Volkswagen e Ford, ecco la vera intesa: piattaforme modulari ed elettrico

Conto alla rovescia per il matrimonio tra Wolfsburg e Detroit,: l'annuncio nei prossimi giorni, il campo di collaborazione potrebbe essere molto più ampio di quello previsto nei mesi scorsi.

L'auto americana a lezione da quella europea, non è una novità. Esiste da almeno un decennio quel gettone d'ingresso che i costruttori a stelle e strisce pagano per entrare nel mercato del Vecchio Continente e avvicinarsi a consumatori abituati a standard qualitativi alti, norme sulle emissioni stringenti e un concetto di consumo di carburante vittima delle accise. A questo castello di vincoli a cui l'America a quattro ruote deve pagare pegno c'è poi da aggiungere la forza bruta di una ricerca tecnologica europea che ha trasformato quelli che erano telai in piattaforme meccaniche modulari su cui realizzare famiglie di vetture, che ha reso l'elettronica uno strumento imprescindibile per la gestione della tenuta di strada, e oggi i sistemi di ottimizzazione energetica la carta vincente nella sfida dell'auto elettrica.

Ma l'auto americana forse non ha più tempo di imparare una lezione diventata nel frattempo esame di ammissione anche ai mercati come quello cinese e a tutti quegli asiatici. Che hanno smesso di emergere, e hanno cominciato a pretendere. Questo è il lungo perché di una intesa che farà a suo modo storia. Il consiglio di sorveglianza della Volkswagen ha approvato l'alleanza fra il colosso automobilistico di Wolfsburg e la Ford, questa l'anticipazione molto circostanziata della agenzia stampa tedesca DPA.

Era nota l'intenzione di stringere una cooperazione dovrebbe riguardare la fabbricazione di veicoli commerciali, e avrebbe l'obiettivo di ottimizzare i costi. Secondo il numero uno di Volkswagen, Herbert Diess, del resto i due gruppi sono troppo piccoli, in questo segmento di mercato, per concorrere su scala mondiale e potrebbero condividere oneri di ricerca e sviluppo. Ma indiscrezioni insistenti raccontano di un'altra carta che Ford e Volkswagen giocheranno sui mercati mondiali.

Il nodo centrale, l'utilità che avrà il marchio di Detroit starebbe nell'estendere l'intesa all'argomento principe delle piattaforme modulari, appunto la base su cui poter realizzare non un singolo modello ma addirittura una gamma di vetture. Non necessariamente quelle che mancano a listino, ma quelle che con più profitto dovrebbero esserci in futuro. Se è vero che la programmazione delle piattaforme stata la vera forza muscolare del Gruppo Volkswagen in questi anni, l'incontro è inevitabile. Ai tedeschi, Ford spalanca il mercato del Nord America e fa guadagnare un consenso personale targato Donald Trump.

Dunque, Ford collabora con Volkswagen, ma su cosa? Tra i brevetti di Wolfsburg spicca la piattaforma MQB, semplicemente l'architrave di ogni modello medio dell'intero Gruppo Volkswagen, che senza colpo ferire potrebbe essere messo a disposizione di un nome molto noto come Focus, almeno ragionando nell'arco di cinque anni, dunque per la prossima generazione del modello. Ancora più stimolante la condivisione della piattaforma piccola, la MQB A0, che non andrebbe solo interessare un modello come Fiesta, ma soprattutto permetterebbe a Ford di entrare in modo più drastico nel segmento dei B Suv, sulla scia di quanto ha fatto Volkswagen conT-Cross.

Il bersaglio strategico per il futuro sta invece nella piattaforma MEB, già base predestinata per i ventisette modelli elettrici che il Gruppo tedesco intende realizzare e distribuire a cascata in tutti i suoi marchi. Secondo i piani, permetterà di costruire 10 milioni di veicoli dalla fine del 2019 con l’avvio della produzione della Volkswagen ID. La complessità nello sviluppo ha portato il risultato atteso, una modularità totale con un pianale centrale estremamente piatto per ospitare ampie batterie, la possibilità di ottenere una grande varietà di carrozzerie diverse, dal SUV alla berlina al van, e una doppia collocazione per il motore elettrico, al posteriore o anche all'anteriore, in modo da ottenere la trazione integrale. Un patrimonio che evidentemente sfruttato congiuntamente con Ford può portare rapidamente alla motorizzazione di massa a zero emissioni. Costringendo in questo senso la concorrenza ad un volume di investimenti insostenibile nel medio temine.