat siano oggi orgogliosi di lavorare in Fiat, alcuni anni fa non era così.