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Ultimamente Tata è al centro dell’attenzione sui media di mezzo mondo perchè si trova impegnata in due operazioni che, per vie diverse, avranno un peso tutt’altro che marginale sugli equilibri costituiti nel settore automobilistico. Stiamo parlando ovviamente dell’auto low cost più volte annunciata, ipotizzata, ventilata, smentita, e dell’altra telenovela che la vede principale indiziata per l’acquisto di Jaguar e Land Rover. Ma andiamo con ordine.
Questa volta la piccola indiana sembra arrivare sul serio; questione di momenti, si dice. L’attesa si esaurirà al Salone di New Delhi di gennaio, dove quella che sarà la 500 di oltre un miliardo di indiani farà il suo esordio. Ad annunciarlo è stato l’altro ieri Ravi Kant, direttore della casa automobilistica, durante un convegno della Society of Indian Automobile Manufacturers organizzato nella capitale indiana. Dunque, la prima uscita dell’auto da 100.000 rupie (o da quasi 2000 euro o ancora, da 2400 dollari, se preferite) avverrà addirittura a tre anni dall’inizio della fase di progettazione e le vendite inizieranno ancora più avanti, si dice a metà anno, quando i primi esemplari saranno usciti dalla contestatissima fabbrica di Singur, attualmente in costruzione nel Bengala Occidentale. Altra notizia trapelata -una curiosità più che altro, ma che la dice lunga sull’importanza del modello- è la presenza di Ratan Tata in persona a togliere il velo dalla vettura al momento della presentazione.
Un aspetto non ancora chiaro fino in fondo è il prezzo finale dell’auto: i tanto sbandierati 1900 euro previsti, potrebbero non essere la cifra effettiva a cui sarà sul mercato, dato che la previsione, fatta tre anni fa si basava sui prezzi correnti delle materie prime, ben più bassi degli attuali (soprattutto gomma e acciaio). Interrogato a proposito, Kant ha risposto così: “Il prezzo lo sapremo solo quando avverrà il lancio. Di sicuro sarà per noi una sfida.” Tra gli osservatori più interessati all’andamento di questa sfida indiana, c’è il gruppo Renault-Nissan, che già ha nel cassetto un abbozzo di low cost al di sotto dei 3000 dollari che coinvolgerebbe anche Bajaj, colosso indiano delle due ruote.
Ma non di solo low-cost vive l’auto indiana. La multinazionale asiatica, forte della sua crescita esponenziale, vuole affacciarsi anche nel mercato del lusso, entrando per giunta dalla porta principale, visto il suo concreto interesse per Jaguar e Land Rover. Nell’operazione -sempre a patto che vada in porto- potrebbe giocare un ruolo anche Fiat, rilevando una quota di minoranza delle attività britanniche. Il secondo round delle trattative sarà il momento decisivo: a metà ottobre, quando l’asse Tata-Fiat dovrebbe avere sbrigato tutti i cavilli del recente accordo, si giocherà la partita definitiva per l’acquisizione.
Via | IlSole24Ore
kudraw
09 set 2007 - 12:35 - #51Cmq vorrei farvi notare che già a 5000€ si trova del buon usato per la categoria A…
Un mio amico su al nord gestisce un concessionario di auto usate, e fidatevi che si trovano delle buonissime occasioni, esempio la Panda tutta accessoriata con cerchi in lega, 33.000km (visti da me) la faceva sui 5500€.
Ora io credo che per la sicurezza non c’è risparmio che tenga.
Parakarro
09 set 2007 - 19:33 - #52Io parlo solo dal punto di vista dell’Italia…Purtroppo altri punti di vista non ne ho…Io dico che in Italia le auto Low cost non hanno mai fatto molta presa (a dire il vero non le cagava nessuno) e non credo di sbagliare a dire che IN ITALIA una makkina a 2000 euri non la puoi vendere…Se poi volete guardare IL MONDO allora mi arrendo .
So che non è possibile definire la 500 come auto Low cost è che nei POST PRECEDENTI molti la tiravano in mezzo nel discorso. Era comunque la macchina piu’ conveniente in commercio IN ITALIA e la prima makkina pensata come seconda makkina. Se poi dobbiamo sfidarci a chi conosce piu’ modelli di 500…hai dimenticato la R ;;;PPP
autoblog
21 ott 2007 - 10:33 - #53[…] […]