Google

Google è la principale società al mondo nel ramo dei servizi internet. Gli anglofoni direbbero che questo è il suo core business, ma di recente l’azienda ha diversificato le sue attività e da qualche tempo è diventata anche costruttore di automobili. Proprio così. Big G sta lavorando da anni – ed in maniera non segreta – alla strumentazione necessaria per riconoscere la completa indipendenza delle automobili: la Google Car ed i suoi prototipi (i tecnici hanno allestito per lo scopo un lotto di Lexus RX450h) vanno ritenute il cavallo di Troia nel settore delle autonomous car, ovvero quei modelli che impiegano sofisticate tecnologie per muoversi senza che una persona giri il volante o azioni la pedaliera.

Questo è possibile grazie ad una lunga serie di telecamere e sensori. Da mesi ormai le Google Car svolgono test di affidabilità ed il loro sviluppo viene raccontato fra le righe di un blog ufficiale: in questo modo abbiamo scoperto che le vetture costruite da Big G hanno guidato senza l’ausilio del conducente per quasi 1 milione di miglia, stabilendo così una media pari a 10.000 miglia per settimana (al maggio 2015). Non sono mancati incidenti e contrattempi, quasi tutti per colpa di scelte errate compiute da altri automobilisti. L’unico vero grattacapo è stato creato da una bicicletta a scatto fisso, che l’impiantistica di bordo non ha riconosciuto: il trackstand ha mandato l’automobile in confusione e costringerà gli esperti ad aggiungere qualche riga di codice.

Le Google Car hanno percorso all’inizio le strade di Mountain View, per poi trasferirsi anche in Texas. Big G ha spiegato che le automobili non potranno superare la velocità massima di 40 km/h e che avranno sempre nel loro abitacolo una persona, incaricata di intervenire qualora vi siano delle anomalie. L’azienda di Mountain View impiega allo stesso tempo alcune vetture per il servizio Google Street View, prettamente di serie ma adattate per svolgere differenti scopi: queste auto non mappano soltanto le strade e l’ambiente circostante, ma in alcuni casi rilevano anche la qualità dell’aria e la presenza di eventuali buche. Il reparto incaricato si sviluppare le auto a guida autonoma è gestito in maniera separata dal motore di ricerca.

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