Ssangyong

SsangYong viene fondata nel 1954 ed è oggi la quarta azienda coreana specializzata nella produzione di automobili. La sua prima denominazione fu tuttavia Hadonghwan Motor Company, con cui il marchio di Seoul iniziò la produzione su licenza delle Jeep per l’esercito statunitense. Tre anni dopo si trasforma in Dong-A Motor, nome che resisterà fino al 1988 (quando verrà sostituito da quello definitivo). La prima realizzazione in proprio è datata 1976, ma SsangYong inizia davvero a riscuotere successo quando raggiunge un accordo di collaborazione con Mercedes: prime le vengono semplicemente forniti motori e cambi, ma in seguito ne ottiene i diritti di produzione. La prima unità viene destinata alla Korando. È un cinque cilindri aspirato da 2.9 litri e 126 CV, affidabile ed accreditato di consumi ridotti.

L’azienda coreana pensa inoltre ad una berlina di fascia alta e si tuffa quindi nel progetto Chairman, la cui piattaforma viene messa a disposizione dalla Mercedes Classe E W124. Resta in produzione dal 1985 al 1995, senza poi essere rimpiazzata fino al 2008. La nuova versione poggia su un’ossatura del tutto inedita, monta unità V6 e V8 ed utilizza il cambio automatico 7G-TRONIC. Nel 1997 SsangYong viene però acquistata da Daewoo, che fallisce nel giro di pochi anni e viene rilevata da General Motors. Le azioni del marchio di Seoul vengono rimesse sul mercato ed acquistate nel 2004 dalla cinese SAIC, che se ne assicura il 51%. Trascorrono pochi anni e SsangYong viene travolta dalla crisi economica, tanto da essere costretta all’amministrazione controllata.

Le successive proteste dei dipendenti bloccano la produzione delle Actyon, Kyron, Rexton e Rodius. La svolta avviene però nel 2010: l’indiana Mahindra&Mahindra rileva le quote di SAIC per 230 milioni di dollari, rilanciando il marchio, introducendo un motore a gasolio omologato Euro5 ed introducendo la famiglia di prototipi e-XIV. La gamma è oggi composta dalle Korando e Rexton W. Tutti gli aggiornamenti sul marchio coreano.