In pista a Indianapolis sono scese solo le 6 monoposto gommate Bridgestone.
Ma vediamo come si è arrivati a questa situazione che ha fatto alzare il dito medio a quasi tutto il delusissimo pubblico presente: dopo l’incidente a Ralf Schumacher nelle libere di venerdì la Michelin chiedeva alla Federazione internazionale (FIA) di poter usare per la gara di domenica delle gomme completamente diverse da quelle montate nelle qualifiche e che dovevano arrivare con due aerei cargo direttamente da Clermont-Ferrand. Ma la mattina della gara la Fia con una lettera del direttore di gara, Charlie Whiting inviata a Pierre Dupasquier e Nick Shorrock, responsabili della Michelin, gli imponeva di usare le stesse gomme come da regolamento, altrimenti sarebbero stati penalizzati. A questo punto la marca del «Bibendum» proponeva l’introduzione di una «chicane» che rallentasse la curva parabolica che si affronta ad oltre 300 orari e che sarabbe stata la causa del flop degli pneumatici francesi; ma al divieto della Federazione di correre in questo modo che avrebbe (giustamente) invalidato il GP per il mondiale, la Michelin comunicava ai propri team che sconsigliava di correre perchè troppo pericoloso.
Poco importa quindi che abbia vinto la Ferrari con una doppietta Schumi - Barrichello (rischiata ancora una stupida collisione tra i due!) in questa gara fantasma, certo non si possono cambiare le regole perchè un colosso che fornisce sette team ha sbagliato le mescole…
Ecco il comunicato ufficiale (di scuse) rilasciato dai team Michelin.
michele g.
20 giu 2005 - 11:41 - #1ribadisco il concetto; la F1 è sempre meno divertente perchè troppo regolata. la bellezza dell’ innovazione che si riscontrava fino a qualche anno fà è scomparsa in luogo di standard che parificano le auto. alcuni potrebbero dire che cosi facendo è solo la bravura dei piloti a fare la differenza. ebbene oggi solo se le tue gomme sono buone, arrivi alla fine. puoi essere un ottimo pilota, puoi avere una buona auto, ma se le gomme cedono hai finito.
purtroppo non è neanche come ai bei tempi di fangio, dove per risparmiare il battistrada si andava volutamente sul prato.
io preferivo, e purtroppo o dei ricordi sfumati, o delle videocassette, quando qualcuno si presentava con sei ruote, con una ventola, con le minigonne, con un alettone alto 2 metri, con la trazione integrale, o con il motore sovralimentato. purtroppo sono solo ricordi di una disciplina che era banco di prova per soluzioni innovative da trasmettere alla grande serie.
l’ultima volta che cio’ è accaduto si parlava di sospensioni attive; da 10 anni a questa parte il nulla.
ridatecela senza tutte queste inutili sofisticazioni. sarebbe come se nel calcio , possono giocare solo quelli alti 1,80 che pesano 80 chili, hanno il 42 e possono mangiare solo pasta.
fate voi……
insomma era la disciplina dei garage, delle tre giorni a monza della tattica dei piloti o non del computer, delle auto spinte al traguardo senza benzina, delle liti decennali, dei giri con 10 sorpassi, delle staccate al limite, dei record montecarlo maranello, e della fuliggine sotto gli occhialoni…. insomma era la disciplina degli Uomini che volevano andare forte…..