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Mazda ha diffuso in anteprima alcune informazioni sul prototipo Mazda Premacy Hydrogen RE Hybrid, che presenterà al salone di Tokio. Erede della tecnologia mostrata per la prima volta un anno fa sulla Mazda RX8 RE Hybrid che è stata venduta in leasing in Giappone, la monovolume monta una evoluzione del motore rotativo, capace di funzionare sia a benzina che ad idrogeno.
Gli sviluppi tecnici e le nuove batterie agli ioni di litio hanno permesso di raddoppiare l’autonomia da 62 a 124 miglia totali (200 km circa). Mazda ha intenzione di vendere in leasing anche questa vettura nel giro di 1 anno, ma solo sul mercato interno e con scopi sopratutto di “beta-testing”, per circa 3500 $ al mese, circa 2500 € al cambio attuale.
Via | Msnbc.msn.com
Kurt
06 ott 2007 - 02:47 - #1bene! a quanto pare il rotativo e l’idrogeno vanno a braccetto!
aiboT
06 ott 2007 - 09:11 - #2Mah… io le Mazda le preferisco a Nitrometano…
http://www.srx7.com/
l.s.89
06 ott 2007 - 10:43 - #3Spero che l’idrogeno non risulti un alternativa fallimentare come quella dell’etanolo, anchè se stò cominciando a nutrire dei dubbi.
marco da Brasilia
06 ott 2007 - 13:08 - #4…notare che hanno imparato la lezione da Toyota. All’nizio del boom delle ibride (sostenute da una buona campagna pubblicitaria), c’erano le Honda Insight e le Toyota Prius. La prima Prius era davvero brutta, una tre volumi sgraziata e mi sono chiesto chi comprerebbe un orrore del genere. Poi ho capito. La Honda ha venduto un esemplare per fare il film The Day after Tomorrow, mentre la Toyota ne ha vendute quattro in California (lo stato più… Forrest Gump dell’unione) e due in Svizzera (dove in qualche cantone hanno fatto degli incentivi, poi falliti miseramente).
Poi Honda, che non avrebbe ancora capito come funziona ilgioco, pensa che magari sia meglio prendere un modello dalla gamma, come la Civic a tre volumi, e renderla ibrida. Flop: nulla la diferiva dalla versione a benzina, giusto un marchietto sul bagagliaio (grande errore). Toyota, che non ha caso, è un’azienda attenta ai gusti del “pueblo” e quindi dal enorme successo, ha reso la sua Prius II più appettibile al target a cui è rivolto, composto da gente che vuol far vedere a tutti che loro credono ai nuovi dogmi della nuova religione, ai cambiamenti climatici, riciclano persino la carta igienica, mangiano quelle bioe porcate bio costosissime, (e peggio) non fanno più il bagno per evitare di assottigliare ancora di più la cappa d’ozono, insomma che sono adepti dell’ecologismo e al salutismo messianico. Molto chic, molto politicamente corretti.
Per me la Premacy, come tutti veicoli del genere (non saranno mica automobili quelle “cose” lì), è sufficientemente brutta per tittillare il gusto del target a cui si rivolge. Mi domando quanta “energia grigia” è stata usata per costruirla…
marco da Brasilia
06 ott 2007 - 13:23 - #5@I.s. 89
qui in Brasile andiamo ad alcool da parecchio tempo. Ma per me, come tutto in questo paese, passa solo ad un ottimo business per pochi. Per questa ragione la legislazione brasiliana non permette i motori Diesel per le autovetture e anzi, si fomenta l’uso del carburante “nazionale”. Attualmente chi continua ad arricchirsi in Brasile sono i banchieri (grazie ai tassi d’interesse più elevati al mondo e qui tutto è acquistato a rate, persino le scarpe) e gli “usineiros”, i produttori di canna da zucchero.
Io comprerei un’ibrida, specialmente se fosse ad idrogeno, per il solo piacere di non dipendere più dai derivati del petrolio, evitando così di dare i miei sudati soldi a quei arabi e al caudillo venezolano Chavez.
claudio_
06 ott 2007 - 14:54 - #6“Io comprerei un’ibrida, specialmente se fosse ad idrogeno, per il solo piacere di non dipendere più dai derivati del petrolio”
Raga!
L’idrogeno E’ UN DERIVATO DEL PETROLIO!!!!
Scegli lo produci con il petrolio, il nucleare o (bleah!!!) il carbone
In oltre inquina parecchio….
Per 2 calcoli….
http://allarovescia.blogspot.com/search/label/ecologia%20per%20polli
Axelsaurus
07 ott 2007 - 12:24 - #7“L’idrogeno E’ UN DERIVATO DEL PETROLIO!!!!
Scegli lo produci con il petrolio, il nucleare o (bleah!!!) il carbone
In oltre inquina parecchio…. ”
l’idrogeno si ricava dall’elettrolisi dell’acqua, e NON INQUINA!!! se dobbiamo continuare a usare il petrolio nel giro di un secolo (che per l’uomo è una bischerata) il pianeta andrà a farsi benedire!!! (per non dir di peggio)
inoltre il petrolio FINISCE, F I N I S C E, CAPITO?
billo
07 ott 2007 - 12:57 - #8claudio per uno che lo capisce altri cento rimangono nell’ignoranza creata dai media.. :-(
billo
07 ott 2007 - 13:03 - #9Axelsaurus ma ti informi prima di parlare o parli per sentito dire facendoti abbindolare dai giornali e dalla televisione?
L’elettrolisi è un processo che necessita di energia, di elettricità (per questo l’idrogeno *non è* l’elemento più disponibile nel mondo *in natura*). come la produci la corrente? con le centrali termoelettriche. Perchè consumare petrolio per fare due processi (petrolio->elettricità->elettrolisi) poco convenienti energeticamente quando con un’auto elettrica: petrolio->elettricità->fine ?
Molto meglio investire soldi nel migliorare le batterie!
pilotadelladomenica
07 ott 2007 - 23:01 - #10veramente siamo rimasti quasi solo noi a bruciare derivati del petrolio per ottenere energia elettrica.
Gli altri usano nucleare, carbone, eolico, idroelettrico e metano (questi ultimi due anche da noi).
Quindi se domani il petrolio di botto costasse 1000$ al barile l’idrogeno si potrebbe continuare a produrre senza problemi ai costi (alti) attuali.
In realtà l’idrogeno per trazione (auto/marina e aeronautica) si pone in competizione con i carburanti sintetici (ottenuti da carbone) e con i biocarburanti. I carburanti sintetici comportano pare emissioni e inquinamento assai più gravi, i biocarburanti con le tecnologie attuali richiedono, se prodotti in larghissima scala, ulteriori disboscamenti e/o riduzione degli spazi destinati all’agroalimentare.
L’idrogeno ha il vantaggio teorico che se si trovasse in futuro un modo economico e sostenibile per produrre energia elettrica (con centrali a fissione di 4a generazione, o a fusione, o geotermia avanzata, o solare a concentrazione o non so che) sarebbe disponibile in quantità quasi illimitate e a prezzi bassi.
billo
08 ott 2007 - 13:19 - #11“L’idrogeno ha il vantaggio teorico che se si trovasse in futuro un modo economico e sostenibile per produrre energia elettrica (con centrali a fissione di 4a generazione, o a fusione, o geotermia avanzata, o solare a concentrazione o non so che) sarebbe disponibile in quantità quasi illimitate e a prezzi bassi.”
Appunto, teorico. dove sta il vantaggio di fare l’ennesimo processo di conversione energeticamente dispendioso invece che infilare la corrente direttamente in macchina con batterie?
pilotadelladomenica
08 ott 2007 - 21:40 - #12la trasformazione dell’energia elettrica in energia chimica (nelle batterie) e poi viceversa non è a costo zero!
L’idrogeno è un modo di immagazzinare energia. Certo è difficiel predire se si rivelerà il mio efficiente (altri possono essere le batterie o i condensatori)
pilotadelladomenica
08 ott 2007 - 21:41 - #13…è difficile predire se si rivelerà il più efficiente…
l.s.89
09 ott 2007 - 15:12 - #14Axelsaurus
L’idrogeno per essere ricavato in forma pulita si deve fare l’elettrolisi dell’acqua, ma i costi di questo processo sono troppo elevati per l’alto dispendio di energia elettrica, e finora per non spendere molto in fase di processo si può estrarlo solo dal petrolio, ma questo non comporterebbe nessun vantaggio ambientale.
marco da Brasilia
Non sò se a levarmi 1 punto sia stato tu pensando che il tuo te l’abbia levato io, ma per dimostrarti che non è così ti d’ho un +1 su quel post., comunque io penso che l’etanolo sia una cosa fallimentare fatta su alta scala, dove la sostenibilità del processo diventa più difficile e non porta guadagni ambientali per via del disboscamento che si dovrebbe fare per lasciare posto alle colture, e soprattutto per paesi come l’Italia si dovrebbe sempre dipendere da altre nazioni, il ciò comporterebbe il trasporto su strada di questo combustibile e perciò altro inquinamento come quello effettuato dalle macchine agricole per la sua produzione.