21-12-2012: è la fine del mondo (automobilistico)?

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Quale giorno migliore per cominciare una nuova avventura sul misterioso e controverso pianeta del web, se non quello della fine del mondo programmata da tempo e ormai quasi scontata? Giusto in questi giorni un anno fa muovevo i primi timorosi passi con il mio blog "S Drive out" e non avrei mai immaginato di poter essere ospitato su un sito celebre e affermato come Autoblog malgrado i miei lunghi trascorsi di “automobilaro” sulla vecchia carta stampata. Il caso (?) però ha voluto che questo accadesse proprio ora e dovendo scegliere un giorno particolare per affrontare un pubblico così diverso dal mio, il fatidico 21 dicembre 2012 mi è sembrato davvero perfetto. Se, cosa e come finirà oggi fa parte della cronaca imminente, ma intanto, poiché ogni fine prelude a un nuovo inizio, per parte mia ringrazio di nuovo l’Arca di Autoblog per avermi fatto salire a bordo.

Così la fine del mondo è diventata inevitabilmente un inedito gioco scaramantico di Natale non ripetibile almeno fino alla prossima scadenza. La tentazione di approfittarne anche per rivelare i propri sogni proibiti o dire qualcosa di non politicamente corretto ha coinvolto quasi tutti come si può ben vedere su Facebook e tutti i Social Network che in teoria dovrebbero sopravvivere per definizione. Anche l’ad di Fiat Sergio Marchionne ha scelto il giorno della fatidica vigilia, ieri, per annunciare a Melfi e al suo amico Mario Monti grandi investimenti dopo averli a lungo negati e considerati inutili, 17 nuovi modelli di qui al 2016 e la piena occupazione per tutti i dipendenti Fiat. Ecco una prova che un mondo è finito davvero e da domani, come si dice, nulla sarà più come prima. Peccato solo che la Lancia non abbia fatto a tempo ad arrivarci e per lei sia stata la fine “tout court”.

Più disinvolta, invece, e pronta al giro di boa, la Mercedes, che sempre ieri ha scritto: "la nuova Classe A è la fine del mondo" e aspetta in queste ore l’evento a Courmayeur (noblesse oblige) festeggiando l’inizio della nuova era della Stella con la rivoluzionaria e inedita compatta insieme ai suoi primi 7.500 nuovi clienti italiani. Intanto gli italo-giapponesi di Toyota Italia cercano oggi a Firenze (Piazza Annigoni) di non sprecare l’ultima occasione della Auris Hybrid appena presentata, meno bruttina di quanto fosse all’origine e fiduciosa nel suo futuro, almeno fino a domani nella stessa piazza fiorentina. Pensandoci bene è un bivio difficile per il primo costruttore del mondo in carica: se tutto finisse oggi Toyota chiuderebbe vincente per sempre, ma forse anche a Tokyo preferirebbero il rischio del sorpasso Volkswagen che nel nuovo mondo potrebbe forse suggerire a molti concorrenti come si fa a superare il 21/12/12.

Ma penso anche al giovane Andrea Bonomi, figlio d’arte nella finanza e nei motori, con la differenza che suo padre Carlo i motori li amava e li ama in terra e in mare, lui invece li compra e li vende come ha fatto con la Ducati appena ceduta alla Audi (ottimo affare) e l’Aston Martin appena comprata: il nuovo mondo dirà se è stato anche questo un buon affare.

Certo, a giudicare dagli ultimi desideri espressi su FB di guidare per l’ultima volta una Ferrari F40 con il suo V8 biturbo che risveglierebbe anche un morto o una McLaren F1 LM o ancora una Porsche 911 GT3 RSR, è chiaro che anche una vaga scintilla di vita residua manterrebbe uno spazio per l’automobile.

Che in poco più di un secolo è stata fonte di infinite gioie e di non pochi guai per usare un sottile eufemismo. Le gioie che un tempo erano alla portata di molti oggi sono proibite e proibitive. Perfino Montezemolo oggi pensa più alla politica che alla Ferrari e a noi restano più computer su ruote e motori a tre cilindri che vere automobili.

Chiudo questo primo intervento su Autoblog con la mia riflessione personale maturata da tempo: per l’auto la fine di un mondo, ovvero di un’epoca, è già arrivata. E la nuova Era è fatta di cose diverse, com’è giusto che sia. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi che siete i “nuovi”. Intanto auguri a tutti.

Foto | Chris Hondros/Getty Images

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